lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ilva. Gli operai occupano il Comune di Genova
Pubblicato il 11-01-2016


operai ilvaParte il conto alla rovescia per il decreto Ilva oggi in discussione alla Camera, ma nel frattempo i lavoratori dell’impianto siderurgico, dopo ore di nervosismo hanno occupato l’aula del consiglio comunale di palazzo Tursi, nel Municipio di Genova. Ad agitare gli animi degli operai è il taglio dei salari, causato dalle modifiche alle regole sugli “ammortizzatori sociali” introdotte con il Jobs Act del governo Renzi.
“Da questo momento consideriamo il Comune di Genova occupato dai lavoratori dell’Ilva”.
I manifestanti dell’Ilva, attualmente circa 200, hanno fatto sapere che occuperanno a oltranza il cortile di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, finché il governo non riceverà una loro delegazione per discutere delle integrazioni salariali.

Con uno striscione ‘Pacta sunt servanda’ (i patti vanno rispettai), questa mattina il corteo di protesta dei dipendenti dell’Ilva in sciopero, a cui hanno dato man forte anche gruppi di lavoratori Culmv, Ansaldo e Fincantieri, è partito da Cornigliano e arrivato in via Garibaldi, a Palazzo Tursi. Il corteo inizialmente doveva recarsi in Prefettura, ma ha fatto una improvvisa deviazione e i lavoratori sono entrati in Municipio. Per i manifestanti è inaccettabile che mentre l’Accordo di programma per l’area di Cornigliano prevede garanzie di reddito e occupazione per i lavoratori, da gennaio di quest’anno il Jobs Act riduce l’ammontare dei contratti di solidarietà (750 a rotazione per 1.600 dipendenti) dal 70 al 60% della retribuzione, e non si sentono garantiti dall’emendamento al decreto Ilva presentato dal deputato genovese del Pd Lorenzo Basso che permette che il reddito dei lavoratori di Cornigliano in solidarietà passi dal 60 al 70%. All’arrivo al Municipio sono subito volati gli insulti contro il sindaco Marco Doria e contro il segretario del Pd Alessandro Terrile colpevole ai loro occhi di aver difeso l’emendamento Basso, approvato nei giorni scorsi dalle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera riunite in seduta congiunta. A preoccupare i lavoratori è soprattutto il rischio licenziamento a seguito di possibili cordate per la nuova proprietà.

L’Ilva intanto ha comunicato oggi ai sindacati metalmeccanici “di non essere nelle condizioni di poter integrare il salario rispetto a quanto garantito dalle normative attuali”. Lo riferiscono le segreterie Fim, Fiom e Uilm di Taranto dopo l’avvio delle consultazioni sulla richiesta di proroga dei contratti di solidarietà di tipo difensivo in scadenza il 2 marzo. L’azienda ha previsto un esubero temporaneo massimo di 3519 per i prossimi 12 mesi, rispetto agli attuali 4074 della procedura in essere.

Il Ddl sull’Ilva è approdato oggi nell’aula di Montecitorio, per poi essere votato nei prossimi giorni, mentre è stato recentemente approvato dalle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera. Il decreto dopo la discussione in Senato, sarà convertito in legge probabilmente ai primi di febbraio.

Maria Teresa Olivieri

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