domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’espulsa
Pubblicato il 14-01-2016


La sindaca Capuozzo è stata espulsa dai Cinque stelle. Il guru Casaleggio e il suo clan informatico hanno puntato il dito riverso contro una donna senza difensori. Di cosa si sia mai macchiata costei è un mistero. Pare che le venga imputato un sottotetto in deroga nella sua abitazione. Roba da dilettanti. È invece fuori di dubbio il suo merito. E cioè quello di non aver ceduto ai ricatti di un consigliere in combutta con una famiglia camorristica. E di averli denunciati al punto che costui è stato escluso dal movimento. Non solo. La Capuozzo, da quel che si legge, ha anche avvertito i vertici del suo partito a Roma, invitandoli a muoversi fino a ipotizzare un comissariamento del suo comune.

Nessuno dei dirigenti nazionali dei Cinque stelle pare averla presa troppo sul serio. Tanto che solo le notizie rimbalzate sui giornali li hanno convinti ad agire. Come, però? Commissariando la vittima. Cioè la stessa Capuozzo, che le malefatte aveva denunciato, invitandola a dimettersi da sindaco. Lei, sentendosi trasformata in colpevole, naturalmente resiste e com lei i consiglieri grillini anch’essi espulsi dal movimento. Il paradosso sembra un capolavoro da tribunale dell’inquisizione. E trova riscontro nelle parole di Casaleggio, il Torquemanda a Cinque stelle: “Il movimento è tutto, le poltrone (cioè le persone) sono nulla”.

Questo è quello che del resto è sempre avvenuto. Le decine di parlamentari espulsi sono la dimostrazione di quanto tengano alla dignità delle persone costoro. Come i vecchi comunisti stalinisti ciò che conta è il partito. L’unica variante è che negli anni cinquanta le radiazioni venivano decise dal gruppo dirigente o componenti della commissione dei probiviri, adesso vengono ratificate dal web. Si tratta di una sorta di ricorso al tribunale del popolo in chiave informatica, triste imitazione di rivoluzioni autoritarie. Volete Gesù o Barabba e il popolo scelse il brigante. Come nelle forche dei giacobini o negli spettacoli circensi dell’antica Roma. Volete la guerra? E il popolo di piazzale Venezia esultò.

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Commenti all'articolo
  1. Il metodo dei grillini è diverso solo nella forma , ma nella sostanza cosa cambia rispetto a sospendere per un anno un componente storico della segreteria nazionale nonchè concorrente a capo della segreteria nazionale nel 2013, e di fatto escluderlo dalla possibilità di ricandidarsi per il prossimo congresso? La differenza sta che nel Psi ha deliberato la CGN su segnalazione e richiesta del Segretario, mentre nei 5 stelle ha deciso un direttorio eletto per via telematica dagli iscritti? Non mi sembra ci sia differenza (solo formale, ma non sostanziale). Anche se personalmente sono contrario a questo tipo di epurazioni. Ma il fatto si allarga, perchè la CGN del Psi ha deliberato che chi fa parte del Movimento costituito dal compagno espulso, è incompatibile con il Psi. Complimenti!!

  2. Bisognerebbe smetterla di dire falsità. Bartolomei ha fondato un movimento autonomo con una linea politica opposta rispetto a quella decisa dal congresso del Psi. Questo movimento ha eletto degli organi autonomi come un partito. E ha iniziato a tenere contatti con esponenti della sinistra radicale. Ora, almeno questo dovrebbe essere chiaro, in due partiti opposti contemporaneamente non si può stare, Che c’entra Grillo che caccia chi dissente?

  3. Io trovo poi questo paragone offensivo, irriguardoso, inaccettabile. E siccome è anche frutto di evidente ignoranza o malafede, mi pare inutile continuare. Prendo atto che c’è qualcuno che ritiene che noi siamo uguali ai Cinque stelle. Ed espelliamo chi non ci sta simpatico. Mamma mia.

  4. Questa discussione non mi piace. Ho fatto presente a Nencini che la CNG ha eseguito un atto inopportuno perché se vogliamo ritornare ad essere un partito “vero” a livello nazionale dobbiamo essere “accoglienti” e la politica a livello nazionale dovrà scaturire da un dibattito approfondito, responsabile e serio e dare apertura e credito a tutti i compagni che non condividono la situazione attuale e di motivi per non condividere la situazione attuale ce ne sono molti, come anche tu direttore spesso rilevi. Ce ne fossero di raggruppamenti SOCIALISTI che parlano del futuro di questo paese e compito del partito è quello di riuscire a riaggregarli all’interno come tu ben hai fatto ad auspicare nella tua relazione nella conferenza programmatica di Roma al Viminale.

  5. Infatti lo ribadisco. Io sono per aprire le porte. Ci mancherebbe. Però con una regola elementare. Se si aderisce a un partito non se ne può fondare un altro che sviluppa una politica opposta.

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