venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

È morto Agostino Marianetti. ‘Ciao Dino’
Pubblicato il 21-01-2016


Agostino Marianetti

Intervento al convegno del 16 gennaio 2013 per la candidatura di Daniele Fichera alla Regione Lazio con Riccardo Nencini

È morto questa notte Agostino Marianetti, ‘Dino’ per gli amici, 75 anni, già parlamentare del Psi e segretario nazionale della Federazione unitaria Cgil-Cisl-Uil. Doveva partecipare ieri pomeriggio a San Macuto alla presentazione del suo libro ‘Io c’ero‘, ma la malattia glielo ha impedito. Nel pomeriggio è stato ricordato alla Camera dalla capogruppo del PSI, Pia Locatelli.


Una storia che impone rispetto e rimpianto
di Ottaviano Del Turco

Dino Marianetti attraversò le vicende sindacali e quelle politiche degli anni ’70, ’80 e ’90 con un impegno e con una forza che non ebbe uguali in quegli anni a Roma e nella sua provincia. Era cresciuto a Colleferro ed era stato allevato da una famiglia che aveva conosciuto gli anni più tristi del dopoguerra in condizioni drammatiche e difficili da rappresentare. Più semplice è spiegare come nasce il suo impegno sindacale e politico. Colleferro era una cittadina industriale segnata da lotte operaie memorabili per salvare l’occupazione ed il salario di centinaia di lavoratori. L’occupazione della BP scandì il punto più alto di tensione di un’area che non aveva altra scelta che battersi per salvare il lavoro che c’era. Nacque in quelle settimane, in quei mesi, in quegli anni una generazioni di dirigenti sindacali e politici che erano stati forgiati da lotte memorabili, da conflitti sociali, umani, politici. Dino, giovanissimo, fu educato all’impegno sindacale politico da personalità che ebbero un ruolo fondamentale nelle lotte operaie e nelle vicende politiche di Colleferro: Biagio Della Roma ed Angelino Mazzuchelli i maestri e gli educatori di Dino. Il primo diventò Sindaco di quella città: aveva guidato la lotta degli operai fino all’occupazione degli stabilimenti. Mazzucchelli fu mandato a rappresentare quelle bellissime storie alla Provincia di Roma. Dino cominciò con questi precettori la sua splendida storia di dirigente sindacale e di parlamentare socialista.

Fu segretario della Camera del lavoro di Roma e divenne il punto di riferimento di una generazione di militanti socialisti capaci di cambiare gli equilibri politici e sindacali di una città egemonizzata da una tradizione politica e culturale di impronta comunista. Dino Marianetti condusse dentro il Partito Socialista una battaglia di straordinario impegno e tensione ideale: Nenniano, autonomista, fu il giovane dirigente sindacale che segnò tutta un epoca di lotte sociali e politiche memorabili. Salì tutti i gradini della sua carriera di dirigente sindacale conquistando sul campo ruoli sempre più rilevanti ed importanti. Dino a Roma, Bruno di Pol a Milano erano i giovani che impressero forza e determinazione per far vivere la cultura riformista dentro la CGIL.

Ricordo con commozione i suoi interventi al Comitato direttivo della Confederazione: quando iniziava a parlare si faceva un silenzio carico di attenzione e di rispetto. Essere il leader di una minoranza non significò mai dovere rinunciare ad opinioni, a principi, e convinzioni irrinunciabili per un socialista. Fu il punto di riferimento, nel sindacato delle novità che avevano cambiato la storia del gruppo dirigente del Partito Socialista con l’avvento di Bettino Craxi alla guida del PSI: fu un tenace e paziente costruttore di un rapporto con Luciano Lama che consentì di tessere un legame della CGIL con le novità socialiste che permise di superare la fase difficilissima dei rapporti con il PCI di Berlinguer.

Fui chiamato a sostituirlo quando eletto deputato del Lazio, lasciò il sindacato. Il suo insegnamento politico era diventato la scelta di tutti i socialisti della CGIL. Ci aiutò a difendere la nostra identità e la nostra autonomia nei giorni difficili di S.Valentino e del durissimo scontro per difendere la nostra scelta per riformare il meccanismo che produceva una dinamica salariale ingovernabile per Governo e parti sociali.

La tragedia degli inizi degli anni ‘90 con la distruzione della rappresentanza politica socialista travolse le storie politiche che avevano combattuto battaglie esemplari per far vivere la cultura riformista nella sinistra italiana.

Dino Marianetti si ritirò dall’impegno politico con lo stile e la misura che aveva scandito tutto il suo impegno sindacale politico. Aggredito da un male inesorabile, aveva dedicato le sue ultime energie per realizzare il sogno di poter tornare in Parlamento per l’ultima volta e dare conto in quella sede del suo orgoglio di militate, di dirigente di parlamentare socialista. Non ce l’ha fatta. La sua è stata una storia esemplare.

L’ho conosciuto quando raccontava le storie operaie di Colleferro e le ultime ore della sua vita somigliano a quelle che scandirono il primi passi delle sua splendida storia di dirigente sindacale di parlamentare Socialista.

Uomini come lui sono indimenticabili: appartengono ad una storia che impone rispetto e rimpianto per la sua scomparsa. Eravamo insieme ai funerali di Pietro Nenni, quando Craxi ricordò la storia che aveva colpito i leader di tantissimi socialisti come noi: era la storia di un militante delle brigate internazionali che aspettava l’alba nelle trincee di Guadalajara per uno scontro con le truppe franchiste. Nenni stava ispezionando le truppe per animarne la presenza e l’impegno nella battaglia che stava per arrivare. Ad un dei tornanti di quelle trincee spuntò un giovane miliziano italiano che lo guardò, sorrise e gli lo salutò: ciao, Nenni. La voce di Craxi si incrinò e pronunciò quel salutò con un singhiozzo, con la stessa emozione di quel miliziano delle brigate internazionali. Ricordo lo sguardo e gli occhi di Dino che si riempirono di lacrime

CIAO DINO, ti salutiamo con lo stessa emozione e con la stessa commozione.

Ottaviano Del Turco


Messaggi di cordoglio stanno giungendo da comuni cittadini, compagni di partito, esponenti dei sindacati, Cgil in testa che nel trigesimo si propone di tenere una commemorazione.
I funerali si terranno domani venerdì 22 gennaio, alle ore 15, presso la chiesa della Vergine Immacolata in via Cassia 1286 a Roma.

Intervento per la candidatura di Daniele Fichera con Riccardo Nencini 16 gennaio 2013
Presentazione del libro “Io c’ero”  dicembre 2015

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