giovedì, 29 settembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Maggioranza battuta sull’omicidio stradale
Pubblicato il 21-01-2016


Reato-omicidio-stradaleBrusca frenata in dirittura d’arrivo per la legge che introduce il reato di omicidio stradale. Uno stop che arriva in una giornata già complicata per la maggioranza alle prese con il rinnovo delle commissione parlamentari del Senato. Nel giro di poltrone infatti qualcosa non è andato come previsto in Commissione Lavori pubblici dove la maggioranza è stata battuta da un accordo tra le opposizioni che hanno rieletto alla presidenza Altero Matteoli di Forza Italia, con 12 voti. L’accordo nella maggioranza, invece, prevedeva l’elezione di Antonio Fravezzi, del gruppo Autonomie, che si è fermato a quota 9 voti. Emblematico lo scambio di baci sulle guance, al termine della votazione, tra il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani e quello di Sel, Loredana De Petris. Emblematico soprattutto che questo voto arrivi il giorno successivo a quello di ieri al Senato sulle riforme. In quel caso una sconfitta della maggioranza avrebbe avuto esiti ben diversi e probabilmente Forza Italia e Sel molta meno voglia di festeggiare.

Sull’omicidio stradale la maggioranza è stata battuto nell’Aula della Camera su un emendamento di Fi sul quale si votava a scrutinio segreto. Infatti l’Assemblea di Montecitorio ha approvato un emendamento di Francesco Paolo Sisto (FI) con 247 sì e 219 no, malgrado il parere contrario del governo. Il provvedimento, già approvato dal Senato, era a un passo dal voto finale. Ma ora, dopo la modifica a Montecitorio, dovrà tornare a palazzo Madama.

L’emendamento di Francesco Paolo Sisto, cerca di evitare – secondo le opposizioni – che il responsabile di un incidente si dia alla fuga, invece di prestare soccorso, per evitare l’arresto. “Non è vero – è la risposta di Alessia Morani, relatrice in commissione – che incentiviamo alla fuga perché nel ddl è prevista un’aggravante, con un aumento della pena fino a due terzi proprio per chi si dà alla fuga”.

E mentre l’opposizione festeggia per i 28 voti di scarto, il segretario del Psi e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini ha sottolineato che la legge “rimane completamente valida e assolutamente condivisibile. È una norma necessaria per aumentare il livello di sicurezza sulla strada e per punire più severamente e con maggiore giustizia chi, ubriaco o drogato, uccide alla guida di un auto. Quello di oggi – ha aggiunto Nencini – va annoverato tra gli incidenti di percorso e nulla di più. Consiglio di non strumentalizzare politicamente un caso parziale di fronte alla ‘giustizia giusta’ e al dolore delle famiglie”

La Lega, con il deputato Roberto Simonetti, ha attaccato direttamente il capogruppo del Pd. Per Simonetti il voto in Aula “non è un problema per il governo, ma è una sconfitta per il capogruppo del Pd Ettore Rosato. “Lei è stato fregato – ha detto in Aula rivolto a Rosato – 40 deputati dei suoi sono andati contro la sua indicazione politica”. Di diverso avviso Rosato: “Non è stato un voto politico, ma un no a un aspetto tecnico di una legge”. E ha aggiunto: “Non c’è nessun legame con il voto di ieri sulle riforme al Senato, nessuna logica correntizia, ma solo una contrarietà a un testo che si è tradotta nel voto su un emendamento”. Un voto che invece per il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta “non può passare inosservato e non si può far finta di niente. Ha vinto il buon senso, ha vinto il diritto e la sua interpretazione corretta. Però – ha aggiunto – dal punto di vista politico, dopo l’accorato appello del capogruppo Rosato, si apre un problema per il governo e per la maggioranza, e si apre sul tema della giustizia, sul tema della prevaricazione costante anche contro il buonsenso da parte di questo governo e da parte della maggioranza”. Uno stop che viene considerato “vergognoso” e “pretestuoso” da Marina Fontana, vedova di Roberto Cona, morto in un incidente stradale due anni fa.

In precedenza il deputato del Psi Oreste Pastorelli, nel corso delle dichiarazioni di voto, aveva sottolineato come “il crescente numero di morti e feriti sulle strade rappresenta un vero e proprio allarme sociale, il quale non può che essere arginato con l’introduzione del reato di omicidio stradale: una risposta chiara e ferma nei confronti dei familiari e delle associazioni delle vittime della strada, a cui troppo spesso è mancato il sostegno dello Stato”. “La previsione di pene detentive certe – ha proseguito il parlamentare socialista – avrà certamente una funzione di contrasto e di deterrenza rispetto a condotte imprudenti. Occorre, poi, mettere in campo misure in grado di prevenire tali condotte, iniziando dalle scuole primarie e secondarie mediante adeguati programmi di educazione civica e stradale. Solo così sarà possibile ridurre concretamente il numero di decessi sulle nostre strade”.

Edoardo Gianelli

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi disoccupazione elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento