mercoledì, 27 luglio 2016
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Opinioni e commenti
 

In Danimarca la confisca dei beni ai rifugiati è legge
Pubblicato il 26-01-2016


danimarcaVentiquattr’ore prima del giorno della memoria la Danimarca approva una controversa legge che riporta alla mente usi da Gestapo.
Il Parlamento danese ha infatti approvato oggi a schiacciante maggioranza la controversa riforma del diritto d’asilo sulla confisca dei beni ai rifugiati. In particolare la norma che dà alla polizia il permesso di perquisire i richiedenti asilo per sequestrare eventuali beni di valore, di privarli così di denaro e oggetti eccedenti il valore di 10mila corone (circa 1.350 euro) “per contribuire alle spese di mantenimento e alloggio”. Raggiunto il 12 gennaio l’accordo tra il governo e l’opposizione, per il sì definitivo dell’Aula era solo questione di tempo e oggi il testo presentato dal governo di minoranza del primo ministro liberale Lars Lokke Rasmussen, ha ricevuto 81 voti su 109, in virtù del sostegno dei socialdemocratici, principale partito dell’opposizione. Ventisette deputati hanno votato contro, uno solo si è astenuto.

La legge è stata contestata non solo in patria, ma anche in Europa, tanto che ieri durante il vertice dei ministri degli interni della Commissione europea, è stata discussa anche l’approvazione di questa legge. Al Parlamento europeo sono state ascoltati in audizione i ministri dell’Immigrazione Inger Støjberg e quello degli Esteri, Kristian Jensen.
“Siamo disposti ad aiutare chi non è in grado di cavarsela da solo, ma chi ha mezzi sufficienti non deve essere aiutato dallo Stato, è un principio fondamentale che si applica anche ai cittadini danesi”, ha ribadito più volte Støjberg. La ministra ha ricordato che la Danimarca “ha accolto 13mila profughi lo scorso anno e ne sono attesi altri 25mila in futuro, sono un numero altissimo sia in termini assoluti che pro capite”. A queste persone, durante il periodo di esame della domanda di asilo “diamo un permesso di residenza e diversi servizi su misura per imparare la lingua, per l’accesso ai servizi sanitari e scolatici”, a cui hanno accesso “proprio come il resto della popolazione”. Insomma, ha assicurato la ministra “sono trattati in modo appropriato, anche rispetto a quanto avviene in altri Stati”.
Tuttavia a preoccupare Bruxelles in queste ore è soprattutto il problema della sospensione di Schengen, da parte di alcuni Stati, tra cui anche la Danimarca. Austria, Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia e Francia hanno reintrodotto i controlli alle proprie frontiere per contrastare i flussi migratori provenienti dalla cosiddetta “rotta balcanica”, ovvero dall’Europa dell’est. “Prorogare da 6 mesi fino a 2 anni i controlli alle frontiere interne così come previsto da Schengen”. È quanto richiesto alla Commissione europea dalla maggioranza dei ministri dell’Interno Ue. A favore naturalmente questi sei Paesi, ma anche la Slovenia.

Iniziano ora le ostilità tra i Paesi all’interno dell’area Schengen, con la Germania che accusa la Grecia, il ministro dell’Interno dell’Austria, Johanna Mikl-Leitner, che rilancia l’idea di una “mini Schengen” e l’Italia che teme di non poter gestire i nuovi arrivi e ipotizza nuovi hotspot sul Brennero.

Liberato Ricciardi

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