martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giachetti al Campidoglio? Arriva il sì di Matteo Renzi
Pubblicato il 12-01-2016


campidoglio1“Secondo me Giachetti conosce Roma meglio di chiunque altro, ha fatto il capo di gabinetto e ha fatto uno sciopero della fame per la legge elettorale. E’ romano e…romanista”. Cosi il premier Matteo Renzi a Repubblica Tv ha lanciato il vicepresidente della Camera dei deputati per il Pd nella corsa al Campidoglio. Ma attenzione: “Il candidato sindaco a Roma lo decideranno le primarie – ha ribadito il Presidente del Consiglio – “deciderà lui se candidarsi o no”.

Immediato il ‘no comment’ di Giachetti che al momento non sembra intenzionato a rispondere alle avances del premier. L’ex radicale intanto ha ricevuto centinaia di ‘like’ ai post che riportavano le dichiarazione di Renzi sul suo profilo facebook. Quel che è certo è che il nome di Roberto Giachetti circolava già da tempo e le parole di Renzi, suonano dunque come un tentativo di investitura cavalleresca. Se non ufficiale, quantomeno falsamente ufficiosa. Anche perché la caccia del Pd al candidato sindaco per la Capitale sembra finora non aver sortito risultati interessanti. E lo spettro del disastro Ignazio Marino ancora circola nei corridoi del Nazzareno, freddando soprattutto gli animi dei fautori di una candidatura proveniente dalla cosiddetta ‘società civile’.

Ai democrat serve un politico e Renzi lo sa. E il nome del vice presidente della Camera sembra trovare il suo posto, almeno per caratteristiche, nella lista dei papabili. Partito dai movimenti studenteschi, a 18 anni è entrato nel Partito Radicale fino al 1989 conservandone però la tessera. Consigliere circoscrizionale per i Verdi, quindi prima capo della Segreteria e poi Capo di Gabinetto del Sindaco di Roma Francesco Rutelli dal 1993 al 2001. Anno questo, in cui diviene Segretario cittadino di Roma e eletto per la prima volta alla Camera dei deputati. Già tra i fondatori della Margherita viene confermato alle elezioni politiche del 2006 nelle liste dell’Ulivo e alle elezioni politiche del 2008 nelle liste del PD. Partito che lo traghetta fino alla storia recente, quando nel 2013 viene eletto vicepresidente della Camera dei Deputati con 253 preferenze.

Noto a Roma e nella politica per le sue battaglie dall’anima radicale: gli scioperi della fame. Nel 2002, per sollecitare il Parlamento ad eleggere due giudici della Corte Costituzionale e ripristinare il plenum, nel 2004 per sollecitare la calendarizzazione della legge sul conflitto di interessi, nel 2007 per far definire al Pd la data certa dell’assemblea costituente del partito, nel 2008 per ottenere le elezioni primarie nella città di Roma, le stesse che ora dovrà decidere se affrontare.

E in ultima, la battaglia del 2012 in segno di protesta contro le aule del Parlamento per la mancata approvazione di una nuova legge elettorale. Timide per ora le reazioni. Nessun commento da parte del Presidente del Pd Matteo Orfini. Ancora stizzita Sel dopo lo strappo in Campidoglio e le polemiche sul candidato Fassina: “Giachetti è persona stimabile – fa sapere il coordinatore romano Paolo Cento – ma la domanda che facciamo è semplice: il Pd a Roma ha avuto gli ultimi 2 sindaci di centrosinistra Veltroni e Marino. Credo sia giunto il momento di un passo indietro del Pd se vuole davvero unire il centrosinistra. E quindi – ha concluso Cento – perché la candidatura di Fassina non va bene?”.

“Auguri a Giachetti, che può essere sfidato in qualunque quartiere della città”. A scriverlo, il leader de La Destra, Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e candidato Sindaco di Roma.

Marco Agostini

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