venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

M5s , anche Cantone
indaga sui fatti di Quarto.
Pubblicato il 08-01-2016


Rosa Capuozzo

Rosa Capuozzo

Si è aperto con una manifestazione per chiedere le dimissioni del primo cittadino, il primo consiglio comunale a Quarto svoltosi dopo le indagini della Dda sull’ex consigliere De Robbio. Il sindaco Rosa Capuozzo ha cercato timidamente di spiegare che lei in questa vicenda rappresenta la vera parte lesa e presenta un progetto di rimpasto di giunta per ridare dignità alla comunità.
Dura la reazione dell’opposizione che con fermezza e a gran voce chiede le dimissioni della Capuozzo. Nel frattempo spuntano novità dalle indagini coordinate dal pm Henry John Woodcock. Si inizia a parlare di parentopoli dalle indagini è emerso che la Capuozzo ha  affidato la stampa istituzionale dei manifesti  dell’Ente alla Tipografia Baiano, di proprietà di Ignazio Baiano, marito della stessa Capuozzo. Una decisione non proprio all’insegna della trasparenza anche se la Sindaco si è difesa dicendo che “sono anni” che il Comune affida la stampa dei manifesti alla tipografia Baiano. Anni in cui, ricorda l’opposizione,  la Capuozzo non ricopriva la carica di Sindaco della città. La stessa accusa era stata mossa per le scelte degli assessori e della giunta, la Capuozzo ha nominato vicesindaco Andrea Perotti, fratello della consigliera comunale pentastellata Anna Perotti. In questi ultimi giorni è venuto alla luce un plico di dieci pagine riguardante presunti abusi edilizi non condonabili perché commessi in una data incompatibile con quanto previsto dal condono edilizio del Governo Berlusconi.
A sostegno di quanto scritto nel dossier ci sarebbero anche foto aeree che documenterebbero l’evoluzione dei lavori nello stabile di proprietà del marito di Rosa Capuozzo, abusi ammessi direttamente dal primo cittadino stesso. Dall’aerofotogrammetria del 12 maggio del 2003, anno in cui sarebbe stato realizzato l’abuso, si evince che i lavori sul fabbricato di proprietà di Baiano non erano ancora iniziati, eppure la richiesta di sanatoria da parte di Ignazio Baiano risale ad aprile 2003.
Negli uffici comunali, da dove con tutta probabilità sono usciti i documenti, nessuno però è in grado di spiegare come sia stato possibile che il fascicolo relativo alla richiesta di sanatoria dell’immobile sia stato prelevato e reso noto. Dalle carte inoltre emerge come la gestione della pratica e la redazione del certificato di idoneità statica siano state affidate all’Ing. Rosario Albamonte di Marano.  Albamonte è attualmente indagato per concorso con il clan Polverino per la realizzazione di opere edilizie abusive, abuso d’ufficio e falsità ideologica e materiale aggravata da finalità mafiose nell’area di Marano e di Quarto.
Nel frattempo si apre anche un nouvo filone d’indagini sul Comune di Quarto  da parte dell’autorità anticorruzione, coordinate da Raffele Cantone. Su questa nuova vicenda i riflettori sono puntati sulla prosecuzione dell’appalto per la gestione del servizio idrico-fognario.  Sotto i riflettori di Cantone, finisce una Ati (una associazione temporanea di imprese) formata  da un’azienda rimasta priva del nulla osta antimafia.

Francesco Brancaccio

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