venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA POSTA IN GIOCO
Pubblicato il 28-01-2016


Immigrati EuropaLa forbice dell’asse Parigi-Berlino rischia di chiudersi sulla testa dell’italia, lo sa bene il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi che proprio per questo volerà domani dalla cancelliera Angela Merkel.
Renzi anticipa le questioni che saranno in discussione sul tavolo della colazione di lavoro in un’intervista alla Faz «Frankfurter Allgemeine Zeitung», in uscita domani, citando la questione dei profughi che sta lentamente sfaldando l’Unione europea.
“Sarei grato se Angela e Francois potessero risolvere tutti i problemi, ma purtroppo non funziona così”, afferma il Presidente del Consiglio riguardo l’asse Parigi-Berlino e aggiunge: “Se per esempio si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi, non può bastare se Angela prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa”.

“Il messaggio di Renzi è chiaro: abbiamo fatto la nostra parte, ora tocca agli altri. Quando
l’italiano arriverà a Berlino domani, Angela Merkel cercherà di fargli cambiare idea. E troverà un osso duro”. Con questo passaggio, dedicato alle titubanze dell’Italia verso il pagamento della quota dei 3 miliardi per la Turchia, il settimanale tedesco ‘Die Zeit’ descrive la parabola di Matteo Renzi da “ragazzo modello del Sud Europa” a “giovane uomo arrabbiato”.
L’irritazione dell’inquilino di Palazzo Chigi è chiara, Renzi non vuole fare da spettatore mentre oltralpe si decide di questioni che riguardano per prima proprio l’Italia, come il problema dei profughi. Roma è stata messa “alla berlina” per la gestione degli sbarchi, ma adesso è proprio la Germania a non rispettare le regole e a chiedere “flessibilità” su uno degli assi portanti dell’Ue: il trattato di Schengen sulla libera circolazione. La stessa flessibilità voluta dall’Italia dall’Ue nella valutazione dei conti pubblici decise l’anno scorso dalla Commissione. Lo scoglio del via libera è arrivato proprio dalla Germania, tanto da essere etichettata da Renzi come “egoista”. La questione economica italiana è stata anticipata dall’intesa sulle banche raggiunta questa settimana tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e la commissaria Ue alla Concorrenza Margarethe Vestager, tuttavia sono ancora altri i conflitti aperti dal punto di vista economico per Roma.
Primo fra tutti quello che riguarda la Russia e la fine del South Stream che non pochi danni ha provocato all’Italia. In quel caso Roma si è allineata ai Paesi dell’Est portando avanti la questione davanti alla Commissione europea che ancora una volta ha lasciato in sospeso il problema dela corsia preferenziale garantita al raddoppiamento di North Stream, la ‘pipeline’ che porta il gas russo in Germania, rispetto alla bocciatura di South Stream, che lo avrebbe invece portato in Italia. Un altra carta in mano ai tedeschi è quella libica, Tripoli è di massima importanza per l’Italia e Berlino non solo ha in mano la questione per via dell’inviato speciale Onu Martin Kobler, ma potrebbe far da argine alle continue ingerenze francesi.
Insomma Renzi potrà battere anche i pugni sul tavolo come in Europa, ma il rischio è come in quel caso di essere attaccato e messo a tacere. Tuttavia Renzi ha ancora delle carte da giocare a suo favore, come quella sugli aiuti alla Turchia per la gestione dei campi profughi per siriani, bloccati dal veto iatliano. Dei 3 miliardi di euro complessivi che l’Ue si è impegnata a dare ad Ankara, l’Italia ne dovrebbe versare quasi 300 milioni.
Inoltre la sfida di Renzi alla Merkel potrebbe raggiungere Bruxelles, dove il malumore per una gestione tedesca dell’Ue potrebbe alla fine risultare contagioso, ma per il momento il solo fuoco incrociato che si è visto sulla Cancelliera è stato in patria, mentre anche i timidi tentativi da parte della Grecia di alzare la testa sono stati abbattuti da Berlino, e da tutti gli altri Paesi, volenti o nolenti.
Per quanto riguarda la linea da seguire per i profughi, se la Germania non fa da maestra, sta comunque seguendo la strada intrapresa dagli altri Paesi del Nord Europa. Oggi il ministro dell’Interno svedese, Anders Ygeman, ha annunciato un rimpatrio di massa, 60 mila richiedenti asilo la cui domanda è stata bocciata, “ma la cifra potrebbe arrivare fino a 80 mila”. Il Paese, che conta meno di 10 milioni di abitanti, solo nel 2015 ha accolto 163 mila richiedenti asilo. La media delle domande di protezione internazionale bocciate, ha sottolineato il ministro, è del 45 per cento, per cui è legittimo attendersi oltre 70 mila dinieghi.
Tornando all’incontro di domani, a rischio non c’è solo la politica estera italiana, e nemmeno il ruolo dell’Italia in Europa, ma la stessa figura di Renzi. Da diversi giorni le indiscrezioni della stampa parlano della crescente insofferenza della Cancelliera verso l’omologo italiano, convinta che le sue uscite siano motivate prevalentemente dal tentativo di raccogliere consenso in patria. Mentre sarebbe sempre più solida la sua stima per l’Alta rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini, che non a caso incontrerà oggi, prima di Renzi.

Maria Teresa Olivieri

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