sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Libia e caos. No di Tobruk al Governo di emergenza
Pubblicato il 25-01-2016


Libia guerra“La camera dei rappresentanti” di Tobruk “ha respinto la formazione del governo d’accordo” nazionale libico. La notizia, cattiva, è stata data con un tweet dal sito libico Wadi Dinar. Al voto hanno partecipato 104 deputati, e solo “15 per il governo e 89 contro”. Il sito Alwasat cita un parlamentare, Eissa el Eirebi, che conferma la notizia e altrettanto ha fatto il sito della tv Libya Channel.

A questo punto la situazione libica minaccia di tornare nel caos più completo perché si allontana la formazione di un governo di unità nazionale del premier designato Fayez al Sarraj. L’accordo, alla base di questo progetto di governo, era stato faticosamente raggiunto al termine di un interminabile negoziato con la firma a Skhirat, in Marocco, da parte della maggior parte delle parti coinvolte nella guerra civile. L’accordo non era però sostenuto dalla maggioranza dei due parlamenti, quello di Tobruk riconosciuto dalla comunità internazionale, e quello islamista di Tripoli, oltre che da alcune realtà minori della variegata realtà libica fatta anche di clan e tribù.

Il mancato riconoscimento da parte del parlamento di Tobruk, a cui potrebbe seguire un’analoga decisione da Tripoli, sembra dunque destinato a riaprire il negoziato nonostante la terribile urgenza della pressione militare dell’Isis, che dalla Siria si sta estendendo a macchia d’olio in Libia.

Proprio a questo proposito si complica ulteriormente anche il capitolo di un intervento militare della coalizione occidentale, guidata dall’Italia, che senza un accordo preventivo col legittimo governo libico assai difficilmente deciderà di avviare iniziative più decise per contrastare le milizie dell’autoproclamato califfato.

Una brutta situazione di stallo politico e con un aumento del rischio caos che consente alle milizie locali e al terrorismo dell’Isis di accordarsi per spartirsi il territorio e le sue immense ricchezze. “Documenti segreti – scrive il quotidiano Asharq Al-Awsat – hanno rilevato che quadri di Daesh, ‘gruppi militanti’ libici provenienti da al Qaida e Fratelli musulmani della Libia contano di fondersi in un ‘Consiglio della Shura’ unificato”. Secondo il giornale pubblicato a Londra, documenti attestano uno “stato confusionale” dei capi estremisti in seguito all’accordo sul governo di intesa nazionale libico e la “tendenza di queste organizzazioni a fondersi per contenere le divergenze interne”. Il capo di uno di questi “gruppi di militanti” ha detto ai suoi che la formazione ha perso la propria egemonia a causa della debolezza di al Qaida e dell’ascesa dell’Isis: “la situazione richiede di aderire a Daesh” – secondo quanto riferisce Asharq Al-Awsat – affinché “Tripoli sia nostra e Sirte sia loro”, ha detto il “quadro”.

Secondo il Times, che cita testimonianze locali, i commando americani e britannici inizialmente stanziati nella base di Gamal Abdel-Nasser, vicino a Tobruk, si sarebbero spostati nella base dell’aviazione di Benina a Bengasi. Fra le forze speciali sarebbero stati visti anche militari russi.

“Il governo, secondo fonti vicine al premier, vorrebbe seguire una road map chiara e nota a tutti – affermano in una nota i parlamentari del M5s in commissioni Esteri e Difesa – per intervenire con azioni militari in Libia, ragionevolmente entro due o tre settimane. Sarebbe troppo chiedere al ministro degli Esteri Gentiloni, e al presidente del Consiglio Renzi, di informare anche il Parlamento italiano di questi piani perfettamente concordati con gli Usa? Siamo ancora una democrazia parlamentare, o una colonia degli americani?”.

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