venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Col “Lavoro agile”
il posto è ‘mobile’
Pubblicato il 05-01-2016


Mezzogiorno_lavoro_giovani_ferrovieIl lavoro agile è un importante passo avanti per il nostro Paese. Negli ultimi anni, seppure in presenza di un quadro normativo rigido e disincentivante, si sono moltiplicati anche in Italia i progetti per introdurre maggiore flessibilità nel lavoro in un’ottica di smart working: sempre più imprese ripensano l’organizzazione del lavoro mettendo in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo, orari e strumenti di lavoro, per lasciare alle persone più autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Il governo è pronto a regolare la modalità del «lavoro agile», già presente in diversi Paesi europei,  mentre in Italia è sperimentata, in forma embrionale, da qualche grande azienda come ha fatto la Vodafone Italia e la Barilla. “Il lavoro agile consiste in una prestazione lavorativa svolta solo in parte all’interno dell’azienda, anche utilizzando strumenti tecnologici, ma rispettando i vincoli massimi di orario stabiliti dalla legge o dalla contrattazione. Per lavorare in modalità agile è necessario un accordo scritto tra datore e lavoratore; l’accordo può essere a tempo indeterminato o determinato”. Il lavoratore in modalità agile conserva pieni diritti: la retribuzione è la stessa degli altri colleghi subordinati che lavorano esclusivamente in azienda (ovviamente a parità di mansioni); e non ci sono penalizzazioni di carriera. Il salto in avanti è aprire a una retribuzione svincolata dall’orario, ma legata alla produttività. Il Ddl precisa poi che al lavoratore «agile» va garantito sempre il rispetto della privacy; e si ha diritto, pure, ai normali tempi di riposo (lavorare fuori dall’azienda non significa dover essere reperibile 24 ore su 24, oltre il normale turno giornaliero). Novità anche per le imprese: le nuove norme ammettono il controllo a distanza sulla persona che dovrà però avvenire all’interno del nuovo articolo 4 dello Statuto (bisognerà dare un’informativa preventiva adeguata) e sarà cura dell’impresa la tutela e la sicurezza del lavoratore in modalità agile (un infortunio occorso «da remoto» verrà sempre tutelato se causato da un rischio connesso con la prestazione lavorativa). Non solo: oltre alla classica assicurazione Inail, il datore dovrà consegnare una informativa periodica, con cadenza almeno annuale, nella quale individuare eventuali rischi generali e specifici connessi alla nuova modalità di svolgimento della prestazione. Un’altra novità importante è l’estensione al lavoro in modalità agile degli incentivi fiscali e contributivi previsti dalla legge di Stabilità in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza dell’ impiego. Se si decide, per esempio, che su 5 giorni, 4 si lavora in azienda e un giorno «da remoto», la quota di lavoro «da remoto» diventa produttività, e viene incentivata con la decontribuzione.

Francesco Brancaccio

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento