martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il “Secolo Breve’’ dell’arte e della musica
in scena all’Auditorium
Pubblicato il 29-01-2016


secolo breve-2Si è inaugurata ieri all’Auditorium di Roma una lunga serie di concerti che proseguirà fino alla fine di ottobre in occasione del Giubileo 2016. A dirigere l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il suo direttore stabile Antonio Pappano, che si avventura in un’altra immersione nel Novecento musicale. Ad accompagnare Pappano in questa serata hanno cantato Lisette Oropesa (soprano) e Vito Priante (baritono). Inoltre Michael Barenboim, figlio del più noto Daniel, al suo debutto a Santa Cecilia, è il solista di questo Concerto che ha eseguito con le maggiori orchestre del mondo facendone una sua specialità. Variegato di ampli significati il programma musicale: il ‘’Prélude à l’après-midi d’un faune’’ di Debussy, con la sua novità formale e sonora, apre quella fase della storia della musica francese in cui la ricerca timbrica e la sensibilità armonica diventano i punti cardinali della sua estetica e che, oscillando tra simbolismo e impressionismo, vedrà la nascita di grandi capolavori.

Non fa eccezione rispetto a questi presupposti il ‘’Requiem’’ di Fauré, di tutti il più intimo e discreto (vi è assente infatti il Dies Irae), pagina di sincera e intensa spiritualità diluita in sonorità ovattate e preziose e linee melodiche semplici che celebrano il congedo dalla vita con serena rassegnazione. Il ‘’Concerto per violino’’ di Schönberg appartiene all’ultima fase creativa del compositore austriaco alla ricerca di una nuova prospettiva rispetto ai rigorosi assunti dodecafonici, che si realizza attraverso l’adozione di nuove e più libere formule compositive. Secondo la nota definizione dello storico Eric Hobsbawm, il Novecento può essere considerato il “Secolo Breve” per l’incredibile densità di avvenimenti che lo hanno caratterizzato: dai due eventi bellici di portata mondiale, alla caduta del muro di Berlino, passando per una serie di vicende politiche, progressi tecnologici e sociali.

Le arti e la musica hanno, ovviamente, fatto da contrappunto a questi cambiamenti, sottolineando spesso i momenti cruciali.

Alessandro Munelli

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