domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti, la Norvegia li rispedisce in Russia
Pubblicato il 20-01-2016


Migranti dalla Norvegia in Russia

Migranti dalla Norvegia in Russia

La questione dei migranti si fa sempre più tesa e sta ormai mettendo seriamante in crisi gli accordi di Schengen. L’ultimo passo è stato compiuto dal governo austriaco che ha deciso di introdurre un tetto ‘limite’ al numero di richiedenti asilo nel Paese: fino al 2019 non potranno essere più di 127.500. La misura si accompagna alla sospensione ‘temporanea’ degli accordi di libero transito, misura già adottata da Danimarca, Germania, Francia e Norvegia che ha rispedito in Russia un gruppo di 60 richiedenti asilo giunti il mese scorso in un gruppo di 5 mila migranti. Per tentare di arginare la situazione il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ha chiesto che venga convocato un vertice straordinario dei leader europei per affrontare la crisi.

Quanto alla Norvegia almeno 60 persone richiedenti asilo sono state rispedite oltre la frontiera russa a bordo di un autobus. La decisione era stata presa dal governo di Oslo lo scorso mese di novembre e riguarda complessivamente circa 5.000 persone che erano arrivate dalla Russia. La decisione è stata criticata dall’Onu perchè contraria alla convenzione sui rifugiati.Cartina confine Norvegia Russia

Dalia Asaad, rifugiata siriana, ha dichiarato a EuroNews: “Qualcuno può spiegarmi perché proprio la Russia? Vorrei davvero saperlo. Perchè la Russia?”. “Non abbiamo soldi dice invece Rami Haddad, arrivato dalla Giordania – nessun posto dove andare. Non parliamo il russo e una volta che avremo passato il confine nessuno ci aiuterà”.

I rifugiati sono rimasti in attesa dell’espulsione nel campo di Kirkenes dove le temperature hanno raggiunto in questi giorni i 30° sottozero. Nel 2015 la Norvegia ha ricevuto circa 30.000 domande d’asilo.

Intanto ieri il terzo hotspot italiano è diventato operativo a Pozzallo mentre non si è ancora sciolto il nodo sulla quota italiana di 300 milioni dei tre miliardi di aiuti che l’Ue vuole dare alla Turchia per approntare i campi per i migranti sul suo territorio ed evitare che raggiungano il nord Europa.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, Berlino preme su Roma: “Riteniamo necessario – ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert – che si concluda velocemente l’accordo” sulla Turchia. “L’Ue – ha aggiunto il ministro per gli Affari Europei di Ankara, Volkan Bozkir – deve risolvere i suoi contrasti interni e mantenere le promesse fatte” alla Turchia in merito all’accordo sui migranti, che prevede il trasferimento di 3 miliardi di euro per la gestione della crisi. “Il metodo che useranno in relazione all’accordo è una questione interna all’Ue”, ha aggiunto Bozkir, sostenendo che la Turchia ha già rispettato la sua parte dell’accordo.

“Stiamo tutti lavorando molto duramente per sbloccare i 3 miliardi per la Turchia” ha detto a sua volta Mark Rutte, il premier olandese che in questi mesi ha la presidenza di turno dell’Ue, riferendosi al contenzioso con Roma che chiede che i trecento milioni non entrino nel calcolo del deficit pubblico, richiesta peraltro che sarebbe stata già accolta a Bruxelles.

Comunque secondo il Fondo monetario internazionale (FMI), non tutto il male vien per nuocerfe perché il flusso dei migranti che cercano asilo in Europa può avere un immediato effetto di crescita per l’economia. L’effetto per l’Unione europea sarà “modesto” nel complesso, con una crescita del pil di uno 0,1% nel 2017, ma avrà invece un effetto “più pronunciato nei Paesi di destinazione”. Costi modesti che verrebbero largamente compensati dai benefici in termini di crescita. I costi di bilancio nel breve termine per gli Stati che si prenderanno cura di chi cerca asilo – afferma il FMI – potrebbero salire per i Paesi europei fra lo 0,05% e lo 0,1% del nel 2015 e nel 2016. Per l’Italia sono stati dello 0,17% del pil nel 2014, dello 0,20% nel 2015 e sarebbero dello 0,24% nel 2016.

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