sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ius soli: il razzismo della Lega anche nello sport
Pubblicato il 15-01-2016


ius-soli-sportivoIl Senato ha approvato il ddl sull’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle Federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportiva. Nello specifico, c’è la possibilità di tesseramento per i minori di 18 anni che non sono cittadini italiani, ma che risultano regolarmente residenti sul nostro territorio da quando hanno compiuto almeno 10 anni di età. I voti a favore sono stati 215, quelli contro 6; due senatori si sono astenuti.

COSA CAMBIA – Il ddl, come spiegato dalla relatrice Iosefa Idem (Pd) nel suo intervento in aula, rimuove le procedure che impediscono il tesseramento presso società sportive appartenenti alle Federazioni nazionali, di giovani stranieri nel momento di passaggio all’attività sportiva di base a quella agonistica. Dunque si favorisce l’integrazione sociale e culturale degli immigrati, che avranno ora una strada decisamente più in discesa e con meno ostacoli per partecipare ad attività agonistiche e manifestazioni sportive.

SPORT STRUMENTO DI INTEGRAZIONE – “E’ un piccolo ma importante e concreto passo in avanti per il progresso della nostra società. Adesso i minorenni residenti in Italia a partire dai dieci anni di età potranno essere tesserati con le stesse regole che valgono per i ragazzi italiani”. Lo ha affermato il senatore del Pd Vannino Chiti dopo il voto dell’Aula del Senato sul disegno di legge. “Lo sport – ha aggiunto – è un formidabile strumento di integrazione per i giovani. Con l’approvazione di questo provvedimento allarghiamo gli orizzonti e le potenzialità del nostro movimento sportivo e la convivenza nel nostro paese”. Gli fa eco il Presidente della Commissione Sport e Istruzione a Palazzo Madama, Andrea Marcucci: “Si tratta di una tappa molto importante verso il riconoscimento della cittadinanza sportiva che mira a superare la disomogeneità di statuti delle federazioni sportive. Il ddl riconosce il ruolo fondamentale della funzione sociale che lo sport deve avere in una società migliore ed evoluta”.

CONTRARIA LA LEGA – L’approvazione del decreto non è stato accolto bene dalla Lega. Dure le parole di Gianmarco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato: “Siamo contrari a qualsiasi apertura che snaturi non solo la nostra cultura e civiltà ma, nel caso specifico, abbiamo lottato con tutte le forze per evitare che fossero penalizzati i nostri vivai giovanili. Avevamo proposto come condizione minima, che fosse disposta una quota massima, il 30 per cento, di stranieri nelle nostre società sportive. Ma anche su questo punto siamo rimasti soli”.

SODDISFATTA VALENTINA VEZZALI – Di tutt’altro tono invece il commento di Valentina Vezzali, grande campionessa di scherma nonché deputata e vicepresidente di Scelta Civica: “L’approvazione al Senato del cosiddetto ‘Ius soli sportivo’ attesta ancora una volta come lo sport possa essere un eccezionale strumento di integrazione sociale. Vivo questa approvazione come un grande riconoscimento allo sport ma anche come un compiacimento per i tanti sacrifici dei tanti che, da anni, sul territorio nazionale promuovono i veri valori sportivi quali la lealtà, il gioco di squadra, la disciplina ed il rispetto dell’altro. Questi valori, impartiti da maestri, istruttori, allenatori ed educatori nelle palestre e sui campi di tutta Italia, permettono la crescita dei giovani e creano un senso civico ed una coscienza sociale di cui il nostro Paese ha sempre più bisogno. L’approvazione del ddl giunta oggi rafforza il convincimento del valore dello sport e dell’attività sportiva quale elemento fondante l’essere società civile che si apre all’altro ed abbatte frontiere e barriere mentali”.

Francesco Carci

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