sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Svezia e Danimarca sospendono Schengen
Pubblicato il 04-01-2016


schengenRiaffiora in questo 2016 di nuovo il problema tutto europeo dei migranti, ma stavolta a mettere i “muri” sono inaspettatamente Svezia e Danimarca che hanno sospeso lo Schengen ai propri confini.

Per la prima volta dagli Anni Cinquanta Stoccolma ha reintrodotto controlli di identità a bordo di traghetti, bus e navi provenienti proprio dalla Danimarca e all’ingresso del ponte di Oresund che collega Copenaghen e la città svedese di Malmo. Appena pochi mesi fa il premier svedese Stefan Löfven diceva: “La mia Europa accoglie le persone che fuggono dalla guerra, la mia Europa non costruisce muri”.

La Danimarca a sua volta ha riavviato i controlli nei riguardi della Germania, i controlli danesi sono scattati alle 12:00 di oggi e saranno in vigore fino al 14 gennaio per decisione del premier Rasmussen. Copenaghen ha inviato una lettera di notifica a Bruxelles ed il commissario all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos ha avuto una conversazione col ministro competente che non sembra aver battuto ciglio.

Se l’Europa appare tranquilla, di tutt’altro avviso è il governo tedesco sempre più irritato da questo tipo di iniziative: “Schengen è molto importante ma è in pericolo”, ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri di Berlino, Frank-Walter Steinmeier. Il portavoce ha chiarito di non voler dare giudizi riguardo alla decisione e aggiunto che il meccanismo di Schengen “è molto importante ma è in pericolo a causa del flusso di profughi”. “La soluzione non sarà trovata ai confini nazionali fra il Paese A e il Paese B”, ha poi concluso.

“La decisione della Svezia di rintrodurre i controlli con la Danimarca e quella danese di chiudere la frontiera con la Germania sono un grave precedente che mina la libertà di circolazione delle persone, uno dei principi fondamentali dell’Unione europea e uno dei fatti più tangibili per i cittadini”. Lo ha detto Pia Locatelli capogruppo della componente socialista alla camera e presidente del Comitato diritti umani.

“Questa volta non si tratta di emergenza terrorismo, ma di impedire l’ingresso ai profughi e ai richiedenti asilo. Non possiamo accettare la nascita di questi nuovi muri: serve una soluzione comune in termini di accoglienza, sia per dare risposte a chi fugge da guerre e persecuzioni, sia per salvaguardare Schengen e la libertà di movimento dei cittadini europei. Ce lo impone la legislazione internazionale e ce lo impone il rispetto dei diritti umani”. Conclude la deputata socialista.

Redazione Avanti!

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