venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giustizia e semantica
Pubblicato il 18-01-2016


Il processo ad Erri De Luca non avrebbe dovuto essere celebrato per la semplice ragione che in un paese civile non si deve perseguire penalmente chi professa pubblicamente delle opinioni, anche se aberranti.
Ciò precisato e precisato altresì che il sig. De Luca può, a buon diritto, essere collocato nell’affollata galleria dei teorici dell'”armiamoci e partite”, considerato che sostiene che è giusto sabotare la Tav, tanto a lui che gliene importa, sui tralicci a mettere ordigni, o a manifestare, dando e prendendo legante, al punto essere processati (giustamente) e magari condannati, ci vanno i boccaloni che traggono ispirazione dalle sue affermazioni neoluddiste, (es.”Sabotaggi e vandalismi sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile”), la notizia che racconta la motivazione della sentenza che lo ha mandato assolto lascia basiti.

Si apprende che secondo la Dott.ssa Immacolata Iadeluca che ha assolto De Luca “perché il fatto non sussiste”, il verbo sabotare e l’azione di sabotaggio hanno molti significati. E’ vero: se decontestualizzato il verbo sabotare assume un significato estensivo. Non era necessario che la Signora Giudice lo spiegasse. E’ sufficiente, in caso di dubbi, consultare un dizionario della lingua italiana.

Ma contestualizzato, il verbo assume un significato ben preciso. Non è codesta una disputa semantica. Secondo il magistrato le affermazioni di De Luca  non sarebbero  “idonee a istigare attualmente e concretamente qualcuno” (sic!) ovvero a commettere reati contro il cantiere della Tav in Valle di Susa.

Sarà. Anche se commentare le sentenze non è politicamente corretto le motivazioni addotte appaiono molto vicine a poter essere definite risibili.

Cosa avrebbe dovuto dire in luogo di invitare a sabotare e a compiere atti di vandalismo l’ottimo De Luca per incorrere in una sanzione? Proporre concretamente una o più azioni di sabotaggio spiegandone nei dettagli le tecniche (di cui peraltro ha una qualche esperienza maturata in gioventù)?

Nelle motivazioni della sentenza forse la Sig.ra Iadeluca avrebbe potuto spiegarlo senza ricorrere a sofismi semantici  che davvero non sono convincenti e,  anzi, recano un torto all’intelligenza di chi legge.

Emanuele Pecheux

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