sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’Isis terrorizza l’Indonesia e mette in guardia l’Italia
Pubblicato il 14-01-2016


giacartaUn nuovo attentato a opera dell’Isis, che stavolta colpisce il sud-est asiatico, l’Indonesia anche se l’obiettivo è ancora una volta l’Occidente. L’Isis ha colpito anche a Giakarta nel centro della città, in una zona commerciale e nei pressi della sede Onu, dove ci sono state almeno sette esplosioni e successivi scontri a fuoco tra agenti e terroristi con un bilancio di almeno 7 morti (tra cui cinque terroristi, un indonesiano e un olandese che lavorava per l’Onu) e 10 feriti. Gli attacchi, cominciati intorno a mezzogiorno, sono finiti intorno alle 15:20 ora locale, ha reso noto la polizia, e al momento le forze di sicurezza hanno di nuovo “il pieno controllo” della città, ma continuano a presidiare diversi edifici, ma la tensione nella città è altissima.
Poche ore dopo, attraverso l’agenzia di stampa Aamaaq legata allo Stato Islamico, è arrivata la rivendicazione dell’Isis. Secondo il capo della polizia di Giakarta, Tito Karnavian, dietro gli attacchi c’è Bahrun Naim, un indonesiano che starebbe combattendo con l’Isis in Siria. Già prima della rivendicazione però, la polizia indonesiana sospettava che il gruppo di attentatori fosse legato allo Stato Islamico che aveva diffuso un messaggio in codice prima degli attentati, nel quale si avvertiva che “vi sarebbe stato un concerto in Indonesia e che sarebbe finito sulle prime pagine”. Il gruppo di assalitori “sta seguendo l’esempio degli attentati di Parigi”, ha dichiarato il portavoce della polizia Anton Charliya.
“Lo stato e la gente non devono avere paura, non soccomberemo di fronte ad un attacco così atroce. Chiedo a tutta la popolazione di mantenere la calma, la situazione è sotto controllo”, ha detto rivolgendo le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime il presidente indonesiano Joko Widodo.
Eppure due giorni fa proprio l’Indonesia era stata messa in guardia da comunicato on line del Sedicente Stato Islamico. Nei tre nuovi messaggi del leader del gruppo Ayman al-Zawahiri, proprio nel secondo messaggio audio si definisce il Sud-Est asiatico, e in particolare l’Indonesia, maturo per la jihad come altre regioni del mondo islamico.
Proprio l’avvertimento fatto all’Indonesia e il successivo attacco preoccupa l’Italia, di nuovo bersaglio di minacce da Al Qaeda.
Il numero due dell’organizzazione di Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video di 23 minuti e 24 secondi si avvertono gli “invasori” italiani che si pentiranno e che saranno “umiliati e sottomessi”, per aver occupato Tripoli. Nelle lunghe accuse fatte da Anabi “un generale italiano”, di cui non fornisce altri dettagli, “è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione”, alla stregua di quanto accadde in Iraq con “la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush”, per non parlare di come “il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad”.
Intanto la Turchia ha risposto all’attentato a Istanbul dell’altro giorno bombardando le postazioni dell’Isis in Siria e Iraq, uccidendo così 200 jihadisti. A dare tutti i dettagli dell’operazione è stato lo stesso premier, Ahmet Davutoglu, che in conferenza stampa ha dichiarato: “Dopo l’attacco di martedì, quasi 500 colpi di artiglieria sono stati esplosi per colpire le postazioni di Daesh in Siria e Iraq. Quasi 200 membri dello Stato Islamico, inclusi anche capi regionali sono stati neutralizzati nelle ultime 48 ore. A ogni minaccia diretta alla Turchia, si reagirà in questo modo”.

Liberato Ricciardi

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