mercoledì, 31 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Fisco nel pallone: tremano i nomi illustri
Pubblicato il 26-01-2016


C_27_articolo_101870_immagineprincipaleLa Procura di Napoli sta indagando sull’ennesimo scandalo che colpisce il mondo del calcio: ipotizzati i reati di evasione fiscale e false fatture, tra i 64 indagati anche i presidenti di Lazio e Napoli, Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis, oltre ad Adriano Galliani, Alessandro Moggi e Andrea Della Valle.

“MECCANISMO FRAUDOLENTO’’ – L’inchiesta, chiamata ‘Fuorigioco’, è portata avanti dal Procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e dai pm Stefano Capuano, Vincenzo Ranieri e Danilo De Simone ed è nata da una serie di rapine subite dai calciatori del Napoli: gli investigatori hanno sentito puzza di bruciato da una conversazione tra il calciatore Ezequiel Lavezzi e il suo procuratore Alejandro Mazzoni datata gennaio 2012. La Procura di Napoli ipotizza infatti un “meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materiale imponibile alle casse dello Stato” messo in atto tra il 2009 e il 2013. L’accusa ai procuratori dei calciatori è quella di “aver fatturato in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera intermediazione fosse resa nell’interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi’’. Sempre secondo quanto sostiene la Procura “l’importo pagato dal club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e di conseguenza la società ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali”.
Insomma, venivano ‘gonfiate’ le cifre degli ingaggi dei calciatori mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazioni infedeli, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: il tutto avrebbe spinto le società a compiere degli illeciti fiscali.
Lo scopo del blitz delle Fiamme Gialle – si legge in una nota del Procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli – è dunque quello di rinvenire eventuale documentazione bancaria e contrattualistica inerente ai fatti illeciti contestati ossia condotte fraudolente finalizzate a evadere il fisco.

LE SOCIETÀ COINVOLTE – A finire sotto l’occhio dell’indagine ci sono nomi importanti del panorama calcistico. Innanzitutto società come Napoli, Lazio e Milan, la cui sede è stata ispezionata dalla Guardia di Finanza, poi dirigenti illustri come Adriano Galliani, Alessandro Moggi e il già citato Alejandro Mazzoni, oltre ai presidenti di Lazio e Napoli, Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis. E spuntano anche giocatori noti come appunto Lavezzi, Milito e Crespo.

DE LAURENTIIS: “TUTTA FUFFA” – È presto per dire cosa rischiano le società e i giocatori coinvolti, non a caso lo stesso presidente della Figc, Carlo Tavecchio, preferisce attendere ulteriori sviluppi prima di prendere una posizione chiara. Intanto però sono arrivate le smentite e le rassicurazioni dei club coinvolti. “È una storia vecchia, non servono commenti, è tutta fuffa. Sono super tranquillo”, dice De Laurentiis, mentre l’avvocato della Lazio, Gian Michele Gentile, nega il coinvolgimento del presidente Lotito: “Non ha ricevuto nessun atto dal quale risulta che è indagato. Nessun avviso di garanzia, niente”. Precisazione anche da parte del Milan con un comunicato stampa: “La vicenda è assolutamente marginale e non fondata, troverà la sua risoluzione sia sotto il profilo tributario, sia sotto il profilo penale, in una doverosa archiviazione”.
Eppure è difficile ipotizzare che da questa vicenda, seppur in tempi non brevi, non arriveranno sanzioni e squalifiche importanti.

Francesco Carci

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