giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Londra accusa Putin: ordinò l’assassinio di Litvinenko
Pubblicato il 21-01-2016


LONDRA – Quest’oggi è stato reso noto che, secondo un’inchiesta britannica, l’omicidio di Alksandr Litvinenko fu “probabilmente” ordinato da Vladimir Putin. Era il 2006 quando l’ex agente del Kgb venne avvelenato in un hotel di Londra con una tazza di tè al polonio. Il giudice britannico Sir Robert Owen, che ha avuto il compito di indagare sulla morte sospetta della vittima, ha concluso che vi fu una responsabilità del presidente del Cremlino, il quale avrebbe ordinato l’eliminazione di Litvinenko all’intelligence russa (Fsb).Alexander Litvinenko

Quest’ultima avrebbe quindi fornito la temibilissima sostanza radioattiva a due cittadini, Andrei Lugovoi e Dmitri Kovtun, che avrebbero compiuto materialmente l’assassinio. A rafforzare tale convincimento, vi è il fatto che tracce della sostanza sono state ritrovate nei locali e nei luoghi pubblici londinesi frequentati dai due. Nel rapporto del giudice Owen viene evidenziato che solamente avendo accesso ad una centrale nucleare è possibile reperire il polonio. Inoltre, i due presunti esecutori dell’omicidio, che hanno sempre negato ogni coinvolgimento, hanno fatto carriera politica a Mosca a partire dal 2006, suggerendo che il Cremlino avrebbe potuto promettere una ricompensa per eliminare Litvinenko. Inoltre, la Russia avrebbe sempre dato risposta negativa alle richieste di estradizione avanzate dalla Gran Bretagna.

Per il giudice britannico il possibile movente è chiaro: la ragione dell’assassinio sarebbe infatti da attribuirsi all’alleanza di Litvinenko con i dissidenti russi che si trovavano a Londra (come Boris Berezovskij, anch’egli deceduto in circostanze sospette). Inoltre, vi sarebbero prove della sua collaborazione con le attività di spionaggio della Gran Bretagna. Secondo la tesi di Owen, Mosca potrebbe aver temuto che Londra scoprisse un legame tra il Cremlino e la mafia russa proprio per via delle informazioni conosciute da Litvinenko.

Dal rapporto emerge che la Russia avrebbe deciso di eliminare l’ex agente del Kgb per poter lanciare un chiaro segnale agli altri uomini in possesso di informazioni che dovrebbero rimanere segrete.
Il Cremlino ha comunque respinto ogni accusa ed i portavoce del Ministero degli Esteri russo hanno fatto sapere che «la chiusura del caso Litvinenko avviene in modo illegittimo e incivile e avrà conseguenze sulle relazioni tra la Russia e il Regno Unito». È stato inoltre aggiunto che il caso sarebbe stato «politicizzato» ed infine è stato sottolineato che «La Russia ha detto diverse volte di volere un’indagine obiettiva e imparziale non soltanto sulla morte di Alexander Litvinenko, ma di tutti i cittadini russi, e sono numerosi, che in diverse circostanze, anche molto strane, sono morti e continuano a morire in Gran Bretagna».

Una reazione di questo tipo era stata predetta dai media britannici, i quali avevano più volte sollevato l’ipotesi che le indagini sull’ omicidio Litvinenko si fossero paralizzate per evitare tensioni tra i due Paesi. Mentre il Cremlino prende le distanze dalla Gran Bretagna, il ministro degli Esteri britannico, Theresa May, ha convocato l’ambasciatore russo a Londra per chiedere un’indagine sull’Fsb e per discutere della mancanza di collaborazione della Russia per quanto concerne la richiesta di estradizione di Dmitri Kovtun e Aleksandr Lugovoi.

Alessia Malachiti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento