lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PAROLE CHIARE
Pubblicato il 01-01-2016


MattarellaLavoro e disoccupazione giovanile, il mancato sviluppo del Mezzogiorno, lo scandalo intollerabile dell’evasione fiscale. Questi i punti salienti di un discorso breve, dieci cartelle, meno di venti minuti, pacato e pronunciato per la prima volta dalla sua abitazione privata nel Quirinale, a segnalare la vicinanza con i cittadini.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha speso una parte importante del discorso di fine anno che ha toccato anche i temi dell’ambiente, del terrorismo, dell’immigrazione, per dedicarlo ai giovani e alla mancanza del lavoro con tutti gli effetti nefasti che questa condizione determina.

“L’occupazione è tornata a crescere. Ma questo dato positivo, che pure dà fiducia, l’uscita dalla recessione economica e la ripresa non pongono ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante persone e di tante famiglie. Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani”. “Sono giovani che si sono preparati, hanno studiato, posseggono talenti e capacità e vorrebbero contribuire alla crescita del nostro Paese. Ma non possono programmare il proprio futuro con la serenità necessaria”, sottolinea il presidente. “Accanto a loro penso a tante persone, quarantenni e cinquantenni, che il lavoro lo hanno perduto, che faticano a trovarne un altro e che vivono con la preoccupazione dell’avvenire della propria famiglia. Penso all’insufficiente occupazione femminile”. E “le diseguaglianze rendono più fragile l’economia e le discriminazioni aumentano le sofferenze di chi è in difficoltà. Come altrove, anche nel nostro Paese i giovani che provengono da alcuni ambienti sociali o da alcune regioni hanno più opportunità: dobbiamo diventare un Paese meno ingessato e con maggiore mobilità sociale”.

“Il lavoro manca – ha continuato Mattarella – soprattutto nel Mezzogiorno. Si tratta di una questione nazionale. Senza una crescita del Meridione, l’intero Paese resterà indietro”.

Il Presidente della Repubblica ha poi rivolto parole dure contro l’evasione fiscale. “Secondo uno studio, recentissimo, di pochi giorni fa, di Confindustria, nel 2015 l’evasione fiscale e contributiva in Italia ammonta a 122 miliardi di euro. 122 miliardi!
Vuol dire 7 punti e mezzo di PIL.
Lo stesso studio calcola che anche soltanto dimezzando l’evasione si potrebbero creare oltre trecentomila posti di lavoro: gli evasori danneggiano la comunità nazionale e danneggiano i cittadini onesti. Le tasse e le imposte sarebbero decisamente più basse se tutti le pagassero”.

E strettamente connesso al tema dell’evasione quelllo della legalità. “Negli ultimi anni – ha proseguito – è cresciuta la sensibilità per il valore della legalità.
Soprattutto i più giovani esprimono il loro rifiuto per comportamenti contrari alla legge perché capiscono che malaffare e corruzione negano diritti, indeboliscono la libertà e rubano il loro futuro.
Contro le mafie stiamo conducendo una lotta senza esitazioni, e va espressa riconoscenza ai magistrati e alle forze dell’ordine che ottengono risultati molto importanti.
Vi è, poi, l’illegalità di chi corrompe e di chi si fa corrompere.
Di chi ruba, di chi inquina, di chi sfrutta, di chi in nome del profitto calpesta i diritti più elementari, come accade purtroppo spesso dove si trascura la sicurezza e la salute dei lavoratori”.

“Sono vicino ai miei concittadini, soprattutto a quelli che soffrono”. Poi il ricordo delle eccellenze del nostro Paese e del lustro che portano alcuni concittadini: “Ne cito soltanto tre: Fabiola Gianotti, che domani assumerà la direzione del Cern di Ginevra, Samantha Cristoforetti, che abbiamo seguito con affetto nello spazio, Nicole Orlando, l’atleta paralimpica che ha vinto quattro medaglie d’oro”.

Per concludere con “un augurio speciale, infine, a tutti i bambini nati nel 2015: hanno portato gioia nelle loro famiglie e recano speranza per il futuro della nostra Italia.
Vi ringrazio, e a tutti buon 2016!”.

“Parole chiare – ha commentato Riccardo Nencini, Segretario del PSI – nella lotta al terrorismo e sulle responsabilita’ dell’Unione Europea nel l’accoglienza dei migranti. E finalmente la giusta considerazione che chi vive in Italia deve godere degli stessi diritti ma rispettare, oltre alle leggi, la nostra cultura”.

“L’intervento di fine anno del Presidente Mattarella – aggiunge  Gian Franco Schietroma, Coordinatore della Segreteria nazionale del PSI – conferma che l’Italia può contare certamente su un altissimo e fondamentale baluardo istituzionale. La Costituzione statuisce, all’art. 87, che il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale. Ascoltando il discorso di fine anno del Capo dello Stato si ha la chiara percezione e, quindi, la conferma di quanto il Presidente Mattarella costituisca concretamente, in modo assolutamente appropriato, l’alto riferimento istituzionale definito dalla Costituzione. La Sua saggezza, la compostezza, l’equilibrio, l’evidente capacità di andare al cuore dei problemi essenziali dovrebbero rappresentare, a mio avviso, anche un ulteriore sprone per tutti a favorire il positivo processo di crescita e di cambiamento in atto nel nostro Paese” .

“Discorso bello e diretto al cuore degli italiani. Grazie Presidente #buonanno” ha scritto in un tweet il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a commento del messaggio di fine anno di Mattarella.

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