venerdì, 2 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fenomeno Baby Squillo
e responsabilità dei clienti
Pubblicato il 28-01-2016


Baby Squillo polizia prostituzioneAnalizzando il fenomeno delle “baby squillo” non si può non tenere in considerazione il ruolo del “cliente”, ovvero quella persona, spesso adulta, che sfrutta l’ingenuità di queste giovanissime ragazze, le quali cercano di ottenere denaro al fine di raggiungere uno status sociale che consenta loro di sentirsi parte integrante di un gruppo d’ élite. È infatti questa la motivazione principale che spinge le ragazzine a vendere i propri corpi: rispecchiare i modelli che vengono propagandati dalla società seguendo le nuove mode, spesso troppo costose. Se la società trasmette messaggi sbagliati, i singoli adulti approfittano di questa situazione al fine di ottenere vantaggi sessuali, calpestando così la propria dignità individuale e quella delle ragazze.

Il “cliente” delle “baby squillo” è generalmente un uomo adulto di mezza età, con un carisma tale da risultare convincente nelle proprie argomentazioni. Inoltre, dal suo profilo psicologico potrebbero emergere tratti caratteriali di tipo adolescenziale, che, in genere, nella vita di tutti i giorni vengono repressi, per poi essere sfruttati per instaurare un rapporto amichevole con le giovanissime. Si tratta, per esempio, di passioni ed hobby tendenzialmente giovanili, quindi di argomentazioni che vengono utilizzate per avvicinarsi alle adolescenti. Il “cliente” difficilmente è una persona completamente estranea: le probabilità che un uomo si avvicini ad una ragazzina di cui non sa nulla (cosa che invece può avvenire nei casi di stupro), offrendo denaro in cambio di prestazioni sessuali, è molto bassa. È spesso tramite frequentazioni comuni che avviene la conoscenza. Considerando questo elemento, risulta necessario prevenire l’adescamento delle minori controllando gli ambienti da loro frequentati, interrogandosi sulla lecita presenza, se assidua, di uomini di età notevolmente maggiore.

L’atteggiamento sessuale di questi soggetti è, ovviamente, caratterizzato da devianze: vi possono essere compatibilità con il comportamento pedofilo, repressioni o frustrazioni sessuali che possono portare a violenze, generare fantasie erotiche ossessionanti e così via. È praticamente impossibile che un “cliente” consapevole di aver adescato una minorenne viva la propria sessualità in modo equilibrato e sano, proprio perchè il desiderio di avere un rapporto con una persona di età molto inferiore alla propria (spesso le “baby squillo” si trovano nella fase pre-adolescenziale) costituisce una devianza. Questo concetto non si applica, invece, ai coetanei delle “baby squillo” e ai “clienti” con pochi anni di differenza. In questi casi, infatti, la caratteristica prevalente sembra essere quella di voler dimostrare -a se stessi o agli altri- di vivere la sessualità con assoluto controllo, utilizzando la donna quasi come fosse un oggetto. Questo comportamento non deve essere sottovalutato, poiché si potrebbero sviluppare vere e proprie devianze in età adulta, generalmente legate alla violenza ed alla necessità ossessiva di mantenere il controllo sulle proprie relazioni e sulle altre persone.

Sarebbe opportuno insegnare alle giovanissime come riconoscere questi soggetti, in modo tale da poterli evitare. Psicologi e sociologi dovrebbero identificare le situazioni che gli uomini tendono a creare per poter arrivare “alla richiesta” finalizzata ad ottenere prestazioni sessuali in cambio di denaro. Dunque, andrebbe spiegato alle ragazze come uscire da quelle situazioni e, ancor meglio, aiutarle a capire come è possibile evitare che si creino. Le giovani non si dovrebbero trovare impreparate di fronte a circostanze di questo tipo: è infatti conoscendo i modi più sicuri di rifiutare che sapranno dire di no. Per quanto riguarda i potenziali “clienti”, invece, il metodo migliore per diminuirli è far sì che la società lanci dei chiari segnali nei loro confronti, garantendo che le pene divengano esecutive senza dare loro la possibilità di evitarle.

Alessia Malachiti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento