venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cagliari, bilancio sociale
Inps in ritardo di due anni
Pubblicato il 21-01-2016


Proteste lavoratori SardegnaPresentato ieri a Cagliari il Bilancio sociale Inps 2014. Hanno preso parte al convegno, che ha visto il collegamento in video conferenza del Presidente Tito Boeri, anche l’Assessore al Lavoro Virginia Mura e l’Assessore alla Sanità Erriu. Il bilancio sociale Inps è uno strumento attraverso cui è possibile valutare i risultati e l’attività che l’istituto svolge. Da sottolineare che la “fotografia” che ne vien fuori risulta esser superata considerato il fatto che i dati dello studio fanno riferimento al 2014. D’altra parte, come ha precisato anche l’Assessore Virginia Mura, i dati relativi il 2015, e tra questi anche quelli diramati dall’osservatorio sul precariato Inps, emerge una “ripresa del mercato del lavoro”. Cosa che nel 2014 era utopia.

“Senza fare troppi facili trionfalismi – afferma l’esponente della Giunta Pigliaru – possiamo essere soddisfatti del quadro che soprattutto i numeri più recenti ci restituiscono. In Sardegna i contratti a tempo indeterminato crescono: da gennaio a novembre 2015 sono stati quasi diecimila (9.666) in più rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, pari a una variazione percentuale del +37,7%. L’aumento è di poco superiore al dato nazionale (+37,0%) ed è la migliore performance fra le regioni del Mezzogiorno. Questo e altri indicatori ci suggeriscono di insistere nell’attività svolta finora, perché la ripresa, per quanto timida, si comincia a vedere. Un dato che mi preoccupa, invece, riguarda l’alto numero di voucher venduti: quasi 3,5 milioni. Bisogna verificare che non se ne stia facendo un uso distorto che, se fosse confermato, andrebbe corretto. I voucher infatti nascono per forme di lavoro accessorio, e non devono essere usati per impoverire rapporti di lavoro costituiti, andando ad alimentare bacini di precariato” (Fonte Ufficio Stampa RAS ).
Sempre Virginia Mura sottolinea che “a partire da questi dati del 2014 per vedere qual è stata l’evoluzione, siamo già in grado di dire che c’è stato un trend positivo per quanto riguarda l’occupazione nel 2015. Quindi, stiamo verificando le risultanze di un anno che ormai, per fortuna, come crisi si sta allontanando dalla ripresa sia pur non impetuosa che c’è stata per quanto riguarda l’occupazione, questa è stabile. E questa è la cosa che più interessa. Mentre un dato sul quale bisognerà assolutamente riflettere e probabilmente bisognerà che come regione ci attiviamo anche per una convenzione con gli organi periferici del Ministero del lavoro, verificare la situazione dell’aumento un po’ troppo consistente dei vaucher. I vaucher che sono nati come possibilità, che hanno dato la possibilità ad alcune categorie di lavoratori di vedere emergere il lavoro nero, in questo momento rischiano , e non possiamo permettercelo, di trasformasi in ristrutturazioni di rapporti di lavoro stabili. Quindi di nuovo precariato. E questo, ripeto, non possiamo permettercelo . Non dobbiamo permettercelo.”
Dati del bilancio sociale Inps a parte, emerge ancora una volta la visione irrealistica che le istituzioni – sarde in questo caso – hanno del Paese. Di fatto è una Sardegna che affronta annaspando una delle peggiori crisi economiche della sua storia. E la stessa, iniziata già nel lontano 2008 è cresciuta in maniera esponenziale rispetto altre regioni italiane. Sono interessati tutti i settori dell’economia dell’isola, trasporti, turismo, commercio, industria, agricoltura, artigianato, servizi. Il fatto che si siano registrati nuovi contratti che più nello specifico sono, invece, “trasformazioni” di contratti già esistenti dal punto di vista della Giunta Pigliaru è una piccola vittoria. Più nel concreto è, invece, la palese dimostrazione dell’inconsistenza delle tanto sbandierate “sinergiche attive politiche del lavoro” di cui ancora non è dato conoscere i destinatari e i risultati. Ancora gli uffici dell’Assessorato al lavoro, né tanto meno quelli dell’agenzia regionale al lavoro hanno, solo per fare un esempio, pubblicato i dati relativi ai primi risultati del piano flexicurity.
Secondo alcuni rappresentanti di OO.SS. – organizzazione sindacali dei lavoratori – il piano varato dall’Assessorato al lavoro, mirato a ricollocare 4039 lavoratori fuoriusciti dal bacino degli ammortizzatori sociali in deroga – non ha prodotto il risultato sperato. E in questo senso i numeri – quelli in possesso, appunto, delle OO.SS. – parlano chiaro: “ Solo 1500 i lavoratori che sono riusciti ad accedere alla piattaforma del sito “Sardegna lavoro” – ideato e gestito dall’Agenzia Regionale al Lavoro . Di questi 1500, appena 900 sono stati “ospitati” presso aziende per il cosiddetto “tirocinio formativo”. Di questi 900, a malapena un centinaio si son visti trasformare il bonus in contratto di lavoro vero e proprio”. Costo per le casse pubbliche della flexicurity, “appena” 26 milioni di euro.” Non si può certo cantare vittoria o, per usare le stesse parole di Virginia Mura, “senza fare troppi trionfalismi”. Cosa ovvia, ma pare non compresa a fondo da chi afferma che la Sardegna tra le regioni del meridione è quella che ha registrato il miglior trend di ripresa.

Antonella Soddu

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