martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Usa: sale l’occupazione. Stretta di Obama sulle armi
Pubblicato il 08-01-2016


occupazioneusaAumentano i posti di lavori in Usa con un salto a dicembre di 292.000 unità. Un aumento che va oltre le attese che si attestavano a 210.000 unità. Insomma l’economia degli Stati Uniti ha chiuso il 2015 con un forte boom di nuovi posti di lavoro e con un tasso di disoccupazione che si è mantenuto stabile ai minimi del 2008 al 5%. Nota negativa il livello dei salari che hanno registrato un calo. Il dato occupazionale dovrebbe confortare la Federal Reserve che il mese ha dato il via a una graduale normalizzazione della politica monetaria, con forse quattro mini-strette in programma nel corso dell’anno. Il Dipartimento del Lavoro ha anche rivisto al rialzo di complessivi ulteriori 50.000 posti i dati di ottobre (a 307.000 impieghi) e di novembre (a 252.000), facendo lievitare la media nell’ultimo trimestre a 284.000.

Altre misure del mercato del lavoro restano meno ottimistiche: il tasso di partecipazione alla forza lavoro è migliorato leggermente, lievitando al 62,6% dal 62,5%, ma resta sotto il 62,7% di fine 2014 e vicino ai livelli minimi dalla fine degli anni Settanta. Incerti sono stati anche gli aumenti salariali: i salari orari sono scivolati di un centesimo a 25,24 dollari il mese scorso rispetto a novembre, anche se sono saliti del 2,5% rispetto all’anno precedente. I guadagni occupazionali in dicembre, tuttavia, hanno riguardato molteplici settori: i servizi aziendali e professionali hanno aggiunto 73.000 dipendenti, le costruzioni 45.000, i servizi sanitari 39.000, la ristorazione 37.000. Il settore minerario ha invece perso 8.000 occupati. Un dato che come primo effetto ha avuto quello di far apprezzare il dollaro che ha ampliato i guadagni nei confronti dello yen e dell’euro.

Una buona notizia non solo per l’economia americana ma anche per la campagna elettorale dei Democratici che entra sempre più nel vivo. Il presidente Barack Obama, alla fine del suo secondo mandato, ha oggi nuovamente insistito sulla sua battaglia contro le armi facili. Tema su cui punterà con forza fino alla fine della sua presidenza. “L’epidemia di violenza da armi da fuoco rappresenta una crisi nazionale” ha scritto Obama sul New York Times tornando a difendere con forza la necessità di estendere il controllo sul possesso di armi da fuoco. “Una crisi nazionale di questa portata richiede una risposta nazionale. Ridurre la violenza provocata dalle armi da fuoco sarà difficile”. “Ma ci sono passi che possiamo compiere ora per salvare vite” e tutti “dobbiamo fare la nostra parte”, perché “abbiamo tutti una responsabilità”, ha scritto. Oltre all’impegno “come presidente, continuerò – ha sottolineato Obama – anche a compiere ogni azione possibile come cittadino. Non farò campagna, non voterò a favore, non sosterrò nessun candidato, anche nel mio stesso partito, che non appoggi una riforma sulle armi da fuoco”. “E se il 90 per cento degli americani favorevoli a questa riforma si uniranno a me, eleggeremo la leadership che meritiamo”.

++ Obama piange ricordando le stragi di bambini ++

Sono di due giorni fa le lacrime di Obama in diretta tv mentre ricordava le stragi causate dalle armi in America, come quella della scuola elementare Sandy Hook di Newtown. “Le lobby delle armi – ha detto – possono tenere in ostaggio il Congresso, ma non possono tenere in ostaggio L’America”.

Redazione Avanti!

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