venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LIBERI E LAICI
Pubblicato il 29-01-2016


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Dopo la manifestazione nelle piazze italiane a favore delle unioni civili della scorsa settimana, arriva la risposta di chi è contrario od ogni forma di riconoscimento che sia diversa da quella del matrimonio. Si tratta dello stesso fronte che ha fatto fallire, nel corso degli anni, ogni tentativo di legiferare in materia: dai Dico ai Pacs sono molti i disegni di legge chiusi e sepolti negli archivi parlamentari. Eppure in quasi tutta Europa la materia è regolata da anni. Anche nella cattolicissima Spagna, dove la legge venne varata con un governo di centrodestra, quello guidato da Aznar.

Alla vigilia del Family day al Circo Massimo a Roma, è puntualmente intervenuta la Cei. “L’equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili – con l’introduzione di un’alternativa alla famiglia – è stata affrontata all’interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente”. Così ha affermato a conclusione del Consiglio episcopale. Negli interventi “si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l’identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale”.

Le unioni civili, dopo  un approdano in Aula al Senato per una manciata di ore, entreranno nel vivo la prossima settimana al Senato. Un confronto che rischia di essere particolarmente duro sul nodo della stepchild adoption: il rischio è quello di portare il testo ad un voto senza aver raggiunto un accordo e, per giunta, con la potenziale trappola dello scrutinio segreto. E da martedì, con le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità, si capirà la consistenza della maggioranza trasversale Pd-M5S-Sel che sostiene il testo. Ogni modifica al testo Cirinnà potrebbe intatti incrinarla in modo irrimediabile. Un tema delicato, sui cui il Pd ha sensibilità diverse.

Riccardo Nencini-Partito Socialista

Il segretario del Psi Riccardo Nencini si augura che nella manifestazione del Familiy day “ci siano gli stessi toni che ho sentito sabato scorso nella manifestazione a favore delle unioni civili dove ho sentito toni di grande civiltà e libertà”.

La Cei è intervenuta alla vigilia del Family day…
“Nella Chiesa vedo due posizioni marcate e differenti. Quella dei vertici delle Cei contraria alla stepchild adoption e ostile al riconoscimento delle unioni civili e la posizione di Papa Francesco più attenta e aperta verso questo tema”.

La settimana prossima inizia il dibattito parlamentare…
“La cosa più probabile è che non ci sia spaccatura sulle unioni ma ci sarà sulla stepchild adoption. Quindi è probabile che si creeranno maggioranze diverse. Noi ci batteremo affinché la legge non venga azzoppata. Il testo base è una soluzione che rappresenta il minimo sindacale”.

Pia Locatelli, capogruppo della componente socialista alla Camera ha ricordato che “i socialisti sono per le unioni civili dal 1988 quando con Alma Cappiello presentammo una proposta di legge per le coppie di fatto, sia omosessuali sia eterosessuali, e oggi che finalmente la legge arriva in Aula non accetteremo passi indietro”. “Qui non si tratta di mettere una piazza contro l’altra, o di creare spaccature tra laici e cattolici: i diritti delle persone sono trasversali alle appartenenze politiche e ai credi religiosi. Compito del Parlamento è fare leggi che li garantiscano e su questi temi è normale si creino anche maggioranze diverse”.

Per il capogruppo del Psi alla Camera vi è una differenzPia Locatellia sostanziale tra il Family day e la manifestazione per le unioni civili. “La differenza è che noi eravamo in piazza per difendere dei diritti. Mentre loro scendono  in piazza per negarli. Mi fa sorridere il ripensare al Familiy day di qualche anno fa, quando in piazza c’erano persone che amavano così tanto la famiglia da averne due o tre. Tutti hanno il diritto di manifestare. Per noi la famiglia è quella degli affetti. Le famiglie si evolvono e hanno connotazioni diverse che possono cambiare”.

Perché il socialisti sostengono questo ddl ?
“Intanto il testo Cirinnà e una mediazione al ribasso. Andavano incluse anche le coppie di fatto. In questo momento rimane aperto il grande tema del coppie eterosessuali. Noi siamo a favore della stepchild adoption. Non è concepibile che chi perde il genitore biologico non possa essere adottato. E per noi questo è un punto fondamentale”.

Se non passasse questo elemento della legge…
“Spero che non ci siano modifiche. Perché in caso saranno peggiorative. Credo che questa sia la soglia minima sotto la quale non si può scendere. In caso di modifiche al ribasso, quindi senza adozione del figlio, non la voto. Il parlamento di uno Stato laico deve fare leggi che garantiscano a tutti gli stessi diritti credenti e non. Ognuno poi è libero di usufruirne o meno, ma nessuno può impedire ad altri di avvalersene. La piazza del Family day esprime  l’opinione di una parte del mondo cattolico, ma non può pretendere che questa opinione venga imposta a tutto il resto del Paese. Il disegno di legge Cirinnà è volto a concedere anche in Italia quei diritti riconosciuti in tutta Europa, al Circo Massimo si vuole negarli in nome di Dio. Ma a Roma, nonostante la Cei, non governa una teocrazia”.

“La manifestazione di Roma – aggiunge la portavoce del Psi, Maria Cristina PisaniFamily day 2016 – per come è stata concepita, per le modalità, i contenuti e gli slogan enunciati è non solo un formidabile attacco ai diritti ma anche e soprattutto una grave lesione alla laicità del nostro stato. Nessuna obiezione al principio che la Chiesa eserciti legittimamente il proprio magistero ma è inaccettabile che  la CEI promuova, organizzi e supporti un evento di piazza con che ha come obiettivo il sabotaggio della promulgazione da parte del Parlamento di una civile legge dello stato. Non ci faremo intimidire, anzi pensiamo che sia giunta l’ora di mettere un freno al permanere di molestie clericali. Cominciando con l’affermare che è giunto il momento che il Concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica debba essere profondamente rivisto in alcuni dei suoi articoli. Continueremo a ribadirlo dove c’è amore, c’è famiglia”.

Daniele Unfer

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