domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Si placa polemica su Renzi, ma Ue apre indagine su Ilva
Pubblicato il 20-01-2016


Italian Prime Minister Matteo Renzi talks with European Commission President Luxembourg Jean-Claude Juncker before the arrival of Pope Francis at the European Parliament in StrasbourgSi conclude lo scontro verbale tra Renzi e Juncker con l’intervento di quest’ultimo che chiude il diverbio affermando che si è trattata di una semplice discussione. “Non ci sono problemi tra il governo italiano e la commissione, a parte un dibattito che qualche volte è condotto con parole maschie e virili, ma ci sono buone relazioni tra la commissione, il suo presidente ed il colleghi italiani ed il primo ministro. C’è stato uno scambio vivace, ma questo è normale in democrazia e non avrà conseguenze” ha detto Juncker.
Eppure i toni di questi giorni lasciavano presagire tutt’altro che si trattasse di controversie “normali”, tanto che a un certo punto il Presidente del consiglio italiano sembrava essere stato messo alla berlina un po’ da tutti i vertici europei, incluso il numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi. Al Presidente della Bce non è piaciuto affatto il modus operandi del giovane Renzi sulla legge di Stabilità, in particolare le quattro eccezioni chieste dall’Italia sul disavanzo.
Anche se Renzi ha risposto parlando a nome dell’Italia, l’irritazione europea sembra tutta puntare su di lui, in particolare sul veto del Presidente del consiglio ai tre miliardi per la Turchia. A confermarlo l’incontro tra il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e Pier Carlo Padoan per capire la ragione del veto italiano. E Padoan ha confermato che non è una questione che dipenda da lui.
Nonostante la questione sul diverbio europeo che richiama Renzi sembra essersi conclusa, nessuna smentita è arrivata e anzi il commissario all’economia Moscovici ha ribadito il trattamento “di favore” riservato all’Italia da parte dell’Ue.
“Quale altro Paese beneficia di tutta la flessibilità prevista dal Patto di stabilità, inclusa la clausola sugli investimenti e quella sulle riforma strutturali? Nessuno” come l’Italia. Lo ha detto il commissario Ue Pierre Moscovici a margine del Forum Economico Mondiale di Davos, aggiungendo che “dobbiamo anche prendere in considerazione” la richiesta di ulteriore flessibilità per l’accoglienza italiana ai migranti e concludendo: “No, non si può assolutamente dire che questa commissione sia ostile all’Italia” o accusarla di “agire contro l’Italia”. Anzi: “Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, è un leader ambizioso e attento alle riforme e la Commissione Europea ha avuto molte occasioni per mostrare il suo apprezzamento verso quelle riforme”.
Da più parti però si teme la ripercussione europea sullo “scontro”, nonostante le rassicurazioni del presidente Juncker. Intanto la Commissione europea annuncia oggi che ha aperto un’indagine nei confronti dell’Italia per verificare se gli interventi a favore del gruppo siderurgico Ilva, da mesi in amministrazione straordinaria, possano essere considerati aiuti di Stato, in violazione delle norme comunitarie. Lo annuncia una nota dell’esecutivo di Bruxelles diffusa oggi. La decisione è definita un “atto dovuto” dal ministro dello Sviluppo Federica Guidi in una nota.
“Nell’indagine la Commissione vaglierà in particolare se l’accesso agevolato al finanziamento accordato all’Ilva per ammodernare lo stabilimento di Taranto (il più grande della Ue) conferisca all’aziendaun vantaggio indebito precluso ai concorrenti”, dice la nota.

 Maria Teresa Olivieri

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