lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il rebus Catalogna
pesa su tutta la Spagna
Pubblicato il 04-01-2016


spagUn nuovo giorno è trascorso e la Catalogna è ancora senza governo, e dovrà passare anche questa notte perché la situazione si possa sbloccare.
La nuova bocciatura di Artur Mas come governatore della Catalogna, decisa dalla dirigenza del movimento indipendentista della Cup, rende quasi inevitabile il ritorno alle urne, a nuove elezioni regionali; unica alternativa potrebbe essere la candidatura in extremis del leader di Esquerra Republicana, Oriol Junqueras, come leader della coalizione indipendentista Junts pel Sì (JpS), soluzione suggerita dalla stessa Cup, che appare tuttavia improbabile anche perché non è ancora chiaro quale appoggio avrebbe da parte dei partner conservatori orfani di Mas.
“Sono molto tranquillo e deciso a continuare a battermi” ripete Artur Mas “per andare avanti e tener testa a Madrid, che ha sempre cercato di fermare l’avanzata di questo Paese. Sono determinato anche a tener testa a coloro che hanno reso le cose troppo difficili.”
È però Oriol Junqueras a chiedere di non fermare la negoziazione fino all’ultimo minuto disponibile, senza “farsi distrarre” con nuove elezioni, evitando di rispondere alla domanda se il presidente Mas a questo punto possa ritirarsi dalla corsa dopo il veto posto dalla CUP. Di questo tenore sono le dichiarazioni rilasciate al termine della riunione dell’esecutivo nazionale di ERC e Junqueras ha aggiunto che i leader della CUP e Junts pel Sí (CDC y ERC) devono rimanere seduti al tavolo delle trattative per continuare il dialogo piuttosto che lanciarsi in dispute sterili sulle elezioni anticipate.

A questo punto, lo stallo catalano riporta l’orologio indietro di due mesi anche a Madrid: se un governo indipendentista per quanto precario avrebbe potuto costituire uno stimolo alla formazione di un esecutivo, magari di grande coalizione, ora i veti incrociati fra i conservatori del Pp, i socialisti del Psoe e Podemos potrebbero convincere i due principali partiti a ritentare la sorte elettorale scaricando le responsabilità di un mancato accordo sui rivali. Una decisione azzardata, dato che non è detto che l’elettorato la apprezzi, ma allo stesso tempo quasi obbligata visto che il Pp è rimasto da solo – ogni esecutivo di minoranza verrebbe bocciato dalla “maggioranza negativa” di Psoe, Podemos e Ciudadanos – e il Psoe, dopo il deludente risultato delle politiche, è ora alle prese con una pesante faida interna che potrebbe risolversi con un congresso straordinario ancor prima del voto – e un nuovo candidato (candidata?) premier al posto di Pedro Sanchez.

Sara Pasquot

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento