domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il referendum ‘fine di mondo’
Pubblicato il 08-01-2016


Successo o sconfitta. Nel 2016 si giocherà la sorte del governo e dello stesso Matteo Renzi. Sono tanti gli scogli sulla navigazione del presidente del Consiglio e segretario del Pd: i timori per la tenuta dei conti della banche e le paure dei risparmiatori, la debole ripresa economica e dell’occupazione, le troppe tasse, l’ombra di una nuova recessione targata Cina, la corruzione pubblica, i miasmi dello smog, il fiume di immigrati, il terrorismo islamico.

Renzi dà battaglia e canta vittoria contro gli attacchi e le previsioni pessimiste delle opposizioni, dei sindacati e di una parte delle stesse minoranze di sinistra del Pd: le riforme strutturali sono state realizzate o si stanno realizzando, l’Italia non ha fatto “flop” nel 2015 e i “gufi” sono stati smentiti. Ma all’appello mancano altre riforme importanti e migliori risultati: il riconoscimento dei diritti nelle unioni civili, il taglio delle imposte sui redditi personali e da impresa, un deciso aumento dell’occupazione e il varo definitivo della revisione costituzionale (dopo il voto della Camera l’11 gennaio, è atteso subito dopo quello del Senato).

A giugno ci sarà l’importante test delle elezioni amministrative. Si voterà per eleggere i nuovi sindaci di Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Cagliari. Le opposizioni picchiano duro, parlano di un «Paese impoverito e in declino» danneggiato dall’euro e dall’Unione europea a trazione tedesca, definiscono Renzi “un abusivo” ed indicano “una deriva autoritaria”. Il presidente del Consiglio ha respinto le accuse: «Il Paese è solido e stabile, si rimette in moto». È ottimista: la disoccupazione diminuisce all’11,3% da quasi il 13% e «l’Italia riparte dal lavoro»; «l’indice di fiducia dei consumatori e degli imprenditori è altissimo. Un anno fa era venti punti più basso. Stiamo migliorando tutto quello che può essere migliorato».

Sta cercando candidati ed alleanze credibili per vincere la sfida dei sindaci, superando le difficoltà apertesi nelle varie città, in testa Roma. Deve poi fare i conti con i sondaggi elettorali che, a livello nazionale, danno il Pd in forte discesa di consensi dal 40,8% dei voti ottenuti alle europee del 2014, ed ora è tallonato soprattutto dalla rimonta del M5S mentre il centrodestra è diviso su quale leadership scegliere dopo l’offuscamento della “stella” di Silvio Berlusconi.

Renzi ha smentito ogni valenza politica alle elezioni amministrative e, comunque, sta preparando una carta di riserva da usare: il referendum previsto ad ottobre con il quale i cittadini dovranno dire sì o no alla riforma costituzionale del governo.
Ha avvertito: «Se perdo il referendum costituzionale, ritengo chiusa la mia esperienza politica». Ha aggiunto: «Io sto facendo il presidente del Consiglio, è il mio ruolo ultimo come personaggio pubblico». In sintesi: si giocherà tutto, ha trasformato la consultazione popolare sulla revisione costituzionale in un referendum su se stesso. Sfida la bocciatura e confida in una promozione dei cittadini. Sia la di vittoria di Renzi sia la sconfitta potrebbero aprire la strada, per motivi opposti, alle elezioni politiche anticipate.

La riforma costituzionale, già votata e modificata più volte dal Parlamento, mira a superare il bicameralismo paritario, riducendo il numero e le competenze dei senatori e riservando quasi tutti i compiti legislativi a Montecitorio. Le opposizioni contestano la riforma perché, abbinata all’Italicum (la nuova legge elettorale maggioritaria per le politiche), concentra troppi poteri nelle mani del presidente del Consiglio, così da trasformarlo in “un uomo solo al comando” con gravi rischi per la democrazia.

Renzi ha replicato: nessun rischio per la democrazia, decidono gli elettori. Ha citato il caso della Spagna, che non riesce a produrre un governo dopo le elezioni politiche per l’assenza di una maggioranza. Ed ha commentato: l’Italicum «è stato un capolavoro» perché subito dopo il voto si saprà chi avrà vinto le elezioni e potrà governare.

Rodolfo Ruocco
dal blog di Rai News 24

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