domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. Aggiornamento
tassi pensione e invalidità
Pubblicato il 25-01-2016


Inps
Cessione quinto pensione – aggiornamento tassi
Con decreto del 21 dicembre 2015, il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro – ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, come modificata dal decreto legge n. 70/2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 106/2011, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° Gennaio – 31 Marzo 2016.
Per quanto sopra per i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione il valore dei tassi applicati nel periodo 1° Gennaio – 31 Marzo 2016 sono i seguenti:
Classi di importo in euro            Tassi medi assi                                   soglia usura
fino a euro 5.000,00                       12,20                                            19,2500
oltre euro 5.000,00                     10,99                                                17,7376

Ne consegue che i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti con cessione del quinto della pensione, di cui all’articolo 10 della convenzione INPS, approvata con determinazione presidenziale n. 76 del 5 aprile 2013, finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati, variano come segue:
Tassi soglia convenzionali per classe di età del pensionato e per classe di importo del prestito 
Classi di età del pensionato*        Fino a euro 5.000,00                     oltre euro 5.000,00
fino a 59 anni                                         9,09                                              8,71
60-69                                                   10,69                                            10,31
70-79                                                   13,29                                            12,91
* Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima della classe; l’età si intende a fine piano.
Le suddette modifiche sono operative con decorrenza 1° Gennaio 2016.

Inps
Assegno di invalidità, stop ai non residenti 
Le prestazioni per invalidità civile possono essere corrisposte dall’Inps solo se il soggetto interessato abbia dimora effettiva, stabile e abituale in Italia. Lo ha recentemente precisato lo stesso Ente di previdenza nel messaggio n. 20966/2013 in risposta ad alcune richieste di chiarimenti formulate da parte delle proprie strutture territoriali. Questi al riguardo i dubbi avanzati. Numerosi uffici periferici, recita la richiamata nota dell’Inps, hanno chiesto chiarimenti e indicazioni in merito al requisito della residenza ai fini del riconoscimento delle prestazioni d’invalidità civile (pensioni, assegni e indennità agli invalidi civili; pensioni e indennità ai sordomuti e ai ciechi civili). In proposito, ha conseguentemente osservato la Direzione centrale dell’Istituto, ai sensi dell’art. 43 del codice civile, la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. L’interpretazione giurisprudenziale ha sempre privilegiato la situazione di fatto, intesa come l’effettiva presenza del soggetto in un determinato luogo, rispetto all’elemento soggettivo, cioè all’intenzione di dimorarvi, che viene presunta fino a prova contraria. Pertanto, il requisito della residenza deve ritenersi soddisfatto in caso di dimora effettiva, stabile e abituale in Italia del soggetto interessato. Peraltro, continua il messaggio, (con riferimento alla normativa europea diramata in materia) anche in ambito comunitario (art. 70 del Regolamento Ce n. 883/2004) viene confermato il carattere dell’inesportabilità di tali prestazioni assistenziali, che possono essere erogate esclusivamente nello stato membro in cui gli interessati risiedono, in base ai criteri prescritti dalla legislazione nazionale, e che sono a carico dell’istituzione del luogo di residenza. Gli uffici periferici dell’Inps sono quindi espressamente tenuti alla verifica e al controllo dell’effettiva dimora dell’interessato in Italia e devono necessariamente procedere alla sospensione eventuale dell’assegno di invalidità civile in caso risulti la permanenza fuori dal territorio italiano per un periodo superiore a sei mesi, a meno che non ricorrano gravi motivi sanitari idoneamente certificati da parte del soggetto coinvolto (per esempio, interventi terapeutici, ricoveri, cure specialistiche da effettuarsi presso strutture sanitarie estere; esigenza di assistenza continua da parte di un familiare residente all’estero; esigenza di acquisire farmaci disponibili fuori dal territorio italiano ecc.). Ai fini della verifica di cui si tratta – prosegue la nota dell’Istituto – vanno opportunamente esperiti accertamenti presso il comune in cui risulta l’iscrizione anagrafica dell’assistito, con l’ausilio della polizia locale. Occorre inoltre effettuare verifiche e riscontri tramite l’acquisizione di documentazione attestante la permanenza o meno sul territorio italiano (visti d’ingresso o di uscita sul passaporto, dichiarazioni del consolato), richiedendo, ove fosse indispensabile, la collaborazione dell’autorità di pubblica sicurezza. Decorso un anno dalla sospensione e verificato il permanere della mancanza del requisito della residenza, si deve formalmente procedere alla revoca del beneficio.

Previdenza
Enpacl: Online per amministrazione trasparente 
Il 2016 si è aperto all’insegna della trasparenza amministrativa per l’Ente nazionale di previdenza dei consulenti del lavoro (Enpacl). Si è conclusa, infatti, un’articolata operazione che permette già oggi a chiunque di sapere come vengono utilizzati i contributi degli iscritti, i rendimenti del patrimonio nonché tutti i costi (amministrativi e di gestione). L’Ente ha creato un’apposita sezione sul proprio sito Internet denominata “Amministrazione trasparente”. All’interno vi si trovano i bilanci preventivi e consuntivi nonché i bilanci tecnici, l’organigramma e i relativi curricula del personale interno, le indennità del consiglio di amministrazione, gli incarichi conferiti a consulenti esterni etc.. Inoltre, come suggerito dall’Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, l’Ente dei consulenti del lavoro è stata la prima Cassa privatizzata ad adottare, sin dal 2010, il Modello 231 di prevenzione dei rischi da reato. Si tratta di un modello di organizzazione e gestione, già utilizzato dalle più grandi società, volto a individuare i responsabili dei procedimenti amministrativi interni e quindi a prevenire la corruzione di dirigenti e amministratori. Nel 2015, l’Ente di previdenza guidato da Alessandro Visparelli ha portato a termine anche la certificazione SA8000 (Social accontability), che va ad aggiungersi al Sistema Qualità ISO9000. La norma identifica uno standard internazionale di certificazione redatto dal Cepaa (Council of economical priorities accreditation agency) e volto a certificare alcuni aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d’impresa quali: il rispetto dei diritti umani e quindi di quelli dei lavoratori; la tutela contro lo sfruttamento dei minori; le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. La norma internazionale ha, quindi, lo scopo di migliorare le condizioni lavorative a livello mondiale e soprattutto permette di definire uno standard verificabile da enti di certificazione. Inoltre, l’Enpacl ha ottenuto l’Asse.Co., ovvero la certificazione terza della corretta applicazione di tutti i contratti di lavoro adottati nell’Ente.

Trasporti e magazzinaggio
In 5 anni gli infortuni diminuiti di un terzo
Gli infortuni accertati positivi dall’Inail nel settore dei trasporti e magazzinaggio nel 2014 sono stati 32.824, in calo del 33,7% rispetto ai 49.530 di cinque anni prima. A sottolinearlo è il periodico statistico Dati Inail, che ha dedicato il suo ultimo numero a questo ramo di attività di fondamentale importanza da sempre, il cui rilievo oggi è percepito in modo ancora più marcato anche grazie allo sviluppo delle consegne legate al commercio elettronico.
La metà degli addetti impiegata su ferro e gomma.
Nel 2014 in Italia occupava circa 1,1 milioni di persone, di cui poco più della metà impiegate nei trasporti ferroviari e su gomma, poco meno di un terzo in attività di magazzinaggio e supporto, circa un decimo nelle attività di spedizione, il 3% nei trasporti marittimi e il 2% in quelli aerei. La sua forza lavoro complessiva, però, tra il 2007 e il 2014 è diminuita del 4,4%, con una riduzione delle ore lavorate pari al 7,3%, e sta invecchiando a un ritmo maggiore rispetto alla popolazione lavorativa generale, con l’eccezione del comparto del trasporto aereo.
La quota maggiore nella fascia 50-65 anni.
Questo invecchiamento emerge anche dall’analisi dei dati infortunistici. Nei comparti del trasporto terrestre, marittimo e aereo, infatti, è proprio la fascia di età compresa tra i 50 e i 65 anni quella che ha fatto registrare la quota maggiore di denunce (33% contro il 27% dell’intera industria e servizi). Oltre il 93% interessa il sesso maschile, presenza predominante tra la manodopera, mentre gli infortuni dei lavoratori stranieri sono più del 14% del totale. Il maggior numero di infortuni è concentrato al Nord, con oltre il 55% dei casi, mentre Centro e Mezzogiorno presentano un 22% circa ciascuno. L’89% degli episodi denunciati nel 2014 si è verificato in occasione di lavoro (il 16% con l’utilizzo del mezzo di trasporto) e il restante 11% in itinere (il 24% con mezzo di trasporto).
La guida notturna e su percorsi lunghi aumenta lo stress.
I fattori che concorrono a determinare pericoli e rischi in questo settore sono numerosi e comprendono la movimentazione manuale con ripetitività e monotonia, le condizioni climatiche, l’esposizione a rumori e vibrazioni, e orari di lavoro lunghi e irregolari, con conseguente manifestazione di stanchezza, come nel caso degli autotrasportatori, cui Dati Inail dedica un approfondimento specifico. La guida su lunghi percorsi e quella notturna, in particolare, amplificano lo stress lavoro-correlato e possono avere delle ricadute negative sull’apparato osteoarticolare, ma i rischi riguardano anche le fasi di carico/scarico merci, aggancio/sgancio di semirimorchi o rimorchi e la manutenzione degli automezzi.

Carlo Pareto

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