venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Euroscettici a Milano sfidano l’UE su migranti e lavoro
Pubblicato il 29-01-2016


salv2L’Europa si sta disgregando oppure va a destra, lo sanno bene gli euroscettici riuniti nella due giorni milanese dell’Enf, Europe of Nations and Freedom. La convention è stata  presieduta da Marine Le Pen, che sul palco con Salvini ha detto che “l’immigrazione di massa è l’ultimo braccio armato dell’europeismo, cioè impoverire le nazioni europee e uccidere per sempre la civiltà”. Per il segretario della Lega nord, Matteo Slavini, “è in atto una sostituzione organizzata di popoli per avere nuovi schiavi” al servizio dei potentati economici.

Milano è stata protagonista, suo malgrado, di “Più liberi, più forti. Un’altra Europa è possibile”, la prima convention del network sovranista che ha messo sullo stesso palco gli esponenti di partiti eurocritici provenienti da tutta l’Europa. Sul banco degli imputati l’Ue, il trattato di Schengen, le politiche di austerità e, soprattutto, quelle sull’immigrazione. Su questi bersagli si sono concentrati gli attacchi di tutti gli interventi dei leader dell’Enf, il gruppo del Parlamento europeo nato a Bruxelles un anno fa che unisce, oltre il Fn francese e la Lega Nord, il Pvv dell’olandese di Geert Wilders, l’Fpo austriaco e Vlaams Belang belga, nonché esponenti inglesi, polacchi e romeni.
La Le Pen nel suo discorso ha citato Milano come il luogo dell’editto di Costantino, “radice della nostra civiltà cristiana”. Salvini ha detto di “non volere muri né fili spinati ma regole e rispetto”.
Nonostante gli intenti, come da copione è arrivato lo strascico xenofobo alla convention. Tom van Grieken, il giovane leader del Vlaams Belang, il partito fiammingo belga, nel suo intervento a un certo punto esclama “camerati”. E dalla platea leghista si leva un applauso, mitigato da qualche ‘buuu’ di dissenso, mentre Salvini è visibilmente imbarazzato sul palco. Dieci minuti dopo, sfuma rivolgendosi agli “amici patrioti”. Ma, anche senza Casapound, la mutazione fascioleghista si compie. Ovazione invece per Marcel De Graaf, del Pvv olandese, che si lascia scappare un “è meraviglioso essere qui in Padania”, con i tanti leghisti a inneggiare: ‘Secessione, secessione’.

Tuttavia lo scopo di Salvini resta quello di riempire il vuoto di una sinistra, che almeno in Italia continua a mancare. Alla convention “non si è parlato solo di immigrazione ma di lavoro”. Lo rivendica Salvini. “Quello su cui stiamo lavorando, sono i problemi del lavoro. Il crimine che Bruxelles sta perpetrando è quello del lavoro. E noi, stiamo svolgendo un ruolo che è quello di alcune sinistre”. “A questo tavolo – aggiunge Salvini, seduto accanto alla leader del Fn Marine Le Pen e all’olandese Geert Wilders del Pvv – c’è l’alleanza in difesa del lavoro. Ci sostituiamo anche a quelle cosiddette sinistre che di lavoro non si occupano più ma pensano a tutelare i loro amici banchieri. Limitare l’immigrazione – conclude – significa rilanciare il mondo del lavoro nei nostri paesi. Ci sostituiamo alle sinistre e al mondo sindacale”.

Tuttavia la sinistra si è fatta sentire, all’esterno del Mico, l’auditorium della fiera di Milano, portando del letame per accogliere i partiti xenofobi e organizzando un corteo in contemporanea con l’incontro. Alcune centinaia di manifestanti, “nazisti rossi” per il segretario della Lega, hanno contestato dall’esterno della fiera con striscioni e fumogeni urlando “Nessun umano è illegale” e “Milano è antifascista”.
Nonostante invocare il ritorno della sovranità nazionale appare un modo anacronistico di vedere l’Europa, dall’altro lato proprio gli Stati dell’Unione europea, anche quelli con governi di sinistra, iniziano a dar ragione alla visione di Salvini- le Pen. Dopo la Svezia che ha annunciato che espellerà 80mila richiedenti asilo, anche la Finlandia ha detto che rimpatrierà due terzi delle 32mila persone arrivate nel paese nel 2015. Intanto in Germania Angela Merkel ha stretto un accordo con gli alleati di governo per rendere più dure le procedure per la richiesta d’asilo, in particolare per i ricongiungimenti familiari. Infine l’Olanda ha avanzato una proposta per rimpatriare in Turchia con i treni i migranti e rifugiati arrivati via mare in territorio greco.

“Se un governo di sinistra come la Svezia decide di espellere 80mila persone a cui ha negato la richiesta d’asilo, rispedendole a casa, significa che Schengen è morto, finito”, ha affermato il leader del Carroccio.
Tuttavia l’Europa continua a discutere di frontiere, i deputati UE discuteranno martedì pomeriggio, con il primo Vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, la crisi dei rifugiati e i controlli alle frontiere, sia esterne sia interne dell’area Schengen.

Redazione Avanti!

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