domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Orizzonti di gloria?
Pubblicato il 07-01-2016


Qualche considerazione politica su di noi. Leggo in giro un insieme di generose, o strumentali, illusioni. Ci sono coloro che lanciano la crociata della presentazione ovunque del simbolo socialista, dunque. Tranne naturalmente nel comune dove si candidano. Ragioniamo. Questa legge elettorale, che forse cambierà e forse no, prevede la fine delle coalizioni e il premio alla lista. Se non cambia dovremmo presentare una lista del Psi fuori da tutto. Esattamente come nel 2008. Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché dovrebbe prendere più voti oggi?

Non l’abbiamo presentata quando le coalizioni erano previste e lo sbarramento era solo del 2% con possibilità di recuperare la prima lista sotto il due. Tabacci con lo 0,5 elesse sette deputati. Fu un errore? Io mi schierai allora a favore della presentazione della lista. La maggioranza di coloro che oggi lanciano lo slogan “O lista socialista o morte” allora si schierò a favore della presentazione di candidati nelle liste del Pd. E qualcuno di loro fu anche candidato. Mi spiegate perché oggi sarebbe invece naturale presentare una lista socialista quando non è possibile coalizzarla e lo sbarramento è salito al 3%?

Qualora la legge cambiasse, o anche se non dovesse cambiare, potremmo invece puntare a una lista di coalizione con altri segmenti o movimenti o partiti del centro-sinistra che ci consenta di poter realisticamente puntare a raggiungere il quorum previsto. La ritengo l’unica via per evitare l’ingresso, come nel 2013, di nostri candidati nelle liste del Pd. Lo spettro può essere analizzato a tutto campo e abbiamo tutto il tempo per poterne ragionare insieme. Quello che mi sfugge è la ragione di accapigliarci, mentre tra pochi mesi si voterà per le amministrative nelle principali città italiane, sul “che fare” e con chi alle politiche del 2018. Si tratta di una evidente forma di distonia o di un bisogno di polemica in vista del congresso? Siamo una piccola formazione politica che non credo abbia subìto più di tanto la recente separazione di qualche dirigente in rotta sul Pd o di qualche altro ripiegato su Vendola. Siamo una piccola formazione politica che tutto abbisogna tranne che di polemiche distruttive.

Possono, queste ultime, favorirne una crescita e un rilancio? Se questo fosse il vero intento allora perché non incoraggiare, anche attraverso la critica che personalmente non ho mai ovattato dalle pagine dell’Avanti, una generale e costruiva riflessione sulle nostre mancanze, sui nostri limiti, su talune nostre colpevoli distrazioni? Ad esempio, su uno sviluppo non pienamente soddisfacente della nostra conferenza programmatica che pure aveva sfornato decine di idee e animato un corpo di partito tutt’altro che rassegnato. Perché non aiutare l’Avanti e Mondoperaio che con immani sacrifici stiamo tenendo in piedi? Perché non partecipare più attivamente alle attività di elaborazione politica a cominciare dall’associazione Interessi comuni che abbiamo messo in campo ben prima che esplodesse lo scandalo delle quattro banche?

Si preferisce parlar d’altro. Cioè delle elezioni del 2018, che magari si terranno in ben altra condizione politica e istituzionale. Cioè di un pacco vuoto senza preoccuparsi di ciò che contiene e senza occuparci del più prossimo impegno. Scrutiamo il futuro immaginando orizzonti di gloria senza vedere il presente nel quale rischiamo di impigliarci. Lo ritengo un errore. E come sempre mi permetto di segnalarlo.

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Commenti all'articolo
  1. identità socialista Direttore, lasciamo perdere pseudo coalizioni senza marchio né storia. Lavorare sul marchio PSI – sempre e convinti – e sulla identità socialista, per qualche anno. I risultati verranno.

  2. Registro positivamente lo spirito di ragionevolezza che alimenta il fondo suesposto.
    Mi sento di suggerire, tuttavia, l’esigenza di iniziare a preparare anche le elezioni del 2018, magari dando pieno sviluppo al portato della nostra conferenza programmatica.
    Solo così, a ridosso delle elezioni politiche, valutando il peso raggiunto dal nostro partito, sarà possibile scegliere consapevolmente il percorso elettorale più idoneo.
    Raccogliere senza seminare è solo un miracolo agronomico.

  3. Questa volta concordo con te. E’ prematuro parlare di elezioni politiche, e una cosa sono i temi culturali per fare in modo che il partito torni ad essere una componente politica di sinistra Socialdemocratica e non soltanto riformista come troppo spesso si nasconde la parola SOCIALISTA. Rileggersi gli interventi di Nenni, Saragat e Pertini farebbe bene anche all’associazione interessi comuni che personalmente non conosco. Comunque siamo soltanto all’inizio del 2016 e avremo tempo per discuterne.

  4. Ciò che induce a differenziarsi o, addirittura, a seguire una strada diversa è la sequela di scelte opinabili operate finora dalla direzione o dalla Segreteria del Partito. La mia posizione di semplice iscritto, decisamente contraria alla candidatura di socialisti nella lista del PD, alle ultime elezioni politiche, come prezzo pagato a Bersani per favorire la presentazione di una lista Tabacci, è testimoniata dalle decine di commenti pubblicati su Facebook sui siti del Partito. Ebbi l’impressione che la mia fosse una posizione isolata in quanto non trovò consensi o apprezzamenti da parte di alcuno. Né ricordo di aver letto di posizioni analoghe assunte da nostri dirigenti. E già quella scelta infelice, addirittura antipartito, avrebbe dovuto indurre, dopo i risultati elettorali, alle dimissioni del Segretario e della direzione nazionale. Ma, ci sono state, nella legislatura in corso, altre scelte in profonda contraddizione con i valori e la cultura cui ci ispiriamo: parlo del Jobs Act, della legge elettorale, della riforma istituzionale e costituzionale, degli 80 euro elargiti senza alcun criterio selettivo che tenesse conto del reddito del nucleo familiare, dell’abolizione della tassa sulla prima casa, a prescindere dal valore della stessa e dal reddito del proprietario, della sopravvivenza, di converso, di pensioni da fame e non degne di un Paese che si dice industrializzato. Per non dire delle posizioni di supina acquiescenza o di complice silenzio rispetto ad atteggiamenti antisindacali, antiprogressisti, antisocialisti, discriminatori sia a livello centrale che a livello locale nei nostri confronti. Davanti ad una siffatta interpretazione del quadro del Partito, soggettiva quanto si vuole, c’è chi, rassegnato, abbandona per seguire strade diverse e chi aspetta il Congresso in attesa che tutto cambi, per poi decidere.

  5. Premetto che qui a Roma e nel Lazio, prima che qualcuno provvedesse a distruggere il Partito, le liste PSI venivano presentate ed in genere eleggevano. Ciò detto, vedo da parte tua il solito vizio di fornire una rappresentazione caricaturale delle posizioni altrui. Altro che parlare solo del 2018. Abbiamo chiesto quale sia la linea politica del PSI oggi e non c’è risposta. C’è ancora il mitico patto federativo? Si cerca un accordo con Alfano, come è stato detto? Con Della Vedova e i suoi? Con i radicali?. Nessuno lo sa. Abbiamo posto gravissimi problemi relativi alla democrazia interna, sulle manipolazioni degli organi nazionali, dei tesseramenti, sulle espulsioni e sui commissariamenti. Nessuna risposta, salvo far finta di scandalizzarsi per la letterina di un avvocato. Sui contenuti dell’azione politica neanche a parlarne, tu Mauro sei la dimostrazione vivente dell’abisso che separa quello che si dice (per esempio sulle riforme costituzionali ed elettorali) e quello che si fa in Parlamento. La verità purtroppo è molto semplice: tu sei convinto (e lo dici) che il PSI non possa più riuscire a prendere voti, nè alle amministrative nè alle politiche. Nencini ne è ancora più convinto di te, tuttavia vuole continuare a guidarlo, impedendo a qualcuno che ci creda un pò di più, di provarci. Magari qualcuno di quei pochi che i voti riescono ancora a prenderli, a Trapani, a Salerno e in Campania, in Basilicata, in Sardegna, Marche o da altre (poche) parti. Di questo passo, le politiche 2018 arriveranno, ma ho paura che non ci arrivi il PSI.

  6. Il Direttore mette giustamente in fila, sul piano cronologico, le prossime chiamate alle urne, e per il voto politico occorrerà anche vedere con quale legge elettorale vi si arriverà, e può dunque essere ragionevole e comprensibile il non voler affrettare i tempi-

    Ma quando il Direttore prospetta l’idea di “puntare a una lista di coalizione con altri segmenti o movimenti o partiti del centro-sinistra che ci consenta di poter realisticamente puntare a raggiungere il quorum previsto”, a me sembra trattarsi di una ipotesi che, ove avesse seguito, richiederebbe un minimo di preparazione, non fosse altro per capire quali convergenze possono esservi con tali formazioni, e quale interesse possono avere al riguardo le medesime, e a quali condizioni.

    Tutto questo insieme mi sembra poi essere materia di dibattito congressuale, almeno dal mio punto di vista, e se il PSI ha in calendario un appuntamento congressuale abbastanza ravvicinato, come mi par di intuire, il tema delle elezioni politiche non potrà essere rinviato più di tanto, quantomeno negli aspetti preliminari e “propedeutici”, nel senso che può essere vero soltanto in parte che vi sia . “tutto il tempo per poterne ragionare insieme”, specie se il PSI riterrà di coinvolgere nel suo progetto altri soggetti politici.

    Paolo B. 07.01.2016

  7. Caro Gerardo, io sono la rappresentazione di che cosa? Ti voglio bene e non mi va di alzare il tono della polemica che potrebbe spostarsi sui nostri rispettivi atteggiamenti di fronte alle scelte del 2013. Io continuo a lavorare gratuitamente e con passione senza chiedere nulla per il PSI e sopratutto per l’Avanti. E naturalmente a dire la mia. Mi dispiace quando il confronto diventa acido e privo di rispetto per le nostre persone. Mi pareva che il nostro rapporto fosse improntato a valori diversi. Mi pareva.

  8. Cari compagni,per un semplice sfogo epistolare di Mauro sono sopraggiunti ben sei commenti.Nel rispetto delle personali opinioni dei titolari del commento ritengo utile semplificare al massimo la modalità per raggiungere l’obiettivo di crescita del PSI.Occorre rifarsi alla situazione del tesseramento dell’anno 1993 del PSI di Bettino Craxi.Inviare a tutti noi iscritti una sollecitazione a prodicarsi per diffondere la necessità vitale del partito alla ricerca di elettori sensibili al voto utile per il PSI.In primis per le prossime elezioni amministrative.Eravamo in tanti.Proviamoci…….. chi può dire no?Manfredi Villani.

  9. Caro Mauro, nessuna acidità da parte mia e il rispetto di sempre. Non hai capito quello che intendevo dire, o meglio, non mi sono spiegato bene. Tu sei la rappresentazione vivente del fatto che alle tesi che tu ben sostieni quotidianamente, sull’Avanti, nei dibattiti e nelle conferenze programmatiche, e su cui spesso mi trovo d’accordo, ad esempio sulle riforme costituzionali, non corrisponde poi una iniziativa dei parlamentari che vada nella stessa direzione. In sostanza ti stavo lodando e non criticando. Ciò detto sposto ben volentieri il dibattito sulle posizioni nel 2013. La mia è agli atti, la puoi trovare su Facebook di quei giorni e l’ho più volte riproposta. I termini dell’accordo proposto dal PD (diversissimi da quelli ipotizzati da Nencini per molti mesi precedenti) erano inaccettabili. Quindi bisognava presentare la lista PSI. Lo dissi pubblicamente, ebbi sul tema una discussione durissima con Nencini e chiesi io, ripeto chiesi io, una riunione urgentissima con i segretari regionali sul punto. Roba straripetuta e strachiarita. Avendo vissuto quella drammatica esperienza penso, a differenza di te, che la posizione del PSI sulle elezioni politiche debba essere decisa per tempo e che debba essere molto, ma molto ma molto chiara e non molto ma molto ma molto ambigua quale è attualmente. Secondo me questa: “Il PSI presenterà una lista di area socialista, con il simbolo socialista e il nome socialista, puntando a superare non il 3% ma il 5%. Chi ha voglia, coraggio e passione si dia da fare, da adesso. Chi non ci crede, per favore, abbia la generosità di farsi da parte”. Solo così si esiste, caro Mauro. Se non si fa questo, come sanno tutti, l’esito è già scritto: sperare che il PD si muova a compassione e salvi almeno il Segretario. Un caro saluto, con l’affetto di sempre.

  10. Prendo atto volentieri della tua precisazione. Ci tengo molto ai rapporti umani e penso che al di là delle differenze debba restare tra noi affetto e solidarietà. Siamo tutti figli di una grande storia e di una grande tragedia.

  11. Relativamente ai tempi, e guardando anche al contenuto dei commenti, io la vedrei nel modo seguente

    Se il PSI ritiene che il proprio futuro ruoti sostanzialmente intorno al PD, anche con riguardo alle possibili alleanze, e reputa di dover in ogni caso aumentare quanto più possibile il proprio peso negoziale nei confronti di detto partito – anche nell’ottica di poter inserire nella lista di quest’ultimo qualche proprio candidato, specie se la legge elettorale avesse a restare tale – sarebbe verosimilmente prematuro discutere ora delle prossime elezioni politiche, essendo molto probabile che il tutto si deciderà nell’ultima fase.

    Ma ove il PSI fosse interessato a verificare se vi sono le condizioni per un riavvicinamento tra i pezzi della “diaspora” socialista, nella prospettiva di formare una lista comune al momento del voto politico, occorre partire con il necessario anticipo, anche perché il voto amministrativo di primavera può essere un buon banco di prova, in attesa e preparazione dell’altro e successivo appuntamento elettorale.

    Paolo B. 09.01.2016

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