lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Craxi 16 anni dopo
Pubblicato il 19-01-2016


Il 19 gennaio di sedici anni fa moriva, lontano dal suo paese, gravemente ammalato e a seguito di un’operazione praticatagli in condizioni difficili nell’ospedale militare di Tunisi, Bettino Craxi, per diciassette anni segretario del PSI, vice presidente dell’Internazionale socialista, per quattro anni presidente del Consiglio italiano. Anticipò idee sullo stato e la sinistra, sulla politica estera, sulla politica economica. Il Pci gli diede quasi sempre torto. Poi i fatti gli hanno dato ragione. E anche a sinistra hanno raccolto, senza ammetterlo, molte sue intuizioni.

Da Sigonella alla scala mobile, dall’appoggio ai movimenti e ai partiti che lottavano contro tutte le dittature fasciste, comuniste, militari, dall’amore per Garibaldi e dalla sua forte sensibilità verso la lotta del popolo palestinese, nella piena sicurezza dello stato di Israele, mostrò sempre il suo orgoglio di socialista riformista e liberale e di italiano sincero. Fece un errore. Non capì le conseguenze italiane dell’89 europeo e pensò che il vecchio sistema non sarebbe stato in discussione e che le clausole di finanziamento illecito non sarebbero mai state colpite.

Pagò un prezzo inaccettabile, l’unico tra i leader politici italiani al quale venne richiesto l’arresto, l’unico ad essere condannato praticamente all’ergastolo per un reato compiuto da tutti, dopo accuse ispirate al famoso sistema del “non poteva non sapere”, che non venne mai applicato ad altri. Sono stato due volte a trovarlo in Tunisia. Non ho mai sopportato, pur denunciando, quando era ancora forte, il suo errore richiamato, la grave ingiustizia a cui fu sottoposto. Prima o poi spero che l’Italia gli chieda scusa e che le sue ceneri tornino nella sua Milano. Sono passati troppi anni e l’Italia è diventata più povera, meno autorevole, più isolata nel mondo. Lui sosteneva che senza una politica forte saremmo stati dominati dal potere impietoso della finanza. E che l’Europa sarebbe stata un inferno. Aveva torto?

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Commenti all'articolo
  1. Bettino Craxi fu l’unico Primo Ministro moderno d’Italia, sopraffatto da un mare di consuetudini assurde della classe politica e amministrativa. Tu dici che non capì la svolta del 1989? Secondo me la nuova burocrazia europea fu generata da quelle consuetudini con il risultato della prevalenza della finanza delle borse e dell’azzardo sull’economia della produzione e del consumo. Che cosa doveva fare Bettino, se non difendere la possibilità del PSI di avere proprie risorse di pronte a un PCI e a una DC affaristi navigati? Eppure fu l’unico a denunciare l’andazzo e per questo fu castigato. Lo stress a cui era sottoposto gli fece commettere qualche errore: non difese il maggioritario in politica, e il nucleare in economia. Però fu il primo a preoccuparsi di un successore che doveva essere Claudio Martelli e voleva il ponte di Messina. Spero che Renzi abbia il coraggio di chiederli scusa e di far tornare le sue ceneri in Patria. Se non lo fa Renzi non vedo chi altri potrebbero farlo ora o lo avrebbero potuto fare nel passato.

  2. Dobbiamo ricordarlo come Grande Politico, come Grande Statista.
    Aveva ragione su tutto o quasi tutto
    Era tanto Amato come odiato.
    In questi giorni oltre che a ricordarlo in molti devono fare ammenda.
    Per chi vuol comprendere fu un Profeta.
    Ne Renzi ne altri hanno la Sua capacità di analisi.
    La Storia lo renderà Grande !

  3. Sono passati oltre vent’anni da allora, cioè dagli eventi che lo riguardarono direttamente, ma ripensando a quei giorni torna sempre alla mente un aspetto politico che non dovrebbe cadere nell’oblio, posto che in un Paese come il nostro, dove si aveva sempre in bocca la parola “democrazia”, successe che la “piazza” politica si mise immediatamente in moto e condannò fin da subito, prima di ogni sentenza, un leader e statista che aveva aiutato tante nobili cause in diverse parti del mondo

    Il garantismo senza se e senza ma, che ha sempre contraddistinto la cultura social-riformista e ancora ci accompagna nonostante quanto la sorte ha riservato al PSI, e che dovrebbe essere uno dei caposaldi della concezione illuministica e liberale di una società, non è probabilmente di facile applicazione per chi, partito o movimento, non ha in tal senso ben radicate tradizioni e solidi principi, ma segue piuttosto le convenienze politiche del momento, esercitando un garantismo a senso unico o a fasi alterne, come abbiamo visto accadere in più di una occasione, anche in anni recenti

    Ultimamente è capitato di udire qualcuno di area non socialista, ma appartenente o vicino ad altra che non ci è stata amica, ad ammettere che se Craxi fosse ancora in vita avrebbe potuto dare un contributo importante nelle questioni che stanno dando forte preoccupazione sul piano internazionale.

    Si tratta di ripensamenti che giungono troppo tardivi, ma concorrono comunque ad onorarne la memoria, e dobbiamo augurarci che una tale consapevolezza si allarghi sempre di più e possa aiutare in qualche modo la sua riabilitazione ufficiale, anche se non fanno ben sperare le difficoltà che ancora si incontrano per dedicargli una via o una piazza.

    Paolo B. 19.01.2016

  4. Il caso C.insegna che nel bene e nel male, per come si sono succeduti i fatti, ne usciamo tutti sconfitti e che la sua storia, auspichiamo, vada riscritta senza pregiudizi e ideologie.
    Autorevoli giustizialisti qualche giorno prima della Sua morte lo trattavano come un pericoloso latitante. Gli stessi, con la consueta doppiezza, il giorno dopo la Sua scomparsa erano pronti a tributargli gli onori e i funerali di Stato. La famiglia, sdegnata, rimando’ al mittente.

  5. Ho postato il link all’articolo, col mio commento, sulla pagina Facebook “Italiani con Renzi”. Ho risposto così ai commenti: “Leggendo i commenti mi viene la nausea per l’ottusità cieca che persevera e il livore forcaiolo. Però non mi stupiscono perché sono sono degli eredi della stragrande maggioranza che sostenne Benito Mussolini, che si convertì alla fede comunista non appena cadde, che oggi sostengono i fannulloni e i burocrati della Pubblica Amministrazione e sono pronti a manifestare, ieri contro il nucleare, oggi contro la TAV e le trivelle. Sono convinto che, gli stessi, lascerebbero morire i migranti in mare. Oggi fanno finta di sostenere Matteo Renzi ma saranno i primi ad infierire su di lui al primo segno di debolezza.”

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