martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Luci e ombre
di Montmartre a Palazzo blu con Toulouse-Lautrec
Pubblicato il 18-01-2016


toulouse-lautrec-pisa-07Le atmosfere eleganti ed austere di Palazzo Blu a Pisa si fondono con le brezze sconvolgenti e frenetiche di Montmartre e Pigalle, magistralmente rappresentate dal tratto sicuro e preciso del conte Henri de Toulouse-Lautrec. Dell’artista di Albi, la mostra “Toulouse-Lautrec. Luci e ombre di Montmartre”, curata dalla professoressa Maria Teresa Benedetti e visitabile fino al 14 febbraio, ospita ben 180 opere tra dipinti, disegni, manifesti e litografie, offrendo la più completa collezione di opere grafiche originali dell’artista. In esposizione anche una selezione di opere di Giovanni Boldini, Federico Zandomeneghi, Serafino Macchiati e Pompeo Mariani, gli Italiens de Paris che più si sono ispirati alla produzione di Lautrec.

Profondo conoscitore e spietato interprete del suo tempo, il conte di Albi si distinguerà ben presto nei ferventi ambienti artistici della Ville Lumière, già scossa dai burrascosi venti delle Avanguardie, per il suo stile schietto e innovativo. “Questo Tolouse-Lautrec è proprio uno svergognato; egli rifiuta ogni genere di abbellimento sia nel disegno che nei colori. Bianco, nero, rosso a grandi macchie e forme semplici, é questo il suo stile. […] Era un osservatore implacabile ma il suo pennello non mentiva”, dirà il critico d’arte francese Félix Fénéon. E difatti, il vero tratto distintivo dell’artista, fortemente influenzato dalle suggestioni delle stampe giapponesi e dalla tradizione del disegno satirico francese, diverranno le linee nette e sapientemente domate, la pennellata piatta e sicura e le ampie ed uniformi zone cromatiche, che relegano la scena nella sfera della bidimensionalità, negandone ogni volume e profondità. Celebri sono le locandine realizzate da Lautrec per pubblicizzare le esibizioni delle più famose vedettes e dei più graffianti chansonniers, dalla sinuosa Yvette Guilbert all’amica Jane Avril, entrambe raffigurate nel manifesto per il “Divan Japonais”, fino allo scanzonato Aristide Bruant e alla spudorata danzatrice Louise Weber, detta la “Goulue”, a cui Toulouse-Lautrec dedicherà la sua prima affiche, nel 1891. Vere e proprie opere d’arte “di strada”, in cui sembra risuonare il vorticoso roteare delle gonne delle ballerine, voluttuosamente avvolte dal fumo dei sigari, le locandine dell’artista susciteranno a tal punto l’interesse del pubblico cittadino tanto da diventare oggetti da collezione.

mostra-di-henri-de-toulouse-lautrec-00389850-001Lo stesso Picasso ne rimarrà così affascinato da affermare: “[…] avevo sviluppato una passione per i manifesti. Aspettavo spesso sera per andare a staccare quelli che mi piacevano […]”. Da questa particolare attenzione per un tipo di arte più immediata e dal carattere divulgativo nascerà la passione dell’arista per la grafica pubblicitaria. Sui muri di Parigi compaiono poster che riproducono copertine di libri e riviste, prodotti commerciali e stampe satiriche, che consacreranno il conte d’Albi come inventore della moderna pubblicità. Il grande interesse per il teatro d’avanguardia, invece, permetterà a Lautrec di approfondire la propria passione per il caricaturale. Il palcoscenico è, infatti, il luogo preposto all’esagerazione di vizi e virtù, al parossismo e al grottesco, tutti elementi che trovano la loro massima espressione nelle linee essenziali e indagatrici adoperate dall’artista per descrivere i volti di attori e spettatori. Ma Lautrec non è solo il cantore della scintillante e spudorata Parigi del Moulin Rouge, dei cafè-concert e delle maisons-closes. Dolcissime le undici litografie del ciclo “Elles”, raffiguranti malinconiche clownesse e prostitute infelici.

Spogliate di tutta la loro valenza erotica, le prostitute della casa chiusa di rue des Moulins, dove l’artista trascorse come ospite alcuni mesi, sono sorprese in una quotidianità che si compone di una gestualità fiacca e innocente. Percorse da una vena più intimistica e ombrosa sono, invece, le litografie appartenenti agli ultimi anni di vita dell’artista. Contraddistinte da una forte varietà tematica, ora raffigurano fresche cameriere, ora, con minuzia cronistica, rappresentano scandali politici e manifestazioni studentesche. Forte è in queste opere il richiamo alla spensieratezza dell’infanzia, richiamata nelle numerose rappresentazioni che hanno come tema cavalli, fantini, animali e il favoloso mondo del circo. Ancora una volta, la tecnica dell’artista, arricchita dal chiaroscuro, interrompe la dinamicità delle scene rappresentate, confinandole nella rassicurante staticità di un attimo che Lautrec, ormai stanco e gravemente ammalato, sa essere fugace. Un ultimo disperato tentativo di rendere eterno quell’istante che il conte d’Albi sente inesorabilmente sgusciare di mano.

Melissa Aglietti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento