martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Minoranza Pd: commissioni sotto il segno di Verdini
Pubblicato il 21-01-2016


renziverdiniDopo il voto al Senato sulle riforme Verdini passa all’incasso. I numeri usciti, nonostante i proclami del presidente del Consiglio che ne ha sottolineato l’epocale valenza con un altisonante “qui si fa la storia”, dimostrano che senza il soccorso di Verdini e dei suoi, la riforma non sarebbe passata. Con tutte le conseguenze del caso. In sostanza lo ha tratto da un bell’impaccio traghettando una parte di voti da Forza Italia, che in prima lettura aveva votato a favore dell’impianto di riforma disegnato dal ministro Boschi, ad Ala, un gruppo intermedio, non di maggioranza ma neanche di opposizione. Una sorta di cuscinetto da usare alla bisogna.

Verdini, che è uomo concreto, è passato a riscuotere. E quale occasione migliore del rinnovo delle presidenze delle commissioni del Senato? Rinnovo che, causalmente, era stato rimandato, guarda caso, al giorno successivo il voto sulle riforme. La componente verdiniana incassa, nientemeno, tre vicepresidenze. E subito osno arrivate lo  polemiche da parte di Forza Italia con Paolo Romani che afferma: “Ala entra in maggioranza”. Ma anche la minoranza Pd va all’attacco: “Ieri il voto di Verdini & company al Senato, decisivo ai fini del raggiungimento della maggioranza assoluta. Oggi la elezione di tre vice presidenti delle commissioni al Senato appartenenti al gruppo Ala. Forse è il caso che Renzi ci dica se esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo e che comprende anche Verdini. Se è così si deve aprire un dibattito pubblico e in Parlamento”. Afferma Roberto Speranza, deputato che guida la minoranza Pd. Ma Zanda replica: “Paolo Romani sa bene che in Parlamento chi vota la fiducia al governo è in maggioranza, chi non la vota è all’opposizione”. “Romani sa anche bene che le vicepresidenze delle commissioni, per prassi, vanno in parti uguali a parlamentari di maggioranza e di opposizione. Non capisco quindi cosa Romani vada dicendo su fantomatiche nuove maggioranze in Senato”, aggiunge Zanda.

A chiudere la polemica il presidente del Consiglio Matteo Renzi che a Porta a Porta afferma: “Verdini non è entrato in maggioranza”. E poi aggiunge:”La maggioranza costituzionale è sempre più ampia di quella politica, tutte le volte che votiamo sulle riforme ci sono maggioranze un po’ diverse. Non vedo la notizia”.

Ginevra Matiz

Le nuove commissioni

– Anna Finocchiaro (Pd) è stata confermata presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. La senatrice ha avuto 18 voti, mentre sei sono andati a Luigi Zanda, capogruppo del Pd a Palazzo Madama. Quattro le schede bianche.

– I senatori del Pd Mauro Maria Marino e Giorgio Tonini sono stati confermati presidenti, rispettivamente, delle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato. La conferma a quanto si apprende è giunta con 18 voti favorevoli in ciascuna Commissione.

 – Antonio Razzi (Fi) è stato eletto segretario della Commissione Esteri del Senato, assieme al collega Francesco Amoruso (Ala). Pier Ferdinando Casini è stato rieletto presidente della Commissione Esteri del Senato. Per lui 21 preferenze, a cui si aggiungono 3 schede bianche. Come vicepresidenti sono stati confermati Paolo Corsini (Pd) e Peppe De Cristofaro (Sel).

– Nicola Latorre è stato rieletto presidente della commissione Difesa del Senato. Per lui 20 preferenze, alle quali si sono aggiunte tre schede bianche. Vicepresidenti della commissione sono stati eletti Giuseppe Compagnone (Ala) con 15 voti e Vincenzo Santangelo (M5S) con sette voti. Il senatore del Pd Felice Casson e il senatore del M5s Maurizio Buccarella sono stati eletti vicepresidenti della Commissione Giustizia del Senato rispettivamente in quota maggioranza e in quota opposizione. Casson è stato eletto con 11 voti mentre al pentastellato Buccarella sono andati 13 voti della Commissione.

– Il senatore di Ncd Nico D’Ascola è stato eletto con 14 voti presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. Il risultato è arrivato alla seconda votazione. Nella prima, infatti, il parlamentare era arrivato a quota 13. Ma, come assicura il capogruppo Renato Schifani, “D’Ascola alla prima votazione non si era votato”. 5 voti sono andati a Felice Casson (Pd).

– Andrea Marcucci è stato rieletto presidente della Commissione Cultura del Senato, con 19 preferenze, a cui si aggiungono due schede bianche. Vicepresidenti sono stati eletti Marco Marini (Fi) e Franco Conte (Ap).

 –  A sorpresa Altero Matteoli (Fi) è stato confermato presidente della commissione Trasporti del Senato, battendo il candidato della maggioranza Vittorio Fravezzi. Per il primo 12 voti, tra cui quelli di Sel, per il secondo nove.

– Il senatore di Area popolare Ncd-Udc, Roberto Formigoni è stato confermato con 18 voti presidente della Commissione Agricoltura del Senato, a cui si sono aggiunte 4 schede bianche. Come vicepresidenti sono stati eletti la senatrice del Pd Leana Pignedoli con 13 voti, e la senatrice di M5S Elena Fattori con 5 voti. Segretari sono risultati eletti Franco Panizza delle Autonomie con 13 voti e la senatrice di Gal Monica Casaletto con 5 voti.

– Emilia De Biasi (Pd), è stata rieletta presidente della Commissione Sanità del Senato, con 23 voti su 24. Vicepresidenti sono stati eletti Maurizio Romani (Idv) e Maria Rizzotti (Fi). Segretari Manuela Granaiola (Pd) e Paola Taverna (M5s).

– Giuseppe Marinello, senatore di Ap, è stato confermato presidente della Commissione Ambiente del Senato, con 19 voti. Vicepresidenti sono stati eletti Massimo Caleo (Pd) e Vittorio Ziza (Cor).

(Ansa)

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