giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’ingerenza di Bagnasco
Pubblicato il 26-01-2016


Era da attendere questo intervento del presidente dei Cei Bagnasco a due giorni dall’inizio della discussione sulla legge Cirinnà sui diritti delle coppie omosessuali in Italia. Bagnasco non può certo sostenere che il suo “vade retro” sia stato lanciato al popolo dei cattolici e che non intende interferire con le leggi dello Stato. Il suo affondo è proprio un segnale rivolto al Parlamento della Repubblica italiana. Lo è in particolare per i cattolici che vengono richiamati ad appoggiare solo leggi che si richiamino ai valori fondamentali della famiglia tradizionale “composta da un uomo e una donna”. Dunque in buona sostanza a bocciare la legge e in particolare a rifiutare qualsiasi forma di legittimazione alle adozioni, anche nella sola ristretta dimensione della cosiddetta stepchild adoption, cioè dell’adozione da parte del partner del figlio naturale dell’altro. Si tratta della tipologia più moderata di legge sulle coppie omosessuali che sia stata approvata nel mondo. E’ tale nella democristiana Germania della cancelliera Merkel, mentre nella maggior parte di paesi europei esistono i matrimoni gay con diritto di adozione parificato alle coppie eterosessuali.

“I figli non sono un diritto”, sostiene il cardinale. E’ vero. Ma qui non siamo di fronte alla legittimazione del figlio come diritto. Siamo di fronte alla legittimazione del padre o della madre come diritto per un figlio. Certo, nella coppie omosessuali esisterebbero due genitori dello stesso sesso. Ma siccome esistono figli, partoriti all’estero, Bagnasco finisce per sostenere che è meglio che questi figli abbiano un solo genitore, quello naturale, piuttosto che due. A questo porterebbe l’abrogazione della noma sulla stepchild adoption. Così come se la legge fosse quella francese, spagnola, britannica, olandese, e via dicendo, e cioè se ammettesse le adozioni tout court, il tema non sarebbe quello relativo all’utero in affitto, che verrebbe così depotenziato, e neppure quello attinente il fatto se i bambini abbiano diritto ad avere una madre e un padre anziché due genitori dello stesso sesso. La vera alternativa sarebbe per loro quella relativa al diritto di avere due genitori dello stesso sesso o rassegnarsi a vivere in un orfanatrofio. Ma al di là del merito non si possono non registrare le solite scomuniche di una parte della Chiesa (vogliamo pensare che sia solo proprio la parte che più sta osteggiando il Pontificato di Francesco) che configura alla stregua di blasfemia qualsiasi legge di laicità che in altri paesi è invece stata approvata senza reazione alcuna.

E’ evidente la ragione ed essa risale alla storica ed atavica preminenza del Vaticano sullo stato italiano, che risale a tempi lontani e che non si è acquietata nel nostro dopoguerra finendo per mettere più volte in difficoltà la stessa Dc anche ai tempi di De Gasperi. L’Italia è l’ultimo paese che ha approvato il divorzio e ha legalizzato, in certe circostanze, l’aborto. E’ pressoché l’unico paese che non gode di una legislazione sul fine vita ed è ancora la cenerentola più volte richiamata da Strasburgo sulle unioni civili. Mi raccontava proprio l’altra sera l’ex ministro Gianfranco Rotondi, che propose una legge sulle unioni civili ancora più moderata della Cirinnà, le tensioni che su di lui scaricarono ambienti vaticani e perfino le pressioni che fecero su Berlusconi perché ritirasse il provvedimento. Cosa che peraltro avvenne. Siamo una nazione indipendente o no? E mentre qualche incosciente copre le statue nude per non offendere il pudore dell’iraniano Ruhani in visita a Roma, noi non possiamo coprire con un velo la stepchild adoption per non urtare il potere d’Oltre Tevere.

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Commenti all'articolo
  1. Io non so se si possa parlare di ingerenza o di libera espressione del pensiero, e probabilmente ciascuno darà l’interpretazione che ritiene più appropriata, o più vicina al proprio modo di vedere, e del resto anche nel passato abbastanza recente è successo, se non ricordo male, che taluni pronunciamenti della Chiesa siano stati letti come una sorta di avallo a determinate tesi “laiche”, nel senso che .non sono stati avvertiti dal versante laico come una interferenza, ma visti anzi con favore.

    Al di là dell’una o dell’altra circostanza e fattispecie, mi verrebbe semplicemente da dire che, da parte laica, non si possa volta a volta applaudire le parole della Chiesa, oppure, al contrario, ritenerle un’impropria intromissione nelle questioni dello Stato, avere cioè un atteggiamento oscillante, che sa di incoerenza e fa pensare, per analogia, a chi pratica il garantismo in maniera alterna, secondo il proprio tornaconto politico.

    Paolo B. 26.01.2016

  2. “Siamo un paese indipendente o no?” Rispondo NO. Non mi sono mai fatto illusioni; se la Repubblica è affondata è stato in massima parte per opera dei preti che hanno sproloquiato in tutte le attività umane e una certa sinistra ( i comunisti) si è accodata supinamente. Nella scuola ha fatto testo il libro di Lorenzo Milani e nella scuola è finita la meritocrazia e oggi ci ritroviamo questa classe dirigente. Anche nel mondo del lavoro i preti hanno fatto scuola vedasi comunione e liberazione, secondo il giudizio di un cattolico osservante considerava comunione e liberazione un nuovo fascismo. Siamo arrivati a mettere le mutande alle statue, al ridicolo non c’è fine. Siamo una repubblica teocratica? Penso di sì.

  3. Ma io non so come si possa avvertire come libera espressione del pensiero un vade retro a una legge che verrà discussa dopo due giorni. Dobbiamo ritenerla un fatto casuale una siffattta dichiarazione? Ma i socialisti hanno perso la loro fede laica? Non ti accorgi caro Paolo che solo l’Italia è priva di leggi sul fine vita e sulle unioni gay? Siamo gli ultimi della classe per quale ragione? Domanda da tre punti…

  4. Il Vaticano non si smentisce: il Giubileo della ‘misericordia’ per i propri favoriti, gli altri si arrangino. Questo ‘strano ecumenismo’ del Papa Francesco, farebbe per esempio credere che sul pianeta ci siano solo tre religioni, ebraica, cristiana, musulmana..le altre non esistono…. le famiglie’ volute da Dio'(?) le altre non devono esistere. Ma non è il vecchio mezzo di ‘Divide e impera’? Dove è tutto questo rinnovamento della Chiesa? E i sacerdoti che non si possono sposare? E le donne che non possono dire Messa?.. Quanto fumo negli occhi.. però se la gente dorme non è (solo) responsabilità delle gerarchie ecclesistiche, ma delle persone che amano questo modo di intendere la vita…

  5. L’interrogativo del Direttore è sicuramente legittimo, ma io non credo che i socialisti abbiano perso la loro fede laica, ma cerchino piuttosto di orientarsi in mezzo ai tanti problemi dei nostri tempi, valutando l’insieme degli elementi, e si siano abituati a farlo anche un po’ in proprio, specie dopo la fine dei partiti identitari.

    Non credo poi, e pertanto, che la misura della laicità possa dipendere dalla condivisione o meno del disegno di legge in discussione, e conosco laici che si sono espressi in maniera non favorevole per propria convinzione, ben prima del pronunciamento in proposito del Presidente della CEI, e indipendentemente dalla posizione della Chiesa, e non mi sentirei di considerarli per questo meno laici, perché se così fosse sarebbe una laicità abbastanza ideologica ed assolutista.

    Quanto ad essere gli ultimi della classe, mi viene da pensare – anche alla luce della esperienza che dovrebbe guidare le nostre scelte – come talvolta il voler riformare ad ogni costo quello che abbiamo, per essere od apparire innovatori, non abbia portato molte migliorie, e che la gradualità, che non vuol dire immobilismo, possa essere alla lunga più producente, e portare a risultati più solidi e duraturi.

    Paolo B. 28.01.2016

  6. Restando al tema. La questione è quella della cosiddetta stepchild adoption. Cioè dell’adozione da parte del partner del figlio naturale dell’altro. Questo è possibile già nelle coppie eterosessuali. In quelle omosessuali può essere ammesso solo se passa la legge Cirinnà così com’è. Spiegatemi cosa lo impedisce. Dicono la questione del’utero in affitto. Ma se è questo il problema perchè hanno fatto una legge votata da tutti che ammette la cosa per gli eterosessuali? Anche per quelli che praticano il cosidetto utero in affitto all’estero perchè in Italia è vietato. Non può essere questo l’argomento. La verità è che si vogliono negare alle coppie omosessuali i diritti di quelle eterosessuali. La legge Cirinnà non li parifica perché, contrariamente a quel che avviene nella maggior parte di paesi europei, non ammette le adozioni se non in questo ristetto caso. Il vero problema è che non si vogliono parificare i diritti dei figli delle coppie omosessuali con quelli delle coppie eterosessuali, lasciando ai primi una sola genitorialità, quindi meno diritti e benefici. E questo è inaccettabile.

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