mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’ITALIA RIPARTE
Pubblicato il 14-01-2016


cantiere.jpg

“Abbiamo fatto un buon lavoro. Il nuovo Codice si muove all’interno di una cornice europea, semplificatoria e fortemente innovativa”. Sono le parole del segretario del Psi e vice ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Riccardo Nencini, non appena approvato in via definitiva al Senato il ddl delega su Appalti e Concessioni. Una riforma diventata realtà. Ad ampia maggioranza. Il provvedimento passa con 170 voti favorevoli, 30 contrari e 40 astenuti. A favore anche i voti di Forza Italia. Si sono astenuti Lega, Cor e Sel. Voto contrario invece da M5S che in prima lettura si era astenuto.

Tra i punti principali Nencini sottolinea la “certezza sulla esecuzione delle opere, trasparenza nelle procedure, coinvolgimento territori con il dibattito pubblico, registro pubblico dei lobbisti, riduzione stazioni appaltanti, sostegno a piccole e medie imprese e al Made in Italy, via deroghe, varianti e massimo ribasso, centralità del progetto, vigilanza affidata ad Anac. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito ad approvare una buona legge, comprese le opposizioni. Una mano robusta – conclude – per far ripartire l’Italia. Impegno mantenuto”.

Tra le principali novità del provvedimento il rafforzamento del ruolo di vigilanza e di indirizzo dell’Anac in funzione anti-corruzione. Il governo dovrà ora attuare, con decreto legislativo, le direttive europee interessate e le numerose deleghe contenute nell’articolo unico del provvedimento. I tempi per il recepimento delle nuove direttive europee (da importare nel nostro ordinamento entro il 18 aprile 2016), sono molto stretti e il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha confermato di voler completare in un colpo solo tanto il recepimento delle direttive Ue, tanto il riordino dell’intera normativa sui contratti pubblici, mandando in pensione il codice monstre del 2006 (più di 600 articoli e qualche migliaio di commi tra norme primarie e regolamento) da sostituire con un corpus normativo più snello su cui sta già lavorandola commissione di 19 esperti nominata dal ministro a settembre.

“Grazie a tutti gli attori di codice appalti. Ora tempi rapidi per la sua attuazione in norme semplici”  scrive su twitter il ministro delle Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio. “Da oggi il Paese ha una legge che consente trasparenza, efficacia e legalità nelle opere pubbliche”.

Per il Partito socialista è intervenuto in dichiarazione di voto il senatore Enrico Buemi che ha definito l’approvazione della Legge delega “un atto fondamentale”. Buemi ha poi sottolineato che ora “è compito dei membri del Governo vigilare con cura affinché le manine occulte delle lobby interessate non vanifichino il lavoro positivo fin qui svolto”. “Si eviti, in sostanza, che accada che quel che oggi esce dalla porta rientri dalla finestra”. Per Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera si arrivati al traguardo “grazie a un lavoro lungo e positivo realizzato da Camera e Senato in piena collaborazione con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio, che apre in Italia una nuova stagione di trasparenza, efficienza, qualità, partecipazione, tempi e regole certi nei lavori pubblici”. Realacci sottolinea tra le “novità più qualificanti introdotte nel passaggio alla Camera il superamento della legge Obiettivo, che ha fallito favorendo la creazione di zone grigie e corruzione”. “Con la riforma degli Appalti – conclude Realacci – si cambia finalmente rotta in un settore, quello dei Lavori Pubblici, strategico per l’economia, l’occupazione e il futuro del Paese”.

Ginevra Matiz

 

I punti della normativa

POTERI ANAC
Guardando alle novità nel lungo iter parlamentare della delega, il cuore della riforma è l’estensione e il rafforzamento dei poteri affidati all’Anac guidata da Raffaele Cantone. Un passaggio in cui non è difficile intravedere il riflesso delle tante inchieste culla corruzione che hanno attraversato il mondo degli appalti negli ultimi mesi: dal sistema Incalza-Perotti scoperchiato dalla procura di Firenze allo scandalo Mafia Capitale, fino alle indagini sugli appalti Anas e ancora le inchieste sugli appalti dell’Expo e del Mose.
Non è un caso allora la scelta di far girare il sistema intorno ai (tanti) nuovi compiti dell’Anticorruzione. Con la riforma, Cantone sarà dotato di poteri di intervento cautelari (possibilità di bloccare in corsa gare irregolari), mentre il rispetto degli atti di indirizzo al mercato (bandi-tipo, linee guida, pareri) diventerà vincolante per amministrazioni e imprese.

COSTI E TEMPI DELLE OPERE
Per frenare la deriva dei tempi infiniti dei cantieri arriva la stretta sulle varianti da cui passa l’aumento dei costi in due casi su tre nelle grandi opere, con la possibilità di rescindere il contratto oltre certe soglie di importo e sanzioni di Cantone alle stazioni appaltanti inadempienti sull’obbligo di comunicazione delle correzioni in corso d’opera negli appalti superiori a 5,2 milioni. Anche le infrastrutture dovranno adeguarsi a costi standard. Con progetti definiti prima di arrivare al cantiere.

PMI
Molte anche le misure destinate a favorire l’accesso dei professionisti e delle piccole imprese al mondo degli appalti, anche con la previsione di pagamento diretto dei subappaltatori da parte delle Pa . Insieme a norme mirate a garantire massima trasparenza anche agli appalti di importo inferiore alle soglie europee (sotto i 5,2 milioni).

QUALIFICAZIONE
Le imprese saranno valutate anche sulla base della reputazione guadagnata in cantiere (rispetto dei tempi e bassa vocazione al contenzioso) legata al rating di legalità. Prevista anche una disciplina specifica per la decadenza e la sospensione dei certificati che abilitano al mercato dei lavori pubblici (attestazioni Soa), con particolare riferimento ai casi di fallimento o concordato (preventivo e di continuità aziendale).

INNOVAZIONE: GARE TELEMATICHE E BIM
Nella delega arriva poi una forte spinta a passare alle gare telematiche e comunque ad abbandonare l’epoca delle offerte cartacee per passare ai documenti digitali. Un’indicazione precisa arriva anche sull’uso del Building information modeling, una piattaforma di gestione dei progetti che consente di anticipare la previsione di eventuali imprevisti in cantiere, riducendo dunque il rischio di costose varianti in corsi d’opera.

LAVORI DELLE CONCESSIONARIE
Le concessionarie avranno 24 mesi per adeguarsi al nuovo obbligo di affidare con gara l’80% (invece che il 60%) dei lavori. L’allungamento dei termini dovrebbe consentire alle concessionarie di assorbire la novità senza contraccolpi traumatici sui lavori in corso. A verificare il rispetto di questa quota di affidamento sarà, ancora una volta, l’Anac.

Intervista a la Repubblica del segretario del Psi Riccardo Nencini

Intervista al segretario del Psi Riccardo Nencini

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento