martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Da Nuova Delhi apertura nella vicenda dei due marò
Pubblicato il 13-01-2016


Massimiliano Latorre

Massimiliano Latorre

Un passo avanti. Senza dubbio la decisione della Corte Suprema indiana di estendere il permesso alla permanenza del marò Massimiliano Latorre di altri 4 mesi, fino al 30 aprile, può essere letto come un segnale positivo della volontà del Governo di Nuova Delhi, dopo quasi quattro anni di rinvii e di escamotage per non aprire il processo.

La licenza al militare italiano, scadeva proprio oggi, 13 gennaio, e gli era stata concessa per permettergli di curarsi dopo l’ictus subito nel 2014 mentre si trovava in domicilio coatto nella capitale indiana in attesa del processo per la morte di due pescatori indiani del Kerala uccisi il 15 febbraio 2012. L’incidente avvenne mentre si trovavano sulla loro imbarcazione nelle stesse acque della porta container italiana Enrica Lexie su cui, Latorre assieme al collega Salvatore Girone, effettuavano una missione di scorta armata per conto dello Stato italiano. In base a prove assai discutibili, le autorità indiane pretesero che i due marò sbarcassero dalla nave mercantile, convinta ad attraccare in India, e li arrestarono quattro giorni dopo i fatti.

Da allora le autorità giudiziarie indiane hanno perso tempo evitando accuratamente di produrre prove in giudizio mentre la vicenda era stata strumentalizzata politicamente dalle autorità del Kerala su posizioni opposte a quella dell’allora presidente Sonia Gandhi che per le sue origini italiane, poteva essere accusata di favoritismo. Il passaggio di poteri al nuovo premier conservatore dopo le elezioni dello scorso anno, Narendra Modi, sembra aver aperto uno spazio per il riconoscimento dei diritti dei due marò ad essere comunque processati, come prevede la legge del mare, nel loro Paese.

Maro-elezioni-India

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Comunque, il governatore dello Stato del Kerala, Oomen Chandy, chiederà al primo ministro indiano Narendra Modi di agire “per far tornare in India Latorre” giudicato responsabile “di un crimine sul territorio indiano e per questo obbligato a rispondere alle leggi indiane”, ha spiegato. Salvatore Girone, l’altro marò italiano accusato di avere ucciso due pescatori del Kerala, resta attualmente confinato all’interno dell’ambasciata italiana a New Delhi..

Oggi, in apertura di seduta il legale di Latorre, Sole Sorajbee, aveva chiesto l’estensione della permanenza in Italia del fuciliere di Marina fino alla fine della procedura dell’arbitrato avviata all’Aja sulla giurisdizione del caso. Da parte sua, l’Additional Sollicitor General Pinki Anand ha informato il tribunale che il governo di New Delhi ha bisogno di ulteriore tempo per studiare le implicazioni dell’arbitrato richiesto dall’Italia. A questo punto, il presidente della seconda sezione della Corte, Anil R. Dave, ha chiesto al magistrato governativo di presentare una documentazione scritta sulla posizione indiana entro il 13 aprile quando si svolgerà udienza. In questo ambito la Corte ha inoltre deciso l’estensione della permanenza in Italia di Latorre fino al 30 aprile. L’Italia non ha avanzato questioni riguardanti le condizioni di salute di Latorre, ma si è attenuta unicamente alla richiesta legata al procedimento aperto all’Aja.

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