venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

A 62 miliardari la metà della ricchezza mondiale
Pubblicato il 18-01-2016


Paperoni-ForumIl nuovo rapporto Oxfam lascia sconcertati e conferma un andamento costante. Quello dello spostamento della ricchezza mondiale nelle mani di sempre meno persone con una evoluzione dell’economia mondiale che non fa che aumentare le disuguaglianze sociali.
Ad oggi 62 persone possiedono, da sole, la stessa ricchezza di 4 miliardi di persone, la metà della popolazione del mondo più povera. Non è un errore nel rapporto, ma una triste e inaccettabile realtà. Fino a sei anni fa gli individui che tengono in una mano la ricchezza del mondo erano 388. Una ricchezza tutta declinata al maschile, visto che le donne sono solo 9. La loro fortuna è cresciuta di 500 miliardi di dollari in 6 anni, mentre i poveri hanno perso 1000 miliardi di dollari, meno 41%. Uno spostamento di denaro costante da chi ha di meno verso chi ha di più.

Inoltre il divario non fa che crescere: le previsioni di Oxfam, secondo cui l’1% della popolazione mondiale avrebbe posseduto più del restante 99% entro il 2016, si sono confermate con un anno di anticipo. Non fa eccezione l’Italia: l’1% più ricco degli italiani è in possesso del 23,4% della ricchezza nazionale netta. Cifre sempre più fuori controllo che secondo Oxfam si possono combattere a partire dalla messa al bando dei paradisi fiscali, che sottraggono risorse alle casse degli Stati.

A partire dal 2010, dice lo studio 3,6 miliardi di persone hanno visto la propria quota di ricchezza ridursi di circa 1.000 miliardi di dollari: un crollo del 41%, nonostante l’incremento demografico faccia segnare 400 milioni di nuovi nati nello stesso periodo. I 62 super-ricchi invece si sono messi in tasca oltre 500 miliardi di dollari, arrivando così ad un totale di 1.760 miliardi, in un contesto – denuncia Oxfam – che continua a lasciare le donne in condizione di grave svantaggio. Il rapporto spiega che il reddito medio annuo del 10% più povero della popolazione mondiale è cresciuto di meno di 3 dollari all’anno nell’arco di quasi un quarto di secolo, ovvero meno di un centesimo al giorno. «Nonostante i leader mondiali abbiano dichiarato in più occasioni la necessità di contrastare la disuguaglianza, il divario tra i più ricchi e il resto del mondo è drammaticamente cresciuto negli ultimi 12 mesi”

Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International, chiede ai governi di agire e mette nel mirino i paradisi fiscali. “Sono quei luoghi nei quali multinazionali ed élites economiche si rifugiano evitando di contribuire, con la giusta quota di tasse, al finanziamento di servizi pubblici gratuiti e di qualità a tutti i cittadini – dice -. Oggi 188 delle 201 più grandi multinazionali sono presenti in almeno un paradiso fiscale, alimentando una disuguaglianza economica estrema che ostacola la lotta alla povertà”.

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