lunedì, 27 giugno 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Debito pubblico. L’Italia nel mirino Ue
Pubblicato il 25-01-2016


Commissioner Margrethe Vestager

Margrethe Vestager, commissario UE per la concorrenza

Torna l’incubo italiano del debito pubblico, l’allarme viene lanciato dalla Commissione Ue che invita il nostro Paese a sanare il debito o ci saranno rischi per la stabilità.
Nel “Rapporto sulla sostenibilità fiscale 2015” l’Ue evidenzia infatti che “il debito pubblico rimane molto elevato, rappresentando così una delle principali fonti di vulnerabilità per l’economia italiana”.
“I rischi – rileva nel Rapporto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche – sembrano essere alti nel medio termine da una prospettiva di analisi della sostenibilità del debito, in seguito a un elevato livello di debito alla fine delle proiezioni” nel 2026 e “l’alta sensibilità a possibili shock alla crescita nominale e ai tassi d’interesse”.

In Italia, prosegue quindi la Commissione, “la quota di crediti in sofferenza nel settore bancario potrebbe rappresentare una fonte importante di rischio di passività potenziali a breve termine”. Per l’esecutivo comunitario la dimensione del debito pubblico “è critica”.
La Commissione però mentre rileva il forte rischio per l’Italia, al contempo trova anche una soluzione, attraverso l’attuazione della riforma delle pensioni: “Nel lungo periodo, supponendo la piena attuazione delle riforme pensionistiche adottate in passato e a condizione del mantenimento della bilancia strutturale primaria al livello previsto dalla Commissione per il 2017 (2,5% del pil) ben oltre quell’anno”.

Al riguardo anche la replica del Mef, per il quale il rapporto sulla sostenibilità della Commissione Ue “conferma ancora una volta che i conti pubblici italiani non presentano rischi nel breve termine e sono in assoluto i più sostenibili di tutti nel lungo termine”. Sottolineando inoltre che “il pesante debito pubblico rende il paese più esposto in caso di shock esterni”, motivo per cui l’Italia è classificata su questo fronte “ad alto rischio. Per questo il governo ha programmato nel 2016 il debito in discesa per la prima volta dopo 8 anni”.

La questione al centro delle discussioni sulla bad bank tra Roma e Bruxelles è ormai “il prezzo delle garanzie di stato”, ha detto Ricardo Cardoso, portavoce della Commissione europea per la Concorrenza.

Questione che verrà discussa martedì pomeriggio a Bruxelles nell’incontro tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la commissaria europea per la Concorrenza, Margrethe Verstager.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi disoccupazione elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Napolitano Nencini Onu Oreste Pastorelli pd Pdl pensioni Pia Locatelli psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento