venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Naziskin scatenati. Dubbi e ‘bufale’ sui fatti di Colonia
Pubblicato il 12-01-2016


Colonia manifestazioni antimmigratiC’è stata una regia unica delle aggressioni nella notte brava di Colonia? Non si sa ancora e le versioni della polizia federale e di quella locale sono contrastanti. Per ora i fermati sono solo 19 a fronte di oltre 500 denunce. I naziskin intanto alzano la tensione con rappresaglie antiarabe e dopo quelli di domenica oggi gli scontri si sono ripetuti a Lipsia. Clamoroso infortunio de La7 e di alcuni giornali online che spacciano come documento delle aggressioni a Colonia un video girato a piazza Tahir in Egitto quattro anni fa. La Bild pubblica i verbali delle denunce con particolari scabrosi. La voglia di criminalizzare i migranti è fortissima quanto quella di fare audience a tutti i costi.

Il capo del Bundeskriminalat, l’ufficio federale dell’anticrimine, Holger Muench, in un’intervista a Rbb Inforadio, ha smentito la polizia di Colonia: “Le aggressioni di San Silvestro erano organizzate”. “È chiaro – ha aggiunto ripetendo quanto già affermato dal ministro degli interni – che gli aggressori sono arrivati da più regioni, a Colonia come in altre città. Normalmente una cosa del genere viene organizzata sui social network”. Per la verità nessuno ha ancora esibito prove di quella che appare più una teoria che una ricostruzione dei fatti perché si sa soltanto che molti immigrati si sono dati appuntamento in piazza per festeggiare, ma non che ci fosse un accordo per aggredire le donne. Ieri il capo dell’anticrimine del Nordreno Westfalia, nel rapporto presentato a una seduta speciale del parlamento regionale, aveva spiegato che dalle indagini non risultava ancora che gli attacchi fossero stati “organizzati o guidati”.

La polizia sta setacciando comunque messaggi email, sms e post in arabo e tedesco, ma anche in inglese, che sono circolati nelle ore immediatamente precedenti il Capodanno per rintracciare un collegamento fra gli episodi accaduti non solo a Colonia, ma anche in altre città tedesche per capire se davvero ci sia stata una ‘regia’ unica. La maggior parte dei sospetti, spiegano gli investigatori, sono migranti non arrivati di recente ma da anni, come dimostrano le conoscenze delle vie dove sono avvenute le molestie.

In base ai dati forniti dal ministro regionale per ora sono 19 le persone accusate ufficialmente per le molestie e di queste 10 sono richiedenti asilo e 9 sono presunti clandestini. Quattro sono accusate anche di furto. Il tutto a fronte di oltre 500 denunce che per il 40% ha avuto implicazioni di carattere sessuale.

BildLa Bild, un giornale con un forte taglio scandalistico, ha pubblicato un elenco con le descrizioni delle denunce, con particolari crudi sulle ‘attenzioni’ cui sono state sottoposte le donne, destinati a solleticare la morbosità dei lettori. In moltissimi casi comunque alle molestie sessuali si è unito il furto di effetti personali, soprattutto soldi e telefonini.

Un clima pesante comunque che ha già prodotto i suoi frutti avvelenati facendo salire moltissimo la tensione. Domenica sera è scattata la ‘rappresaglia’ dei naziskin con una ventina di uomini che ha circondato sei pachistani picchiandoli a sangue. Una ventina di minuti dopo, altri cinque hanno aggredito un siriano di 39 anni finito in ospedale. In questi come in altri casi analoghi, la polizia ha il sospetto che le aggressioni siano collegate tra loro, ovvero siano state organizzate da qualche movimento di estrema destra che sui social network aveva lanciato ‘appelli’ per dare vita a ‘ronde’ contro gli stranieri, meglio se di colore e arabi.

Il ministro della Giustizia, Heiko Maas, ha lanciato un appello chiedendo di non permettere a neonazisti e altri gruppi di estrema destra di strumentalizzare quanto accaduto la notte di San Silvestro. “Non possiamo lasciare campo libero a incendiari estremisti”. Quanto avvenuto fa pensare – ha detto Maas – che ci sia gente che aspettava solo che succedesse qualcosa del genere per esprimere a briglie sciolte il proprio odio razziale.

In queste è tornato di attualità un termine che era stato usato durante i fatti della ‘primavera araba’, in particolare durante la sommossa in Egitto che aveva avuto il suo epicentro, anche mediatico, in piazza Tahair. Il termine è “taharrush gamea”, che per l’appunto descrive la molestia sessuale nei confronti di una donna e molti ricordano quanto accadde in piazza a una giornalista americana, Lara Logan. Un clima che non solo sta facendo crescere le tensioni razziste in Germania, ma che ha anche portato fuori strada importanti testate giornalistiche per il desiderio incontrollato di fare ascolti.

Tg La7 video bufala su Colonia

Il video, non più accessibile, era titolato “Colonia, il video della furia del branco contro le donne”

Tg e giornali online hanno mandato in onda e in rete un video che risale appunto ai fatti di piazza Tahir e che è stato invece spacciato come testimonianza della notte brava di Colonia. Nel video, girato con un cellulare, si vede una donna bionda circondata da decine di uomini che la molestano e la disperazione di quest’ultima che cerca di divincolarsi. La ‘bufala’ – il video è su You Tube dal 2012, è stato diffuso anche in un tg de La7 in cui veniva presentato con queste parole: il video “mostra chiaramente quello che è successo a Colonia”, ma anche che “probabilmente si tratta di uno dei 516 casi di violenza della notte di Capodanno”. Il grave infortunio giornalistico non è rimasto isolato, ma è finito anche in alcune testate on line tra cui l’Huffington Post, il Giornale, il Secolo d’Italia.
L’8 gennaio 2016, dopo che il video aveva ripreso a circolare, la fotogiornalista tedesca Julia Leeb ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un messaggio in cui spiegava di essere lei la donna nel video e che la scena era stata registrata nel 2102 al Cairo, in Egitto, dove si trovava per lavoro.

A fronte di questa insana corsa alla demonizzazione degli immigrati e all’audience a tutti i costi, fa da contraltare però l’incredibile sottovalutazione dei fatti nella notte di San Silvestri quando la polizia di Colonia in un tweet lanciato nella mattina del primo gennaio annunciava trionfalmente che tutto si era svolto pacificamente!

Intanto arriva anche qualche protesta e molti dubbi sui fatti e sulla ricostruzione politica di quanto avvenuto.
“Dal governo tedesco ci aspettavamo una maggiore solidarietà. Quello che è successo ha effettivamente dei contorni poco chiari”. A dirlo all’agenzia Dire a proposito degli eventi della notte di capodanno a Colonia in Germania è il presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), Foad Aodi. “Quello che chiediamo al governo tedesco – ha detto ancora – è di indagare sulla vera matrice di quanto accaduto: se dietro ci fosse un disegno politico bene preciso contro la Merkel, se fossero casi isolati e se tutto questo è opera dell’Isis”.

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