sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dichiarazione di voto del senatore del Psi Enrico Buemi sul ddl delega appalti
Pubblicato il 14-01-2016


L’approvazione della legge delega per un nuovo codice degli appalti è un atto fondamentale  che il Parlamento compie nella sua piena legittimità, indicando i principi e i criteri direttivi nel rispetto dei quali il Governo eserciterà la delega. L’azione di riforma e di modernizzazione della legislazione nazionale è coerente con le rinnovate direttive europee in materia di appalti pubblici e concessioni. Nella legge delega al nostro esame coesistono come principi e obiettivi inscindibili un più elevato livello di certezza del diritto e la semplificazione dei procedimenti, in ragione dei principi di trasparenza e imparzialità.

L’attuazione delle direttive 2014/23/UE, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della 2014/24/UE sugli appalti pubblici, e della 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori, in particolare nei settori dell’energia e dei trasporti e il riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, come stabilito dal Senato in prima lettura e confermato dalla Camera, sarà oggetto di due diversi decreti legislativi, i cui tempi appaiono assolutamente stringenti ed impegnativi per il Governo, entro e non oltre rispettivamente il 18 e il 31 luglio 2016. Coerentemente si prevede che il Consiglio di Stato, la Conferenza unificata e le Commissioni parlamentari, competenti per materia e per i profili finanziari, si pronuncino contestualmente in merito agli schemi di decreto, con un termine che la Camera ha ridotto a trenta giorni rispetto ai quaranta del Senato in prima lettura.

Il nuovo Codice, in materia di procedure di affidamento, di gestione e di esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione disciplinate dalle tre direttive, dovrà introdurre una disciplina adeguata anche per gli appalti di servizi e forniture.

E’ indispensabile ritrovare certezza del diritto e opportunità di accesso alle imprese con un sostanziale progresso nell’efficienza delle procedure di appalto. Occorre garantire e determinare un efficace quadro normativo per realizzare servizi e opere pubbliche necessari al Paese e superare le incertezze interpretative ed applicative che, nel corso di questi anni, hanno reso possibile o concorso ad aprire spazi di illegalità o che siano state la ragione dei tempi del tutto non competitivi nelle procedure di appalto o di concessione.

Sotto questo profilo, a nostro giudizio, è fondamentale che nell’attuazione delle direttive europee e dunque nella definizione del nuovo codice sia previsto l’obbligo di procedure non derogabili in merito gli appalti pubblici e ai contratti di concessione e il divieto esplicito di affidamento di contratti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie. Anche attraverso tali vincoli si dovrà operare per garantire una riduzione e certezza dei tempi relativi alla realizzazione delle opere pubbliche.

Nel contempo il riconoscimento del principio dell’interesse pubblico nella incentivazione delle opportunità di accesso delle piccole e medie imprese è sostenuto dal criterio di individuazione di costi standardizzati per tipo di lavoro, da un sistema di  qualificazione delle stazioni appaltanti sotto il controllo dell’Anac, dall’obiettivo essenziale, che è al tempo stesso un vincolo, di contenere il ricorso a varianti in corso d’opera, i criteri di controllo delle eventuali variazioni rispetto ai costi originari del contratto, la previsione dell’utilizzo esclusivo dell’offerta migliore sotto il profilo economico e, infine, la semplificazione e la qualificazione delle stazioni appaltanti sono elementi a nostro giudizio rilevanti.

Il processo di digitalizzazione delle procedure per l’affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione è parte decisiva in ordine agli obiettivi di semplificazione e di armonizzazione e, in primo luogo, in relazione ai principi di trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara ai fini di una efficace azione di lotta alla corruzione, cui concorre anche la previsione di un  sistema amministrativo, regolato sotto la direzione dell’ANAC, che individui penalità  in ordine alla mancata denuncia, che è resa obbligatoria, delle richieste estorsive e corruttive. Il rafforzamento delle funzioni dell’Autorità sulla base anche di poteri di controllo, raccomandazione, di intervento cautelare, di deterrenza e di tipo sanzionatorio è, a nostro avviso e del Governo, un punto qualificante e imprescindibile.

Condividiamo, dunque, pienamente  i principi ed i criteri direttivi indicati dalle direttive europee che in merito agli appalti individuano nel processo di trasparenza e semplificazione delle procedure di gara, uno degli obiettivi fondamentali della legge delega. E’ indispensabile ritrovare certezza del diritto e opportunità di accesso alle imprese, con un sostanziale progresso nell’efficienza delle procedure di appalto. Sotto questi profili la semplificazione e la qualificazione delle stazioni appaltanti sono elementi a nostro giudizio rilevanti.

La recente approvazione da parte della Provincia autonoma di Bolzano della legge provinciale in materia di appalti è coerente con le nuove direttive dell’Unione Europea. Digitalizzazione delle procedure di verifica, le semplificazioni burocratiche ai fini di una corretta ed efficace flessibilità, criteri di qualità, procedure standard attente in particolare ai costi, sono i principi ispiratori e nel contempo gli obiettivi della  legge provinciale e che ora sono presenti nella legge delega nazionale. Al pari la Provincia autonoma di Trento è prossima all’adozione della legge provinciale.

Nel corso dell’esame al Senato in prima lettura, è stata prevista  la possibilità di affidamento in house per le concessioni, scadute o in scadenza, in cui c’è il controllo pubblico. Sono criteri previsti dalla direttiva Europea e adesso anche recepiti nel nostro ordinamento per avviare  un vero e proprio piano di investimenti infrastrutturali. Nel caso specifico della Autostrada del Brennero l’affidamento in house ha, già dal 1997, come obiettivo la destinazione di parte dei proventi di tale autostrada alla realizzazione del corridoio ferroviario del Brennero. Si è introdotto così un sistema di cofinanziamento innovativo per investire realmente nelle reti di trasporto TEN-T .

In conclusione Signor Presidente, Ministro Delrio, Vice Ministro Nencini, colleghi, questa è una buona legge, e di conseguenza preannuncio il voto favorevole del Gruppo Autonomie – PSI – Maie, con una avvertenza , però,di importanza fondamentale che oggi si conclude un percorso legislativo di grande importanza e rilievo mediatico, ma il lavoro sostanziale è ancora da fare ed è compito vostro di Membri del Governo vigilare con cura affinchè le manine occulte delle lobby interessate non vanifichino il lavoro positivo fin qui svolto. Si eviti in sostanza che accada che quel che oggi esce dalla porta rientri dalla finestra, ad esempio, come con gli accordi quadro in materia di forniture ospedaliere, laddove la semplice prescrizione di un singolo operatore medico vanifichi quanto determinato in sede di gara, che rende vane le procedure di trasparenza. In questo senso chiedo qui pubblicamente che l’autorità Anticorruzione e la magistratura penale si occupino immediatamente di quanto accade nella sanità Italiana, dato che l’impiego  di queste modalità crea un danno erariale e vanifica ogni volontà e determinazione di aprire l’economia del settore a effettivi principi di concorrenza e di trasparenza.

Troppe volte siamo spettatori e spesso autori di giuste leggi grida manzoniane che poi nel Paese non vengono rispettate.

Auspichiamo che questa sia una effettiva svolta che collochi il rapporto tra azione imprenditoriale e spesa pubblica nel nostro Paese ad un livello di decenza che oggi non ha.

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