domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Macro. Alla scoperta
di Gillo Dorfles
Pubblicato il 22-01-2016


Gillo Dorfles

Gillo Dorfles

In occasione della mostra Gillo Dorfles. Essere nel tempo (27 novembre 2015 – 17 aprile 2016) si svolge al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, dal 23 gennaio al 2 aprile 2016, il ciclo di incontri “Parola critica”, a cura del Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo, in cui alcuni testimonial d’eccezione esplorano i territori del pensiero critico di Gillo Dorfles, al di là dei recinti disciplinari.
Tra i relatori: Giovanni Anceschi, Giorgio Battistelli, Mario Botta, Massimo Carboni, Aldo Colonetti, Andrea Cortellessa, Stefano Catucci e di Ugo Volli.

Il programma
Sabato 23 gennaio 2016: Giorgio Battistelli, Stefano Catucci Note dal presente: musica e arti visive.
Tra i filosofi che hanno attraversato il Novecento, Gillo Dorfles è stato tra i pochi a tenere costante l’attenzione sulla musica, non considerandola mai estranea al destino delle altre arti. Non si può trascurare, naturalmente, il fatto che egli abbia avuto una formazione musicale significativa, e che abbia sempre praticato la musica suonando, ma anche studiando e ascoltando la nuova musica. È stata però soprattutto la sua attività di studioso e critico delle arti visive a giovarsi del confronto con la musica. Da un lato, proseguendo una tradizione inaugurata alla fine dell’Ottocento da Aloys Riegl e sviluppata successivamente da Ernst Gombrich, Dorfles ha esteso e precisato il campo delle analogie musicali con le quali si possono comprendere i fenomeni delle arti visive.

Sabato 13 febbraio 2016: Mario Botta Le prospettive critiche di Dorfles in architettura.
Nella fittissima rete che ha visto Gillo Dorfles protagonista della ragione critica dell’arte e dei costumi del secolo appena trascorso, l’architettura lo registra come un attento e costante osservatore in grado di garantire una testimonianza diretta che dai suoi primi scritti degli anni Trenta si estende fino a oggi con una rara lucidità intellettuale. Da oltre 85 anni Dorfles segue incessantemente e interpreta attraverso uno sguardo competente e impietoso le variazioni teoriche e critiche dell’architettura, una disciplina complessa e veritiera.
Un secolo di critica nei confronti degli equilibri ambientali e delle strategie adottate per far fronte ai continui cambiamenti, costituisce un unico impressionante patrimonio storico di conoscenze, poiché vissuto in diretto contatto con i protagonisti (architetti, ingegneri, designer e storici dell’arte) che dagli albori del Novecento hanno registrato speranze e illusioni del dibattito culturale.

Sabato 20 febbraio 2016: Andrea Cortellessa Previsioni del tempo. Lo scrittore come segnavento.
In questo intervento si guarderà a quella tradizione di autori che hanno saputo cogliere, nelle minime increspature dell’atmosfera simbolica di un dato periodo, la prefigurazione delle bufere a venire. In alcuni casi sporgendo le proprie antenne a sondare il presente; in altri esplicitamente immaginando, sulla base del medesimo presente, il futuro.

Sabato 27 febbraio 2016: Aldo Colonetti Dorfles. Aperta autarchia.
Noi siamo abituati a considerare il concetto di approssimazione come un limite rispetto alle nostre capacità di “fare” e di progettare, ma anche di pensare nel segno della precisione e della certezza. Nel caso di Dorfles, l’idea di “approssimazione” è contestualizzata all’interno delle attività conoscitive dove il ruolo della persona è fondamentale: ciascuno di noi rappresenta un proprio centro del mondo, per cui, soprattutto quando si agisce nel segno della dimensione estetica (e, qui, Gillo da sempre esercita la sua attività di studioso, d’interprete, di artista), è necessario essere consapevoli che è il particolare, l’esperienza del “qui e ora” che determina e quindi struttura il nostro essere nel mondo reale delle cose.

Sabato 12 marzo 2016: Ugo Volli Nessun dogma.
L’atteggiamento critico è profondamente connaturato allo sguardo di Gillo Dorfles, al suo carattere, alla sua persona. Critico è colui che ritiene, valuta, esercita quella che Kant chiamava “facoltà di giudicare”. Il “discernimento” (parola che viene dalla stessa radice greca krino) è la virtù caratteristica di questo atteggiamento, vale a dire la capacità di distinguere secondo “criteri” (altra parola dello stesso gruppo) ben formati e coerenti, ma non necessariamente definiti in partenza e una volta per tutte – non certo nel suo caso. Il critico è colui che è in grado di accogliere il nuovo, anzi di cercarlo intensamente, ma di non subirlo passivamente bensì di distinguere in esso ciò che è nuovo per davvero e ciò che invece riproduce vecchi schemi e contenuti; che è capace di vedere il valore dei fenomeni e delle creazioni, separandolo dalla tara che eventualmente lo circondi. Insomma critico è l’atteggiamento di ricezione attiva, di sollecitazione, di giudizio che sa farsi pedagogico, di sperimentazione d’uso e di sguardo trasversale sul proprio oggetto, che lo coglie al di là del modo in cui si presenta.

Sabato 19 marzo 2016: Massimo Carboni Nello studio dell’analista. Le interrogazioni di Gillo Dorfles su senso e significato.
Fin dai primi anni Cinquanta, Gillo Dorfles si è affrancato dall’eredità dell’idealismo crociano. Da allora e per lunghi decenni tutta l’opera critico-estetica di questo protagonista del pensiero italiano ed europeo si pone sotto la cifra dinamica del divenire: per la mobilità con cui, spesso in netto anticipo (basti pensare, ma non solo, al suo antesignano studio sul fenomeno del kitsch), ha indagato correnti artistiche e campi del sapere sempre a stretto contatto con le scienze umane; per la tempestiva, vorace curiosità intellettuale che lo ha portato ad indagare nei meandri spesso tralignanti del gusto estetico; per la capacità costantemente rinnovata di decifrare i materiali sociologici, artistici e più latamente espressivi che via via si sono proposti nel tempo alla sua attenzione sul fronte dei riti e dei miti, dei modi e delle mode della nostra rutilante e talora vacua ipermodernità.
Un “irregolare” erudito, uno specialista che si nutre di non-specialismo, un portatore sano di una sana attitudine eclettica.

Sabato 2 aprile 2016: Giovanni Anceschi La lezione etica di Gillo Dorfles.
Ho un rapporto personale che sento molto stretto con Gillo Dorfles: lo conosco fin da bambino, fu lui a mandarmi a studiare a Ulm, insomma è per me una figura paterna. Lo sento molto vicino anche perché è un teorico e critico ma è anche un artista. A 105 anni gli è riconosciuto il primato in tutto o quasi tutto. Ma un ambito mi pare non gli sia riconosciuto a sufficienza, quello della proairetica cioè della teoria della preferenza, che per l’estensore di “dal significato alle scelte” rappresenta invece non soltanto un pilastro del suo pensiero quanto l’apertura e il consolidamento fondativo di un intero ambito disciplinare dell’estetica.

Gioia Cherubini

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