domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dieselgate. Renault crolla in borsa e trascina anche FCA
Pubblicato il 14-01-2016


Renault shares slump after fraud investigators search offices: reportNuova frenata in borsa, questa volta a causarla è una delle case automobilistiche più importanti dell’Europa, la francese Renault. Dopo la Volkswagen, nel mirino ora c’è la Renault: il titolo va a picco in Borsa per i sospetti su irregolarità nei test sulle emissioni. Cala fino al 20%, anche se poi riduce le perdite. A pesare anche la diminuzione delle vendite di auto in Russia nel 2015 (-46%), dove il Gruppo è esposto con il marchio Autovaz.
Gli agenti del Governo francese hanno sequestrato computer dal sito Renault di Lardy (Francia), che realizza prove sulle emissioni dei veicoli. È quanto afferma Bloomberg che riprende fonti di stampa francese che citano un volantino sindacale della Cgt, secondo il quale quale gli ispettori si sono recati nell’impianto transalpino lo scorso 7 gennaio.

A cercare di fermare l’emorragia della casa automobilistica francese è lo stesso Governo. La frode sui motori di Renault “non esiste”. Ci mette la faccia il ministro francese dell’Ambiente Segolène Royal, secondo cui le emissioni delle auto diesel Renault sono risultate superiori a quelle consentite, ma sui motori non sono stato trovati software ‘truccati’, come era emerso lo scorso anno su Volkswagen. Secondo la Royal, i propulsori Renault e di due produttori non francesi supererebbero i limiti di Co2 e diossido di azoto.

“A ruota” anche la Fca, che cede quasi il 10% – Fca è stata riammessa agli scambi in Piazza Affari dopo il terzo congelamento dall’apertura e cede il 9,83% a 6,7 euro, poco sopra il minimo di 6,63 euro raggiunto nella mattinata. Due concessionari Fiat Chrysler, parte del gruppo Napleton di Chicago, hanno citato in tribunale FCA accusando l’azienda di aver offerto ingenti somme di denaro ai venditori che accettavano di contabilizzare fra i veicoli venduti anche una parte di quelli invenduti. La diffusione della notizia, unita ai dati di vendita di automobili Russia nel 2015 (-46%), ha messo in seria difficoltà la Casa automobilistica diretta da Marchionne.

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento