martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fallo omofobo. Bufera su Sarri che rischia la squalifica
Pubblicato il 20-01-2016


sarriClamoroso episodio al termine della sfida di Coppa Italia tra Napoli e Inter (vinta 2-0 dagli ospiti): battibecco tra i due allenatori, Maurizio Sarri e Roberto Mancini, con il tecnico partenopeo che ha rivolto pesanti offese al collega nerazzurro. Non sono bastate le scuse: feroci critiche dai vertici del calcio e dall’Arcigay, ora Sarri rischia una lunga squalifica. 

I FATTI – Riepiloghiamo i fatti: il diverbio è nato quando negli ultimi minuti della partita tra Napoli e Inter, valida per i quarti di finale di Coppa Italia, il quarto uomo a bordo campo aveva assegnato ben 5 minuti di recupero, ritenuti eccessivi dal tecnico nerazzurro, Roberto Mancini. Alle proteste di quest’ultimo, il suo collega Sarri, probabilmente nervoso perché il punteggio era sull’1-0 per gli ospiti, ha reagito insultando con frasi omofobe l’allenatore interista. Pochi secondi dopo, è arrivato il gol in contropiede del 2-0 di Ljajic che ha definitivamente chiuso il match: tutti i giocatori sono andati ad insultare, Mancini invece si è diretto polemicamente verso la panchina del Napoli. Sono dovuti intervenire altri dirigenti per evitare il contatto tra i due allenatori e l’arbitro ha espulso entrambi.

“FROCIO, FINOCCHIO” – In presa diretta non si era capito cosa avesse scatenato l’ira di Mancini, che in realtà doveva essere al settimo cielo per aver centrato la qualificazione in semifinale. C’ha pensato il tecnico nerazzurro, ai microfoni della Rai, a spiegare l’avvenuto: “Sarri ha usato parole razziste, mi sono alzato per parlare con il quarto uomo e chiedere come mai cinque minuti di recupero e lui mi ha detto ‘frocio, finocchio’. Io casomai sono orgoglioso di esserlo… Le persone come lui non possono stare nel calcio, siamo stati allontanati tutti e due. Della partita non mi interessa niente, una persona di 60 anni che si comporta così è una vergogna. Negli spogliatoi mi ha chiesto scusa, ma si dovrebbe vergognare, in Inghilterra non avrebbe più messo piede in una partita”.

LE SCUSE DI SARRI – Non ci sono alibi: è vero che durante una partita di calcio se ne sentono di tutti i colori, ma Sarri l’ha combinata grossa. L’ex tecnico dell’Empoli in un primo momento ha parlato di un “episodio di campo”, ma poi ha corretto il tiro facendo mea culpa: “Ero nervoso per l’espulsione di Mertens, non ce l’avevo con Mancini che si lamentava per l’entità del recupero. Sono cose da campo che dovrebbero finire lì. Ho chiesto scusa a Mancini privatamente e lo faccio anche pubblicamente. Non volevo fare nessun tipo di discriminazione, rivolgo anche le mie scuse a tutti gli omosessuali”. Su Sarri pesa però un precedente: il tecnico toscani usò parole simili al termine di Varese-Empoli, arrabbiato per l’espulsione del suo giocatore, Mario Rui: “Il calcio è diventato uno sport per froci. Abbiamo subito il doppio dei falli ma abbiamo avuto più gialli di loro. Dovrebbe essere uno sport di contatto, eppure in Italia si fischia molto di più che in Inghilterra, con interpretazioni da omosessuali”. Anche per questo ora l’allenatore rischia una lunga squalifica, addirittura fino a 3 mesi.

L’INVITO DELL’ARCIGAY – Unanime il giudizio di condanna nei confronti di Sarri. Il presidente dell’Assoallenatori, Renzo Ulivieri, ha bacchettato il tecnico del Napoli, pur non definendolo un omofobo. Sono intervenuti anche molti politici, come il senatore del Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Istruzione, Cultura e Sport a Palazzo Madama: “Gli insulti rivolti da Sarri a Mancini non possono essere derubricati ad una banale lite tra tecnici. Il calcio ha un problema evidente di omofobia. Chi va in campo è tenuto a dare l’esempio. Per questo le parole usate dall’allenatore del Napoli e la giustificazione successiva vanno duramente censurate a tutti i livelli”. Parole simili anche dei colleghi di partito Luca Di Bartolomei e Daniela Sbrollini. Sul caso è intervenuta anche l’associazione Arcigay tramite Antonello Sannino, responsabile nazionale per lo sport, che ha rivolto un invito a Sarri: “Venga al corteo per l’uguaglianza e per le unioni civili in programma sabato a Napoli, è ora di dare un segnale”. Sannino si rivolge più in generale anche ai vertici della Federazione: “Arrivano sanzioni e squalifiche se vi è un coro razzista, ma nessun provvedimento di fronte a un insulto omofobo. È ora di cambiare qualcosa: quello che è successo tra Sarri e Mancini avviene con una insopportabile frequenza nel mondo del calcio ed è ora di rendere questo paese civile e moderno”.

Francesco Carci

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