sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Notizie in breve
Pubblicato il 15-01-2016


Palermo – Fine vita: Venturino chiede un registro DAT anche in Sicilia

Istituire e regolamentare il Registro regionale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT), il documento con il quale una persona maggiorenne, nel pieno possesso delle proprie capacità, manifesta espressamente ai propri medici curanti la propria volontà sui trattamenti sanitari a cui essere o non essere sottoposta nel momento in cui si trovasse in una situazione di perdita di coscienza ritenuta dai medici curanti non ragionevolmente reversibile. E’ la proposta di legge presentata in Assemblea regionale siciliana, che ha come primo firmatario il vice presidente vicario dell’Ars Antonio Venturino e sottoscritta dagli altri deputati del PSE Nino Oddo, Giovanni Di Giacinto e Antonio Malafarina.

La proposta di legge – che il Partito socialista italiano sta portando avanti attraverso la campagna “Libertà di essere, libertà di scegliere” in varie regioni italiane – disciplina, inoltre, le modalità di accesso al registro da parte del medico curante del dichiarante e da parte degli altri legittimati, indicati dal cittadino nella dichiarazione stessa.

“Le tecniche rianimatorie associate ad apparecchiature di sempre maggiore sofisticazione hanno strappato a morte certa un gran numero di pazienti – afferma Venturino – nel contempo, tali tecniche possono generare nei pazienti particolari condizioni di sopravvivenza biologica che possono  essere considerate non accettabili da parte del diretto interessato. Il mantenimento in vita, in queste condizioni artificiose è tecnicamente possibile, ma non si ritiene possa essere giuridicamente imposto al cittadino. Esiste nel nostro ordinamento un diritto costituzionale a non essere sottoposti a trattamenti sanitari ai quali non si sia acconsentito. Si tratta di un diritto fondamentale esplicitato dall’articolo 32 della Carta costituzionale. Il diritto al consenso informato si sostanzia anche nel diritto a rifiutare consapevolmente le cure mediche”.

Il testo di legge prevede che le aziende sanitarie si occuperanno dell’iscrizione della DAT nel Registro regionale, della memorizzazione della DAT sulla tessera sanitaria del dichiarante, delle modifiche e revoche e di informare e formare i medici di base in relazione al servizio di Registro regionale e alla DAT.

“Ritengo doveroso – conclude Venturino – che l’amministrazione regionale, che ha importanti e decisive competenze in materia di salute, si faccia carico di consentire alle persone di rendere edotti i propri medici curanti delle loro volontà sulle cure a cui essere o non essere sottoposti, anche laddove avessero perduto la possibilità di esprimere tali volontà direttamente e in maniera attuale. Questo servizio intende affermare la piena espressione della propria autodeterminazione in materia di salute e la sovranità del principio di laicità e libertà”.

SVEGLIATI ITALIA – E’  ORA DI ESSERE CIVILI
La Consulta aderisce con convinzione all’evento organizzato da Arcigay e Agedo, invitando a partecipare tutti per far sentire la nostra presenza e le nostre voci in un momento in cui si assiste al reazionismo compatto di coloro che vogliono limitare le libertà altrui, mentre l’Italia resta fanalino di coda in Europa per tutti quei temi che riguardano i diritti civili.
Banner 23 gennaio Unioni civiliQuesto il testo di presentazione della manifestazione:

L’uguaglianza non può più aspettare. Venite a dirlo anche voi!

Arcigay Nuovi Colori Onlus, Agedo Verbania Onlus, Consulta Laica e Arci. Vi aspettano il 23 gennaio in Piazza Ranzoni dalle 10,00 alle 18.00 per far sentire le nostre voci e le nostre presenze a favore delle persone LGBT, che non hanno ancora pari diritti nel nostro Paese.

Esserci significa contribuire a cambiare le cose!

Il 23 gennaio mobilitazione nazionale in numerose città italiane.

Non una ma tante piazze in tutta Italia per dare forza al traguardo dell’uguaglianza: in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama è previsto  un presidio in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, per testimoniare l’attenzione e l’apprensione per il dibattito in corso.

L’appello al Govero e al Parlamento:
“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.
Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.
La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.
Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.
Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.

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