mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Olio tunisino, solidarietà penalizza i produttori italiani
Pubblicato il 27-01-2016


Olio-oliva-mosca-scarsoNon c’è davvero pace per i produttori olivicoli italiani. Come se già non bastassero batteri e infestazioni, a complicare la vita dei nostri agricoltori ci ha pensato il Parlamento Europeo, aprendo di fatto le porte ad una invasione di olio tunisino per i prossimi due anni.

La Commissione Commercio Internazionale di Strasburgo, infatti, con un voto a larghissima maggioranza (31 voti a favore, sette contrari ed uno astenuto) ha dato il via libera all’importazione a dazio zero di 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino per gli anni 2016 e 2017. Il parere della Commissione dovrà essere confermato dall’Aula con un voto previsto per fine febbraio ma, da quanto filtra, sembra assai difficile un passo indietro.

Il provvedimento, previsto dalla Commissione Europea, punta a favorire l’economia tunisina, seriamente compromessa dopo gli ultimi attentati terroristici. “È comprensibile che l’Europa voglia mettere in campo iniziative di solidarietà in favore di un Paese alle prese con una grave recessione, ma non possono essere gli olivicoltori italiani, già provati dalle crisi di mercato e dalle emergenze fitosanitarie, a pagarne le eventuali conseguenze negative”, afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. “La decisione della Commissione Commercio rischia di pregiudicare in maniera decisiva l’intero settore olivicolo e spalanca le porte alla contraffazione. Un’ulteriore stangata nei confronti dei nostri produttori”.

Oreste Pastorelli

il deputato socialista Oreste Pastorelli

In effetti, prima la procura di Torino e poi quella di Bari, hanno scoperto delle maxifrodi sull’olio extravergine venduto come italiano quando in realtà era miscelato con prodotti provenienti da Paesi extra Unione Europea. “Le filiere vanno controllate sin dalla produzione – sottolinea Pastorelli – prima della messa in commercio. Così facendo si andrebbero a salvaguardare le campagne di produzione di tante aziende oneste. I piccoli e piccolissimi produttori, poi, vanno tutelati con un sostegno commerciale”.

Secondo la Coldiretti, in Italia le importazioni di olio tunisino sono aumentate del 520 per cento solo nell’ultimo anno. “Nel periodo in cui l’Italia sta finalmente reagendo con forza alla contraffazione agroalimentare – prosegue il deputato socialista – ora arriva quest’altro fendente da parte dell’Europa. I parlamentari europei devono continuare sulla strada della salvaguardia del made in Italy, già intrapresa dal nostro Parlamento e dall’Esecutivo”.

Oltre al rischio di contraffazione, negli ultimi anni le aziende olivicole italiane hanno subito ingenti danni causati da emergenze fitosanitarie e infestazioni. In particolare il batterio della Xylella in Puglia e la mosca olearia nel Lazio e in Toscana  hanno messo in ginocchio interi raccolti. Per affrontare l’emergenza Xylella sono stati stanziati 13,6 milioni di euro. Secondo Pastorelli “gli investimenti per affrontare l’emergenza sono un ottimo segnale da parte delle Istituzione. Ma occorre investire di più sulla ricerca. In questo senso il piano del Governo annunciato due giorni fa dal ministro Martina rappresenta un ottimo punto di partenza. L’auspicio, inoltre, è che si possa avere presto un chiarimento dalla Corte di Giustizia Europea alla quale si è appena rivolta il Tar del Lazio, sospendendo il giudizio sui ricorsi dei proprietari di terreni in cui ci sono piante non infette ma comunque inserite nel vecchio piano anti-Xylella”.
Francesco Glorialanza

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento