martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. I requisiti per
la pensione di vecchiaia
Pubblicato il 21-01-2016


Inps
PENSIONE DI VECCHIAIA 2016
Il trattamento previdenziale di vecchiaia È una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno: raggiunto l’età stabilita dalla legge; perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta; cessato il rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione, fermo restando che, qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro, non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa.
A chi spetta
Soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995
Requisito contributivo –
A decorrere dal 1° gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni, costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo.
Requisito anagrafico – Per l’accesso alla pensione di vecchiaia è richiesto il possesso dei seguenti requisiti anagrafici:
Lavoratrici dipendenti settore privato: 65 anni e 7 mesi; Lavoratrici autonome e gestione separata: 66 anni e 1 mesi; Lavoratori dipendenti e lavoratrici dipendenti del settore pubblico: 66 anni e 7 mesi; lavoratori autonomi e gestione separata: 66 anni e 7 mesi.
2) Assicurati con primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996
Dal 1° gennaio 2012, i soggetti per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia, in presenza del requisito contributivo di 20 anni e del requisito anagrafico, al ricorrere di una delle seguenti condizioni:
a) se l’importo della pensione risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (c.d. importo soglia), la pensione di vecchiaia spetta secondo gli stessi requisiti previsti per i lavoratori in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995;
b) al compimento dei 70 anni di età e con 5 anni di contribuzione “effettiva” – con esclusione della contribuzione accreditata figurativamente a qualsiasi titolo – a prescindere dall’importo della pensione. Dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, il requisito anagrafico di 70 anni è incrementato di 3 mesi per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita e potrà subire ulteriori incrementi di adeguamento.
La domanda
La domanda di pensione di vecchiaia si presenta esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali:
web – la richiesta telematica dei servizi è accessibile direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it);
telefono – chiamando il Contact Center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico, abilitati ad acquisire le domande di prestazioni ed altri servizi per venire incontro alle esigenze di coloro che non dispongono delle necessarie capacità o possibilità di interazione con l’Inps per via telematica;
Enti di Patronato e intermediari autorizzati dall’Istituto, che mettono a disposizione dei cittadini i necessari servizi telematici.
Quando spetta
La pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l’assicurato ha compiuto l’età pensionabile. Nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i previsti requisiti di anzianità assicurativa e contributiva, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti tali requisiti. Infine, su richiesta dell’interessato, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda. Ai fini del conseguimento della prestazione pensionistica è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. La pensione anticipata decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda. Ai fini del conseguimento della prestazione pensionistica è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è, invece, richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Boeri
CON JOBS ACT AVREMO ALTRE ASSUNZIONI

“I dati che abbiamo raccolto e che raccogliamo dimostrano un forte incremento delle assunzioni fin da subito con dei contratti a tempo indeterminato e mi aspetto che questa tendenza aumenti ulteriormente nei dati di novembre e dicembre: a mio giudizio ci sarà un’ulteriore impennata”. Lo ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri a L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 evidenziando gli effetti del Jobs Act per i giovani. Secondo Boeri, comunque, bisogna fare anche fare “una serie di operazioni tra cui l’uscita flessibile verso le pensioni”. La vera emergenza sociale in Italia è “quella dei poveri e delle persone che perdono lavoro con più di 55 anni, questa è la vera emergenza sociale in Italia, poi ci sono i giovani”, ha detto ancora Boeri. “Durante questa crisi, tra il 2008 e il 2015, i tassi di povertà in Italia sono aumentati solo per chi aveva meno di 65 anni. Perché sopra i 65 anni abbiamo strumenti di assistenza di base contro la povertà, al di sotto no”. Così ha sottolineato il presidente dell’Inps ospite di Maria Latella, avvertendo che “se andiamo avanti in questo modo succederà quello che è accaduto durante questa crisi, saranno i giovani a vedere un incremento della propria povertà”. L’obiettivo è “costruire degli strumenti di contrasto per chi ha meno di 65 anni”. “Stiamo vedendo se riusciamo con le banche a rendere anche il sabato bancabile”, ha affermato il presidente dell’Inps parlando del pagamento delle pensioni.
“La vera emergenza sociale nel nostro Paese sono pertanto i poveri”. Anche perché – ha ulteriormente rimarcato il numero uno dell’Inps – manca un sistema di assistenza sociale di base”. Nella proposta avanzata sul reddito minimo alle persone che dai 55 anni in su perdono il lavoro era prevista, ha ricordato Boeri, “una forma di finanziamento penalizzando un po’ tutto il sistema dell’assistenza che viene oggi fornito in Italia dai 55 anni in su”. Era un’operazione, ha puntualizzato Boeri, “a mio avviso importante”, il “primo tassello di assistenza sociale di base” perché “le persone che perdono il lavoro a più di 55 anni sono soggetti che non trovano facilmente alternative e cadono in condizioni di povertà”. Quindi, sollecitato sull’emergenza esodati, Boeri ha aggiunto: “L’emergenza è quella dei poveri e delle persone che perdono il lavoro e hanno più di 55 anni”. “Questa – ha ribadito nuovamente – è la vera emergenza sociale in Italia, perché c’è anche un’emergenza sociale legata alla povertà tra i più giovani che certo va affrontata, ma l’emergenza sociale è questa”.
Più flessibilità in uscita per ridurre disoccupazione giovani – Secondo Boeri, “si può avere più flessibilità dall’Ue senza violare le regole dell’Unione, bisognerebbe però chiedere questa flessibilità per chiedere maggiore flessibilità nel prepensionamento, in uscita dal mondo del lavoro”, un passo che serve “per ridurre la disoccupazione giovanile”. Le ultime regole sul mondo del lavoro, il Jobs Act, che “prevede anche le tutele crescenti, hanno ampliato i contratti a tempo indeterminato per i giovani e mi aspetto che aumentino nei dati di novembre e dicembre”, ha riferito ancora, sottolineando che “tutto ciò dà più stabilità, ma bisogna aumentare anche la possibilità di impiego per i giovani” per garantire loro un domani pensioni eque.

Boeri
LA BUSTA ARANCIONE NON ARRIVERÀ MAI

“Il Parlamento non ha approvato l’emendamento che renderebbe possibile l’invio della busta arancione agli italiani ed è molto grave”. Così ha recentemente commentato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, a proposito del documento che permetterebbe ai contribuenti di sapere a quanto ammonterà la propria pensione futura. Boeri ha spiegato che le risorse per inviarla “ci sono” e che farlo “non costerebbe nulla alle casse pubbliche”. “Speravamo – ha detto Boeri – che venisse inserito nella legge di Stabilità“, ha aggiunto spiegando che “manderemo le 150mila buste” già previste ma “non potremo mandarne altre”.
Sul mancato invio delle ‘buste arancioni’ dell’Inps, nelle quali c’è anche una proiezione sull’importo della pensione che si percepirà una volta usciti dal lavoro, “qualcuno ci ha fatto lo sgambetto” e sarebbe ‘gravissimo’ se qualche parlamentare lo avesse fatto per una vendetta nei confronti del presidente dell’istituto di previdenza per aver proposto il taglio dei vitalizi. “È una questione del Parlamento più che del Governo – ha affermato – c’era un emendamento, per spostare delle somme all’interno del bilancio dell’Inps, ed effettivamente per ben due volte qualcuno ci ha fatto lo sgambetto di toglierci queste due righe. Le voci dicono che lo hanno fatto perché abbiamo proposto di tagliare i vitalizi. Una vendetta? Non lo so. Se fosse vero sarebbe un fatto gravissimo”.

”Nell’emendamento sulle Buste arancioni, che doveva consentire all’Inps di comprare i francobolli per l’invio delle lettere, non chiedevamo più soldi al governo ma di poter spostare delle somme all’interno bilancio dell’Inps, perché abbiamo della spesa contingentata per le spedizioni postali e potevamo prelevarla da altre voci del bilancio. La Spending Review in Italia è stata fatta in modo assurdo e non ci danno flessibilità nel bilancio“. Parole bislacche. Il Parlamento che impedisce deliberatamente le spedizioni dell’Inps ai contribuenti per dispetto? Per ritorsione? “Nel momento in cui si parla di tutela risparmio, darci la possibilità informare i cittadini su quali saranno le loro pensioni future è un fatto importantissimo”, ha rimarcato Boeri permettendo a Maria Latella di mettere altro sale sulla ferita. In Parlamento c’è una lobby a difesa dei vitalizi che fa gli sgambetti all’Inps? “Così mi dicono – ha risposto Boeri – francamente non riesco a capire perché questo emendamento non sia passato, e per ben due volte”.

Flessibilità in uscita – La maggiore flessibilità che potrebbe concedere l’Europa all’Italia dovrebbe essere utilizzata per rendere l’uscita dal lavoro più flessibile. A parere di Boeri le parole del vicepresidente della commissione europea, Valdis Dombrovskis, “lasciano lo spazio per ottenere ancora un po’ di flessibilità” rispettando la sostenibilità della finanza pubblica.
“È possibile averla senza violare le regole europee – ha proseguito – e allo stesso tempo fare qualcosa di utile per i giovani”, per esempio “chiedere flessibilità per finanziare nell’immediato una maggiore uscita flessibile delle pensioni sempre secondo criteri di sostenibilità”. D’altronde, ha ricordato Boeri, le proposte sviluppate dall’Inps «vanno in questa direzione», cioè quella di rendere le pensioni più flessibili.
“Andare in pensione un poco prima – ha ribadito – con aggiustamenti dell’importo che tengano conto del fatto che si percepirà la pensione più a lungo”. La flessibilità “ha dei costi per le casse dello Stato nell’immediato – ha seguitato il presidente dell’Inps – ma a lungo andare non ha dei costi. E’ qualcosa che non aumenta il debito, è un’operazione in linea con quello che viene richiesto. E tutto questo favorirà l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro”.

Emergenza povertà – La vera emergenza sociale in Italia resta comunque “quella dei poveri e delle persone che perdono lavoro con più di 55 anni, poi ci sono i giovani”. Secondo Boeri, le ultime regole sul mondo del lavoro, il Jobs Act, che “prevede anche le tutele crescenti, hanno aumentato i contratti a tempo indeterminato per i giovani e mi aspetto che aumentino nei dati di novembre e dicembre”. “Tutto ciò – ha puntualizzato – dà più stabilità, ma bisogna ampliare anche la possibilità di impiego per i giovani” per garantire loro un domani pensioni eque. Per accrescere le possibilità di impiego per i giovani, ha osservato Boeri, “bisogna per questo dare più flessibilità in uscita dal mondo del lavoro” delle persone in età pensionabile. “E’ questo – ha affermato ancora l’economista- che bisogna fare per evitare che i giovani abbiano un domani pensioni troppo più basse” rispetto alle generazioni di pensionati attuali”.

Carlo Pareto

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