domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giorno della memoria, è ancora tempo di ricordare
Pubblicato il 27-01-2016


giornomemoria1È stato il giorno in cui il mondo ha scoperto le atrocità di cui è capace, il 27 gennaio 1945, quando l’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, scoprendo i campi di sterminio nazisti, così da quel giorno viene celebrato il “giorno della memoria” per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico. In memoria di quella data spartiacque nella storia dell’Europa, si celebra oggi la Giornata della Memoria, istituita nel 2000 dal parlamento italiano.

“Scopo della Giornata della Memoria è “conservare il ricordo dell’orrore sorto nel cuore dell’Europa, delle vittime, del dolore, ma al contempo anche l’esempio di tante persone giuste”. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso. “Per fortuna – ha proseguito Grasso – c’è ancora in vita qualcuno che quegli orrori li ha vissuti, è sopravvissuto e ha preso l’impegno con la propria coscienza di raccontarli, così come hanno fatto tanti che oggi non ci sono più. Queste persone hanno tenuto in vita la memoria, e l’hanno consegnata alle nuove generazioni affinché non sia dispersa. Dobbiamo essere consapevoli che spetta a ciascuno di noi raccogliere quella testimonianza e passarla a nostra volta alle generazioni successive”.

Molti sono stati gli eventi, in Italia e in Europa, per ricordare quell’infausto giorno. Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia, ha ringraziato il presidente della Repubblica che ha parlato davanti ai ragazzi delle scuole che hanno compiuto viaggi di studio ad Auschwitz e a tre ex deportati sopravvissuti ai campi di concentramento: Sami Modiano, Antonio Volpe e Antonio Morelli. “Caro presidente Mattarella, non possiamo dimenticare il suo saluto davanti alle Fosse Ardeatine. Fu quello il sui primo atto come capo dello Stato: una scelta che denota quali sono i valori per cui intende battersi”. Mattarella ha ricordato i tanti ‘giusti’ che anche in Italia hanno salvato le vite di molti ebrei durante l’occupazione nazista: “Ma nel giorno della Memoria ricordiamo anche la vergogna delle leggi razziali, volute dal fascismo in Italia nel 1938”. E non va dimenticata, ha concluso il presidente della Repubblica, “soprattutto la circostanza che alla ‘caccia all’ebreo’ decretata dai nazisti in Italia, dopo lì’8 settembre, parteciparono attivamente, con zelo e ferocia, in tanti”.
“Alimentare la memoria e difendere la libertà e la verità. Io non dimentico. Mai. #giornatadellamemoria”. Così in un tweet il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha voluto ricordare questa giornata.
L’Onorevole Pia Locatelli, durante l’intervento in aula ha voluto omaggiare le donne: “In questa Giornata della Memoria vorrei ricordare la storia, un po’ meno conosciuta, delle donne deportate a Auschwitz”.
“L’ideologia nazista sosteneva la necessità di eliminare il popolo ebraico, senza differenza di età o di genere: fu forse l’unico caso in cui le donne, solitamente discriminate, non lo furono. Tuttavia, le donne furono spesso soggette ad una persecuzione eccezionalmente brutale da parte del regime. Durante le deportazioni, le donne in stato di gravidanza e le madri di bambini piccoli venivano generalmente catalogate come “inabili al lavoro” e venivano perciò trasferite nei campi di sterminio, dove gli addetti alla selezione le inserivano quasi sempre nei gruppi di prigionieri destinati a morire subito nelle camere a gas. Spesso erano costrette a scegliere tra il separarsi dalla loro prole o morire. Tutte, con pochissime eccezioni, scelsero la morte”. Dice la deputata socialista, intervenendo alla Camera nel corso della commemorazione per la giornata della memoria.
“Le poche deportate che riuscirono a sopravvivere al lager e a tornare in Italia furono le prime a raccontare l’accaduto con le parole scritte: su sette libri dedicati a Auschwitz cinque sono di donne. Il merito di aver dato voce a queste donne ignorate o dimenticate va anche alla mostra: “E tutto questo diventa una storia. I primi libri che in Italia hanno raccontato di Lager”, organizzata dal Consiglio delle Donne di Bergamo in collaborazione con l’Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, in corso fino all’11 febbraio”.

Redazione Avanti!

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