domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Matteo secondo l’Europa
Pubblicato il 20-01-2016


Italia contro Europa mi ricorda quell’Inghilterra contro Resto del mondo. Erano, i bianchi d’oltre Manica, i più forti nel calcio e avevano tutti gli altri, per riprendere il detto di Farinata, “in gran dispitto”. Qualcuno teme che l’Italia corra rischi ad isolarsi così? Sia ben chiara una cosa. Se Renzi non avesse aperto un fronte con Bruxelles lo avrebbero accusato di sottomissione, adesso è accusato del suo contrario. Io penso che il nostro presidente del Consiglio abbia fatto bene a fare la voce grossa. Anche se per la verità la voce ancor più grossa l’hanno fatta Junker e Weber contro di lui con accenti inusuali e con forti critiche al suo “populismo” che mai si erano pronunciate contro Hollande, nonostante gli sforamenti dei vincoli, e nemmeno contro Tsipras, nonostante la drammatica situazione greca.

Il fatto inusuale è dunque questo attacco a Renzi come persona. E questo non può non rimandare al 2011 e ai più o meno identici rilievi alla persona di Berlusconi conditi con sorrisi di compatimento. Dobbiamo sempre difendere i rappresentanti italiani e dispiace che allora, nonostante i suoi errori, Berlusconi, che rappresentava l’Italia, sia stato lasciato alla berlina del duo franco-tedesco, con la soddisfazione malcelata di quanti oggi difendono invece i diritti italiani con strenuo orgoglio. Che cosa sta accadendo a Bruxelles? E soprattutto che cosa sta facendo il commissario italiano Mogherini?

In fondo è anche a lei che vengono rivolti gli affondi di Junker. Nessuno o quasi nessuno lo sottolinea. Quando Junker afferma di non avere un interlocutore italiano a chi mai rivolge l’appunto? E quando Renzi nomina il sottosegretario all’Economia come suo rappresentate a chi toglie la delega di rappresentarlo? D’accordo, la Mogherini è alto rappresentante agli Esteri e Dio sa quanto errata sia stata la richiesta di questo impegno in un consesso dove si tratta esclusivamente di economia. Ma è pur sempre l’unico rappresentante italiano nella Commissione europea. Non rappresenta più nessuno? Chissà i sorrisi di D’Alema sotto i baffi…

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Commenti all'articolo
  1. Il giornalista De Bortoli definì renzi “un maleducato di talento”. Personalmente tutto questo talento non lo vedo; vedo però che l’Italia come al solito non rispetta i trattati firmati e approvati da tutti e chiediamo dei favori “pelosi” e per pelosi ci trattano. Si sa che in Europa non saremo presi in considerazione finché non metteremo mano al debito con una sostanziale riduzione, anzi sostengo che dai 2000 miliardi di euro si dovrebbe scendere a 500 e questo è possibile attraverso una vera patrimoniale. Il talentuoso che ha fatto, invece, una legge di stabilità in deficit e ha dato qualche prebenda per comprarsi i voti, forse pensa che a Bruxelles sono stupidi?

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