lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Federico Parea
Un partito del Fare
Pubblicato il 28-01-2016


Mettiamo i piedi nel piatto: l’organizzazione del Psi, così come disegnata nello statuto nazionale con le sue gerarchie, le sue articolazioni e i suoi livelli territoriali, fa acqua in più di un punto. Così almeno ci suggerisce la percezione che vi siano strutture che replicano ad ogni livello discussioni e liturgie sul tutto, sprecando energie e risorse sul niente.

Sembra che nel pensiero della nostra organizzazione sia a prevalere uno spirito novecentesco, quello da ‘partito del parlare’, protagonista di una politica che ruotava quasi esclusivamente intorno alla parola e al discorso: il consenso che si formava al comizio, la decisione che maturava nella riunione, l’informazione vera ed esclusiva che era nella comunicazione del dirigente politico centrale, il riconoscimento di sé e la legittimazione per il semplice iscritto che consisteva nell’intervento all’assemblea di partito.

Inutile dirsi quanto quelle stagioni siano ormai lontane e superate. Utile accorgersi, tuttavia, quanto quei riflessi siano ancora presenti.

Sarebbe interessante, invero, discutere di un ritorno ai fondamentali dell’associazionismo, con il recupero di un senso di partecipazione più pragmatico e concreto e la riscrittura di strutture e articolazioni snelle, quasi liquide e sburocratizzate al limite dello spontaneismo, che razionalizzino gli spazi di discussione e potenzino quelli di iniziativa pura per la promozione di aggregazione, comunicazione, recupero delle risorse, anche economiche. Niente di più né di meno. E farlo con una spinta spasmodica alla ricerca della qualità.

Qualche spunto più concreto? Eccone quattro:
Livelli territoriali: semplificare l’attuale articolazione (sezione-comune-provincia-regione-nazionale), cancellando anelli di una catena troppo lunga e sempre più allentata, risultando inadatta sia a garantire le istanze dalla base verso l’alto, sia la condivisione delle iniziative del vertice verso la base.
Fundraising: affrontare strategicamente e con strumenti aggiornati e differenziati il nodo del finanziamento al partito, responsabilizzando l’azione di ogni livello, attraverso la definizione annuale di un piano di raccolta di risorse economiche, anche con l’assegnazione di budget alle diverse responsabilità territoriali.

Tesseramento: allargare la forme di adesione e nel contempo consolidare la struttura associativa militante, attraverso un sistema di adesione al partito articolato in differenti e progressive fasce di contributo e coinvolgimento, fissando altresì ad un livello significativo il contributo per godere di pieni diritti di partecipazione e introducendo, inoltre, la previsione di strumenti di pagamento che possano garantire dazioni individualmente sostenibili, ad esempio tramite rateazioni, ancorché fisse e costanti.

Web community: introdurre finalmente e nella vera pratica livelli di partecipazione diretta tramite gli strumenti web e social, sia tra le modalità di coinvolgimento ad occasioni di discussione più tradizionali sia immaginando meccanismi di consultazione attraverso mezzi telematici.
Un tempo c’erano e bastavano ‘partiti del parlare’. Oggi, dovremmo quasi pensare ad un ‘partito del fare’, per i quali il governo di comunicazione, decisioni, informazioni e coinvolgimento sia il prodotto di attività diversificate e molto più concrete, che integrino le abitudini, le espressioni, i tempi e gli strumenti della società attuale.

I congressi possono servire a parlare anche di questo.

Federico Parea- Segreteria Nazionale Psi

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