sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Olimpiadi a Roma?
Chiediamo ai romani
Pubblicato il 06-01-2016


Olimpiadi RomaUna petizione per chiedere al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Commissario Straordinario di Roma Capitale Francesco Paolo Tronca di indire un referendum tra i romani sulla candidatura alle Olimpiadi è l’ultima iniziativa dei radicali per scongiurare un evento che in tutto il mondo, al di là dei benefici sul piano dell’immagine e del divertimento degli sportivi, si è trasformato quasi sempre in un colossale flop economico, con pesantissime ricadute sui bilanci pubblici. Fatta eccezione per le Olimpiadi in Gran Bretagna (2012), nelle ultime edizioni i giochi hanno macinato una quantità impressionante di denari con buchi miliardari nelle casse pubbliche che, come nel caso di Atene (2004), hanno a loro volta provocato effetti dirompenti sulla tenuta stessa dei conti economici del Paese. A guadagnarci quasi sempre sono stati solo gli investitori privati, gli sponsor, le imprese appaltatrici delle opere pubbliche. Non è un caso che a Roma, ad esempio, siano già scattati i soliti noti perché gli appetiti dei palazzinari, soprattutto in tempi grami come questi, sono fortissimi. Gli stessi interessi che hanno pesantemente condizionato le amministrazioni capitoline degli ultimi vent’anni, facendo sì che Roma crescesse senza servizi, in un caos urbanistico senza limiti, nutrendo al contempo una criminalità diffusa e ben organizzata e, soprattutto, ben collegata ai partiti, a cominciare da quelli più grandi.

“Negli ultimi 50 anni – scrivono nel documento che accompagna la richiesta di referendum – i budget presentati dalle città in sede di candidatura olimpica sono stati puntualmente sforati. Le spese effettive sono sempre lievitate rispetto alle previsioni iniziali, in alcuni casi anche dell’800%, con evidenti conseguenze sulle tasche dei cittadini. Per i Giochi di Sochi si è raggiunto il picco di 50 miliardi di euro. Per ripianare il deficit derivante dalle spese sostenute per organizzare i Giochi olimpici di Grenoble, i contribuenti francesi hanno dovuto pagare una tassa speciale per 24 anni, i canadesi del Quebec lo hanno fatto per 30 anni. I cittadini di Barcellona hanno dovuto versare negli anni 1,7 miliardi di tasse in più. Gli economisti ormai la chiamano ‘maledizione del vincitore’ perché la città che vince i Giochi non fa che aggravare la sua situazione economica”.

E non si capisce davvero perché Roma, o un’altra città italiana, visto il livello diffuso di corruzione e di incapacità amministrativa dovrebbe invece cavarsela. Qualcuno ricorda cosa è successo per le Olimpiadi invernali a Torino? O il caso Expo, per cui a tutt’oggi non si sa quanto denaro pubblico sia stato perso in un’avventura così mal gestita, ma così ben propagandata?

“Per le Olimpiadi del 2024 – scrivono ancora – l’Italia non ha ancora reso pubblico il suo dossier o le cifre ufficiali. Si ipotizza un budget di partenza tra gli 8 e i 10 miliardi”. Di partenza, appunto.

Ma non sono solo soldi che se ne vanno, tasse in più che pagheremo, siamo di fronte anche una questione politica importante che dovrebbe essere tra quelle nodali per costruire programmi e liste tra movimenti e partiti in vista delle prossime elezioni amministrative.
Carlo Correr

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