giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Flessibilità, Euroschiaffi tra Juncker e Renzi
Pubblicato il 15-01-2016


jean-claude-juncker-deficit-UE-matteo-renzi“Non ci facciamo intimidire. L’Italia merita rispetto” è  la replica del presidente del consiglio Matteo Renzi a Jean Claude Juncker. La “flessibilità dall’Ue solo dopo molte insistenze da parte dell’Italia”, avrebbe sottolineato il premier.

Si aggiunge insomma un nuovo capitolo nel botta e risposta tra l’Italia e Commissione Europea sulla flessibilità. Solo qualche giorno fa infatti era stato recapitato al governo italiano un messaggio sulla flessibilità a tempo attraverso il vicepresidente della Commissione, il lettone Valdis Dombrovskis che invitava a una riflessione sulla crescita del nostro Paese. Una crescita che dipenderà “anche dalla riduzione del fardello del debito pubblico, che è davvero molto alto e rende l’economia vulnerabile”. Poi è stata la volta del commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici che aveva detto di non comprendere l’atteggiamento aggressivo del governo italiano verso Bruxelles, visto che l’Italia, dice Moscovici, in quanto a flessibilità “non è il Paese che beneficia di meno dell’aiuto dell’Europa”.

Per ultimo è toccato al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: Renzi “ha torto a vilipendere la commissione Ue”, ha detto Juncker che ha poi aggiunto: probabilmente “a fine febbraio mi recherò in Italia, perché l’atmosfera tra l’Italia e la Commissione non è delle migliori”. “Esito sempre – ha detto Juncker – a esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me, perché non aggiusta sempre le cose”. “Ritengo che il primo ministro italiano, che amo molto, abbia torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione, non vedo perché lo faccia” perché “l’Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo” in quanto “noi abbiamo introdotto flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l’Europa”.”Sono stato molto sorpreso – ha proseguito – che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io, io sono stato”. “Su questo – ha aggiunto – voglio che ci si attenga alla realtà”. “Io mi tengo il mio rancore in tasca, ma non crediate che sia ingenuo”, ha detto ancora. Parole chiare che danno il segno un rapporto teso e non facile.

Ha provato a raffreddare il clima il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan che ha detto di non vedere “da parte del governo italiano” “nessuna volontà di offesa, ma un atteggiamento costruttivo”. “Sulla flessibilità – ha continuato Padoan – è evidente che è stata la Commissione Ue a introdurla con la comunicazione sulla flessibilità, ma ricordo che si è arrivati là con il dibattito che è stato sviluppato durante il semestre di presidenza italiana”.

Il ministro Padoan ha anche parlato di immigrazione aggiungendo che “l’Italia dà pieno sostegno all’azione di supporto ala Turchia per la gestione dei flussi migratori”, l’Italia “non blocca niente ma quello che consideriamo da chiarire è se ancora c’è spazio dal budget europeo in modo che quei 3 mld siano pienamente coperti senza usare contributi degli Stati”. L’Italia infatti è ancora in attesa del via libera da parte della Ue sulla cosiddetta clausola migranti inserita nella manovra di stabilità e che vale appunto 3 miliardi di euro.

Edoardo Gianelli

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento